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LO SFOGO: Datemi un motivo per restare a vivere a Roma. Uno!

giovedì 27 aprile 2017




"Datemi un motivo per restare a vivere a Roma.
Trent'anni fa era una città splendida. Non avrei saputo scegliere un posto migliore in cui vivere.
Vivo nel quartiere di San Giovanni, non in periferia, ma oggi vedo solo degrado, sporcizia e incuria. I servizi pubblici funzionano poco e male, ma costano come a Stoccolma. La città ti uccide di smog o di stress. Topi che pullulano dal centro alla periferia Le strade, piene di buche, sono maleodoranti di deiezioni canine solide e liquide, di smog e di spazzatura. Vivere a Roma costa: in termini economici, di salute e anche di tempo. Costosa come Parigi, ma degradata come Il Cairo. 
Vita sociale resa a dir poco complessa dai tempi di spostamento. Idem per quella lavorativa: dove raggiungere il proprio posto di lavoro, sempre che tu abbia la fortuna di averne uno, diventa un'attività nell'attività. Una volta, faccio un esempio, accompagnai un amico a Fiumicino. Direzione Milano. Lo lasciai e ripiombai nel traffico per rientrare a casa. Mi chiamò dicendomi che era atterrato e mi chiese dove fossi: "impantanato nel traffico!" risposi stizzito.
Non ho votato per questa aministrazione ma l'ho guardata con sincera curiosità. Forse, mi son detto, questi, nella totale impreparazione ma spinti dall'entusiasmo, qualcosa di buono riescono a farla rispetto ai precedenti. Sono passati dieci mesi: non solo non ho visto niente di significativo ma non vedo proprio una visione di città (neanche un abbozzo), come la hanno nel resto d'Europa dove tutti, maggioranza e opposizione, lavorano all'unisono, pur scontrandosi, per il benessere delle loro Capitali al fine di renderle gradevoli per chi ci abita e competitive con quelle del resto d'Europa e del Mondo. 
E la bellezza della città? Qualcuno potrebbe obiettare su quanto sto scrivendo mettendo sul piatto della bilancia l'inestimabile bellezza di Roma. Ma chi se la gode? Chi? E' per pochi fortunati, ovvero quelli che, vivendo in centro, hanno il tempo o la fortuna di godersela.

Chi mi dà un motivo per restare a vivere a Roma?" 
Lettera firmata.
Già, chi glielo dà? RR

E adesso bloccheranno anche questo? Apre a Roma The Student Hotel.

domenica 5 marzo 2017
Nel triste panorama romano, di tanto in tanto, si affaccia una notizia positiva che, stando i tempi, forse non andrebbe neanche tanto pubblicizzata per il timore di un blocco, di un niet da parte dell'attuale amministrazione che sembra esser impegnata in maniera più che caparbia ad allontanare qualunque cosa possa portare ricchezza e lavoro alla città

LA NOTIZIA:

The Student Hotel sbarca a Roma: trasformerà l'ex Dogana di San Lorenzo
Il gruppo alberghiero The Student Hotel, società olandese nota per aver lanciato un modello di ospitalità ibrida, aprirà a Roma. Lo farà a San Lorenzo, nel piazzale di quella che fu la Dogana. "E' a pochi passi dalla Sapienza, l’università principale della città, dove sono iscritti 113.000 studenti, e a 15 minuti a piedi dalla stazione Termini" si legge in una nota diramata dal gruppo alberghiero insieme a Cassa depositi e prestiti. 


 The Student Hotel sbarca a Roma: trasformerà l'ex Dogana di San Lorenzo



Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/politica/the-student-hotel-roma-san-lorenzo.html
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E adesso bloccheranno pure questo!?
 The Student Hotel sbarca a Roma: trasformerà l'ex Dogana di San Lorenzo






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A Roma è in atto una crisi spaventosa nel mondo del commercio: alla politica non sembra interessare!

giovedì 23 febbraio 2017
A Roma è in atto una crisi spaventosa nel mondo del commercio: in un paio di mesi sono andati in fumo migliaia di posti di lavoro e pare che la politica, più che sorda, sia totalmente incapace di  trovare soluzioni. Dai 1666 di Almaviva Contact, ai 300 di Sky che abbandona la Capitale per Milano, ai recentissimi 180 dipendenti di Trony: un'emorragia di posti di lavoro che avrebbe messo KO qualsiasi sistema produttivo cittadino.
Intere famiglie, all'improvviso, si sono trovate o in mezzo ad una strada o, come il caso di SKY, con un ridimensionamento di personale o, per chi si è salvato, con un obbligo di trasferimento da dover accettare per forza. Di tutto questo la politica cittadina non parla. Di tutto questo la politica ha piene responsabilità: nel caso specifico di SKY la scelta della multinazionale dell'informazione è stata per certi versi obbligata. Per chi non è di Roma forse non ha presente di cosa sia la Salaria dove Sky aveva sede: un budello trafficatissimo, pieno di buche, immondizia e  puttane. Vi pare che la politica sia intervenuta per sanare queste situazioni? No. Come se fare imprenditoria a Roma sia la cosa più figa del mondo per la presenza del Colosseo e della Cappella Sistina.

Le cose purtroppo non funzionano così: servono servzi, serve una città in grado di far spostare le persone dal punto A al punto B in maniera rapida e veloce, serve decoro, serve eccellenza in un luogo dove non c'è nemmeno la normalità. E così si licenzia o si va altrove: in posti, come Milano, che hanno saputo programmare e realizzare.

Milano e il suo hinterland industriale sono da sempre una forte attrazione per le multinazionali estere. Strategica la posizione geografica, strategico il sistema logistico e infrastrutturale, strategica la rete altamente qualificata delle Università in grado di apportare figure professionalizzate. E ovviamente strategico un bacino di migliaia di piccole e medie imprese che non solo sono subfonitrici, ma sono diventante nel tempo partner tecnologici affidabili.

A Milano hanno sede 2.925 multinazionali che rappresentato il 30% di tutte quelle attive in Italia. Gli occupati diretti sono oltre 280mila mentre il giro d’affari realizzato nel territorio milanese è pari a 180 miliardi. Coperti tutti i settori di attività: forte il presidio nell’agroalimentare (Nestlé e Lactalis) ma anche nel consumer (Rekit Benkiser, Almirall) e nella tecnologia (Shindler Group, Microsoft e Aamazon). Appena alle porte della città si trovano i colossi Basf, Astrazen
eca, Unilever.

I nuovi quartieri degli affari Alcune macrotendenze sembrano emergere: se la zona di Porta Nuova-Garibaldi – con i suoi grattacieli divenuti il simbolo del cambiamento di Milano degli ultimi anni – si va definendo sempre più come il distretto finanziario e hi-tech della città, le architetture futuriste di CityLife hanno invece attratto gli investimenti dei grandi gruppi assicurativi, con Allianz che trasferirà entro l’anno 3mila dipendenti nella Torre Isozaki, e Generali che attende la consegna del grattacielo disegnato da Zaha Hadid per portarci, probabilmente nel 2018, altri 3mila lavoratori. Ancora non si sa, invece, chi occuperà la terza torre, quella progettata da Daniel Libeskind (l'architetto delle Torri dello Stadio della Roma n.d.r.), i cui lavori sono stati avviati a fine 2016. RR

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