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ROME UNDERWEAR CITY: ECCO LA SUA NUOVA DIMENSIONE SOTTO L'EGIDA GRILLISTA.COMMENTI,FOTO E VIDEO DA REFLUSSO BILIARE!

mercoledì 31 maggio 2017
Finalmente! Come hanno scritto, più o meno, tutti i blog storici che hanno fatto anche della lotta all'ambulantato uno dei punti cruciali delle loro battaglie, per lo meno, da oggi,  i Pentastellati romani non potranno più dire che è colpa delle precedenti amministrazioni: se Roma è e sarà ridotta a Suq Mediorientale, la paternità è esclusivamente loro! Abbiamo assistito ad un anno orribile, che non stiamo qui a ripercorrere, ma che ha davvero segnato la città e sicuramente rallentato la sua crescita e il suo futuro. La politica dell'impreparazione al potere, dei NO ideologici ai grandi investimenti, dell'assenza di visione sistemica di Città che sta inevitabilmente allontanando i grandi gruppi invece di attrarli, si riduce ad un inevitabile impoverimento del tessuto socioeconomico cittadino concretizzandosi in una miserabile tutela, fino allo stremo, di un caravanserraglio che stritola Roma, snatura l'essenza dei propri spazi, ingurgitandoli e rigurgitandoli a proprio esclusivo piacere. Interi marciapiedi invasi di ciarpame, di magliette, mutande, pijiami, collane: un immenso schifo. Come lo sono i furgoni dei "tutelati", tutti Euro Zero, spesso privi di revisione ed assicurazione, fissi in seconda fila, a restringere ogni carreggiata e a rendere pericoloso ogni incrocio. Un'ira di Dio. Una maledizione divina. Nel video di oggi, perchè a noi alle chiacchiere preferiamo rispondere con la realtà, vedrete il suk di Piazzale Flaminio, orribile, irrispettoso del luogo e pericoloso, trovandosi esso nell'unica via di fuga di due grosse infrastrutture su Ferro, la Nord e la Stazione Flaminio della Metro A. Ma quanto avevamo da dire su questa ennesima casbah , con presenti anche gli illegali che si agganciano ai "tutelati" vendendo materiale contraffatto sotto il naso della Municipale, le cui regole d'ingaggio sul punto ci restano ancora completamente oscure. Ma a noi, che siamo dei rompicoglioni per natura, piace andare a cercare, a spulciare a vedere. Tutto, nell'era della comunicazione 2.0, resta tracciato e facilmente reperibile. Inserendo su google le voci "ambulanti"; "camionbar" e "cinquestelle", saltando le prime pagine dove si narra di questa porcata, dove si vedono le foto di Di Maio e Coia manifestare contro la direttiva Bolkestein a braccetto con i Tredicine, si arriva alla posizione di opposizione che aveva il MoVimento sul punto, poco più di un anno fa. Il periodo è quello postmariniano, quando Roma, in attesa delle elezioni, era amministrata dal Commissario Tronca. Ed è qui che alleghiamo una foto: un semplice lancio d'agenzia di adnkronos. Eccola:
La posizione del Movimento in due anni di opposizione contro i Tredicine. Addirittura minacciano barricate!
Siamo, come si legge bene,  a febbraio 2016: I Grillini, inviperiti contro la riabilitazione dei Camion Bar della famiglia Tredicine da parte del Commissario Tronca, rivendicano di aver portato avanti una battaglia di due anni attraverso interrogazioni, accesso agli atti, emendamenti e ordini del giorno, minacciando BARRICATE qualora il Commissario avesse proseguito per quella strada. Ma cosa è accaduto da allora ad oggi? Come mai un cambio così repentino e netto di posizione? A cosa è dovuto questo lavoro indefesso di Andrea Coia? Arrivati al potere,da strenui oppositori dei Tredicine, a sfilarci a braccetto in Piazza a tutela delle "famiglie e del lavoro"?  Oltre a Coia, addirittura il Vice Presidente della Camera Luigi Di Maio? Lasciamo a voi la risposta, anche se, siamo certi che un'idea ve la siate già fatta. Avanti con la coerenza, la trasparenza e l'onestà!!!! RR

LO SFOGO: Datemi un motivo per restare a vivere a Roma. Uno!

giovedì 27 aprile 2017




"Datemi un motivo per restare a vivere a Roma.
Trent'anni fa era una città splendida. Non avrei saputo scegliere un posto migliore in cui vivere.
Vivo nel quartiere di San Giovanni, non in periferia, ma oggi vedo solo degrado, sporcizia e incuria. I servizi pubblici funzionano poco e male, ma costano come a Stoccolma. La città ti uccide di smog o di stress. Topi che pullulano dal centro alla periferia Le strade, piene di buche, sono maleodoranti di deiezioni canine solide e liquide, di smog e di spazzatura. Vivere a Roma costa: in termini economici, di salute e anche di tempo. Costosa come Parigi, ma degradata come Il Cairo. 
Vita sociale resa a dir poco complessa dai tempi di spostamento. Idem per quella lavorativa: dove raggiungere il proprio posto di lavoro, sempre che tu abbia la fortuna di averne uno, diventa un'attività nell'attività. Una volta, faccio un esempio, accompagnai un amico a Fiumicino. Direzione Milano. Lo lasciai e ripiombai nel traffico per rientrare a casa. Mi chiamò dicendomi che era atterrato e mi chiese dove fossi: "impantanato nel traffico!" risposi stizzito.
Non ho votato per questa aministrazione ma l'ho guardata con sincera curiosità. Forse, mi son detto, questi, nella totale impreparazione ma spinti dall'entusiasmo, qualcosa di buono riescono a farla rispetto ai precedenti. Sono passati dieci mesi: non solo non ho visto niente di significativo ma non vedo proprio una visione di città (neanche un abbozzo), come la hanno nel resto d'Europa dove tutti, maggioranza e opposizione, lavorano all'unisono, pur scontrandosi, per il benessere delle loro Capitali al fine di renderle gradevoli per chi ci abita e competitive con quelle del resto d'Europa e del Mondo. 
E la bellezza della città? Qualcuno potrebbe obiettare su quanto sto scrivendo mettendo sul piatto della bilancia l'inestimabile bellezza di Roma. Ma chi se la gode? Chi? E' per pochi fortunati, ovvero quelli che, vivendo in centro, hanno il tempo o la fortuna di godersela.

Chi mi dà un motivo per restare a vivere a Roma?" 
Lettera firmata.
Già, chi glielo dà? RR

IL COMUNE DI ROMA HA CREDITI PER 6 MILIARDI DI EURO. DEL 47% SI CONOSCE IL CREDITO MA NON IL DEBITORE. TUTTO E' IN FALDONI POLVEROSI. NIENTE E' INFORMATIZZATO. QUESTO E ALTRE FOLLIE NEL NOSTRO PEZZO DI OGGI.

mercoledì 12 aprile 2017


Per dare un senso e una misura all'enormità di quanto stiamo per scrivere partiamo subito con un dato: Equitalia ha chiuso il 2016 con 8,7 miliardi di euro riscossi. Un risultato andato anche oltre le attese, soprattutto alla luce dei continui interventi legislativi finalizzati sia a mitigare il ricorso alle maniere forti degli agenti della riscossione sia a dilazionare anche fino a 10 anni i pagamenti dei debitori. Bene. Detto questo, delimitato il perimetro partendo da un dato di riscossione nazionale, parliamo di quello che forse a molti è sfuggito: il Comune di Roma ha crediti non riscossi per 6 miliardi di Euro. Praticamente due linee metro C. Una voragine che potrebbe trasformarsi in un super-tesoretto per la città. La stilettata alla Giunta Raggi è arrivata direttamente dall'OREF, l'organo di revisione economico-finanziaria del Comune di Roma, che ha invitato questa amministrazione a rendere efficace il sistema di riscossione tout court (tributi - multe - tariffe comunali etc.). Certo, e lo sottolineiamo, le colpe arrivano dal passato: si è, forse volutamente, creato un sistema farragginoso facendo crescere i crediti dell'Amministrazione, rallentandone la riscossione.
Ora la palla è passata al MoVimento che ha fatto della lotta agli sprechi il suo vessillo e che non può non studiare dei meccanismi efficaci per snellire le procedure e fare cassa. Il prima possibile! Sei miliardi di euro sono una cifra immensa, dicevamo. Quasi la metà del debito monstre della Capitale. Ma dove e come s'inceppa il meccanismo? Da nostre ricerche il 46% dei debitori non ha nemmeno un nome. La cui cosa è paradossale: esiste il credito, registrato da qualche parte, ma non si sa chi lo deve pagareQueste informazioni sono disperse in centinaia di faldoni, e, ancora oggi, anno 2017, non sono mai state informatizzate. Se non si  trova una soluzione e anche rapida  la città non potrà investire su se stessa: niente infrastrutture e niente servizi uguale niente futuro. Continueremo, si è calcolato, a pagare il debito monstre fino al 2048: 300 milioni l’anno i cittadini italiani, i restanti 200 a carico dei soli romani attraverso l’addizionale Irpef più alta d’Italia!!!
Sanzioni stradali, rette delle scuole materne, canone di occupazione del suolo pubblico, proventi per l’affitto di propri beni: queste sono solo alcune voci della voragine non riscossa. Solo di multe stradali il comune di Roma avanzava nel 2015 qualcosa come 1,2 miliardi di euro e per fortuna che se ne fanno poche: cosa accadrebbe se il Corpo di Polizia di Roma Capitale iniziasse a lavorare seriamente? Stando così le cose si aumenterebbe il non riscosso. Qualcosa deve cambiare e presto. Vanno presi i molti fancazzisti impiegati comunali e messi a spulciare i faldoni! Il tutto, poi, va assolutamente informatizzato. Questa è davvero una cosa incredibile da raccontare: davvero non ci si  crede. Siamo nel 2017 e il Comune di Roma non ha un sistema informativo che tenga la contabilità dei propri debiti/crediti. C'è tanto da lavorare. E c'è ancora chi va dicendo in giro che a Roma non ci sono soldi. Potremmo parlare, ma lo faremo in altro articolo, delle 42.455 case di proprietà del comune affittate a prezzi vergognosi (c'è anche chi non paga). Anche qui l'aver chiara la situazione è cosa molto lontana dalla realtà. I Cinquestelle, dall'opposizione e in campagna elettorale,  avevano promesso di fare ordine anche in questo immane caos. Non ci pare che abbiano fatto granché. Siamo ancora al vedremo... faremo... e intanto Roma annaspa e con lei i suoi 3 milioni di abitanti: privati di servizi e infrastrutture; privati degli stessi diritti di un parigino o un madrileno. Sveglia! RR 

L'ESISTENZA STESSA DI UN SUK AL LIMITARE DI UN NODO DI SCAMBIO COME FLAMINIO ELIMINA OGNI SPERANZA DI CHI ANCORA CREDE NEL CAMBIAMENTO DI QUESTA CITTA'!

lunedì 13 marzo 2017
Mutande immancabili, ma anche lampade, occhiali, pentole e padelle, cuscini e copricuscini, sciarpe, scarpe, magliette, pantaloni e tanto altro. Tutto questo lo potete trovare ogni giorno, anche la domenica (giorno in cui è stato girato il video), nell'incredibile suk di Piazzale Flaminio.
La scure sui privati, imposta dai cinquestelle, visti come speculatori e non come portatori di occasioni e ricchezza, come li percepiscono nel resto del mondo civilizzato, non si è incredibilmente abbattuta su di loro. Chi pensava, anche grazie all'assist europeo, di non vederli più tracimare in ogni zona della città, con i loro furgoni puzzolenti e in doppia fila, è rimasto completamente fregato.
Anzi sono stati protetti e tutelati. I "MUTANDARI" portano voti e i ragionamenti fatti, ahinoi, sono quelli della vecchia politica.
E così, in nome di una finta tutela di "piccole imprese a conduzione familiare", che sono invece un ufficio di collocamento di illegalità ( i detentori di queste licenze fanno regolarmente lavorare personale extracomunitario in nero e non battono uno scontrino che sia uno), personaggi come Andrea Coia dei Cinquestelle, hanno fatto una vera e propria crociata.
Una cosa incomprensibile per il loro modo di pensare e per tutti i romani che li hanno votati.  
Ma è il Movimento tutto che si è mosso, a livello nazionale, a tutela di questi farabutti. Lo ha fatto dando un calcio netto alla Bolkestein, la direttiva che in questo anno domini, avrebbe consentito di riorganizzare tutto il comparto; di togliere a Roma quell'aspetto di  enorme mercato a cielo aperto, tipico delle città da terzo mondo.
Quello di Piazzale Flaminio è un suk particolare. Lo è per la pericolosità in cui ha sede. Nel Piazzale a  ridosso dell'uscita di due grandi infrastrutture: la Metro A, fermata Flaminio e la Roma Nord, i cui pendolari, circa 70.000 al giorno, si riversano sulla A per andare a lavoro.
Una cosa inimmaginabile in qualsiasi altro Stato civile, dove le uscite metro, con un gran via vai di persone, vanno tenute rigorosamente libere per evitare, in caso d'emergenza, di fare la fine del topo. Cosa accadrebbe, infatti, nel malaugurato caso in cui, in una delle due infrastrutture, o in entrambe, dovesse esserci una qualsiasi ragione per un rapido sfollamento? Ve lo lasciamo immaginare.
Altri due elementi appaiono evidenti nel video. Il primo: è la costante presenza di irregolari. Gli abusivi si sono integrati e mischiati con i detentori di licenze: solitamente posizionati all'inizio del mercato, lato Piazzale Flaminio e alla fine di esso, a ridosso delle entrate della A e della Nord. Su teli bianchi o su cartoni rapidamente ripiegabili,  poggiano, come se nulla fosse, la loro mercanzia rigorosamente contraffatta. Si tratta prevalentemente di abusivi di origine africana che, vi garantiamo, stanno lì ogni giorno senza che nessuno dica niente. La seconda: è che la gente compra. I prezzi bassi, molti articoli sono venduti ad appena un euro, fanno gola a romani e turisti, con buona pace di chi, coglione, paga un affitto, cercando di vendere cose di qualità, rispettando le regole, pagando le tasse. Ma questi poveri cristi, vittime di una campagna di concorrenza sleale, non li tutela nessuno. A voi. RR.

OGGI VI SPIEGHIAMO IL "TRUCCO" DELLE MOSCHEE ABUSIVE!

venerdì 24 febbraio 2017

Ennesima moschea (l'ottava spiegano dal Comando dei Vigili Urbani), chiusa ieri mattina dagli uomini dei gruppi Spe E Pso del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale. Dietro l'associazione islamica "Hil ful fuzul Onlus", con sede in Roma, in via di San Vito 12, si celava infatti una moschea non autorizzata ed una scuola, materna e dell infanzia, che vedeva 10 bambini tra gli 11 mesi ed i 4 anni, ospitati nei locali interrati dell associazione accatastati come "cantine".
Questa la notizia ma adesso andiamo a spiegarvi il trucco.
Partiamo col dire che in Italia, contrariamente ai paesi di origine di questi signori, non è vietato realizzare una moschea: ci sono però delle regole da seguire che sono normali e identiche per tutti i luoghi aperti al pubblico.
Per fare una moschea, inoltre, servono parecchi soldini che, magari, la pur nutrita comunità islamica della Capitale non ha intenzione di spendere.
Come si procede? Trovata la legge trovato l'inganno.
Così le associazioni islamiche romane  hanno ovviato con astuzia al problema. Si parte con la costituzione di un'associazione di stampo culturale o sportivo. Nel caso di cronaca la "Hil ful fuzul Onlus". Al Comune basta comunicare che dentro il locale prescelto vi si svolgono normali attività culturali o di welfare, per aiutarsi tra di loro, per fare genericamente cultura. In alcuni locali si è resa necessaria la costruzione di bagni. Nessun problema: basta aprire una Scia (segnalazione di inizio attività), una pratica snella che le amministrazioni concedono alle imprese per avviare attività produttive. Così facendo possono anche effettuare opere di manutenzione burocraticamente snelle e fiscalmente vantaggiose, con sconti anche fino al 55%. Però non sono depositi, magazzini o garage come il Comune  è costretto a riconoscere, ma veri e propri luoghi di cultoAddirittura asili! Sotto gli occhi di tutti.

Giuste dunque le  chiusure: in un paese civile vanno rispettate le regole e se uno vuole professare il proprio culto e decide di destinare un luogo per esercitarlo deve farlo seguendo le regole. Altrimenti a casa! RR

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