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ARTICOLO/DENUNCIA PER LE AUTORITÀ COMPETENTI:VOLTO,CELLULARE E TARGA AUTO. VEDIAMO SE GLI FANNO UN MEGAMULTONE....

domenica 4 giugno 2017
Cari amici del Blog, utilizziamo queste pagine, per un articolo/denuncia nei confronti dell'ennesimo attacchino abusivo. Uno di quelli che insudicia tutta Roma restando impunito!! Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Più che a voi lettori, l'articolo è rivolto alle dormienti Istituzioni, onnicomprensive: Giunta Comunale,  Assessore al Commercio Meloni, Polizia Roma Capitale (quella che c'ha bloccato su twitter perchè, paradosso vero, l'autore di un abuso va tutelato nella privacy!), Polizia, Carabinieri e Finanza. Un nostro lettore, non che sia uno Sherlock Holmes, ha fotografato un attacchino abusivo mentre eseguiva la sua illecita azione. Come pubblicato in altra circostanza, le regole sono talmente blande e la strafottenza talmente alta, che lo si fa come se fosse una cosa normale, in pieno giorno, arrampicandosi su una scaletta! Dunque ricapitoliamo: abbiamo il volto del tipo, l'azione illecita, il numero di cellulare dell'attività abusivamente pubblicizzata e la targa del veicolo. Ci aspettiamo, dunque, che a tale nostro articolo, faccia seguito comunicazione ufficiale delle Forze dell'Ordine relativa alla sanzione comminata ed al sequestro di tutto il materiale illecitamente utilizzato. Come pena accessoria, ma forse stiamo esagerando per il nostro Paese, vorremmo che la Ditta in questione venga obbligata a rimuovere tutti i cartelli. Ora tocca a voi. Vi terremo ovviamente aggiornati. Un caro saluto a tutti, RR.

Ancora sul vergognoso slum zingaro di via Cilicia. Ancora sull'immagine della città di Roma distrutta dal lassismo delle Istituzioni sempre più dormienti.

giovedì 9 marzo 2017
Ne avevamo parlato qui, ma ecco a voi lo scandalo dello slum ROM di via Cilicia,  a pochi passi dal sedime ferroviario. Sono presenti dal 2004, anno in cui ne abbiamo cominciato a parlare.

Oggi riproponiamo la questione con un altro video direttamente dal treno. Questo per regalare, a tutti voi che ci seguite, le sensazioni che prova il turista in arrivo in città,  prendendo il treno da e per Fiumicino. Nell'articolo precedente, parlavamo di un nuovo insediamento a Muratella: stesse baracche, stessa tipologia, stesso lerciume, stessa immagine della città di Roma vilipesa, oltraggiata, distrutta.
Trenitalia, proprietaria dell'area ed esercente il servizio, deve attivarsi con ogni mezzo per far intervenire la dormiente pubblica autorità per eliminare gli accampamenti.
Un biglietto da visita per Roma semplicemente devastante!
Come diavolo è possibile tutto questo?
Fate girare!
RR


DECORO!! VIA I LAVAVETRI DAI SEMAFORI. SI FACCIA UN'ORDINANZA E LA SI FACCIA RISPETTARE!

venerdì 24 febbraio 2017

La legge c'è. Nello specifico è l'articolo 650 del codice penale. Il Corpo di Polizia Municipale per farla rispettare no. Dopo aver parlato dei parcheggiatori abusivi, oggi parliamo di un'altra odiosa forma di racket: quella dei "lavavetri" ai semafori. Persone, badate bene, non presenti lì per propria scelta, ma posizionate da un'organizzazione criminale che divide il territorio per zone di accattonaggio offrendo questo servizio fastidioso e pericoloso perché spesso d'ostacolo alla circolazione stradale. Ma tornando al 650 del codice penale, in teoria ma non in pratica, i Vigili Urbani potrebbero  sequestrare l´attrezzatura (secchi, stracci e spazzoloni) ed elevare multe sino a 200 euro, o comunque sequestrare a vantaggio della collettività, quanto incassato dal lavavetri abusivo. In un paese civile il passo successivo sarebbe accompagnare i lavavetri in questura per l´identificazione: portare gli immigrati clandestini  (la maggioranza) al Cie di Ponte Galeria e rimpatriarli.


Un'ordinanza dell'allora Sindaco Alemanno aveva aggiunto forme di tutela verso  i minorenni, le donne e gli stranieri regolari che "qualora denunciassero gli aguzzini e si dichiarassero vittime del racket verrebbero aiutati dai servizi sociali del Comune". Dunque Alemanno dopo  e Veltroni prima emanarono ordinanze contro i lavavetri senza alcun successo. Il motivo è facilmente intuibile: le lacune del Corpo di Polizia Municipale. Se solo si eseguisse l'azione di confisca in maniera sistematica e costante il fenomeno sparirebbe velocemente. Non c'è da avere la palla di cristallo. Manca anche qui la volontà e Roma e i romani vengono lasciati vivere in mezzo al degrado e  ai racket che proliferano per le inefficienze di un corpo di Polizia Municipale che fa male il proprio mestiere. E' questo uno dei grandi temi della città: se il Corpo dei Vigili non gira a dovere la città resterà sempre nel vulnus dell'illegalità diffusa. E tutto questo, consentitecelo, non è davvero più tollerabile. RR.

OGGI VI SPIEGHIAMO IL "TRUCCO" DELLE MOSCHEE ABUSIVE!


Ennesima moschea (l'ottava spiegano dal Comando dei Vigili Urbani), chiusa ieri mattina dagli uomini dei gruppi Spe E Pso del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale. Dietro l'associazione islamica "Hil ful fuzul Onlus", con sede in Roma, in via di San Vito 12, si celava infatti una moschea non autorizzata ed una scuola, materna e dell infanzia, che vedeva 10 bambini tra gli 11 mesi ed i 4 anni, ospitati nei locali interrati dell associazione accatastati come "cantine".
Questa la notizia ma adesso andiamo a spiegarvi il trucco.
Partiamo col dire che in Italia, contrariamente ai paesi di origine di questi signori, non è vietato realizzare una moschea: ci sono però delle regole da seguire che sono normali e identiche per tutti i luoghi aperti al pubblico.
Per fare una moschea, inoltre, servono parecchi soldini che, magari, la pur nutrita comunità islamica della Capitale non ha intenzione di spendere.
Come si procede? Trovata la legge trovato l'inganno.
Così le associazioni islamiche romane  hanno ovviato con astuzia al problema. Si parte con la costituzione di un'associazione di stampo culturale o sportivo. Nel caso di cronaca la "Hil ful fuzul Onlus". Al Comune basta comunicare che dentro il locale prescelto vi si svolgono normali attività culturali o di welfare, per aiutarsi tra di loro, per fare genericamente cultura. In alcuni locali si è resa necessaria la costruzione di bagni. Nessun problema: basta aprire una Scia (segnalazione di inizio attività), una pratica snella che le amministrazioni concedono alle imprese per avviare attività produttive. Così facendo possono anche effettuare opere di manutenzione burocraticamente snelle e fiscalmente vantaggiose, con sconti anche fino al 55%. Però non sono depositi, magazzini o garage come il Comune  è costretto a riconoscere, ma veri e propri luoghi di cultoAddirittura asili! Sotto gli occhi di tutti.

Giuste dunque le  chiusure: in un paese civile vanno rispettate le regole e se uno vuole professare il proprio culto e decide di destinare un luogo per esercitarlo deve farlo seguendo le regole. Altrimenti a casa! RR

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