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Video e foto agghiaccianti dall'abbandonato Stadio Flaminio. Un luogo dove è difficile accedere per la forte presenza di Rom diventati i padroni dell'area. Ci aggrappiamo all'esito del bando promosso dalla Getty Foundation, con la speranza che sia positivo, in modo da strappare al degrado un pezzo importante di Storia della città.

martedì 9 maggio 2017
Lo Stadio Flaminio, che sorge su viale Tiziano, fu realizzato tra il 1957 e il 1958 in vista delle Olimpiadi del 1960. Negli anni ha ospitato anche il rugby ed è stato per un breve periodo anche teatro delle partite della Roma e della Lazio, oltre che della Lodigiani poi diventata Atletico Roma. Oggi, come ben sapete, versa in condizioni di vergognoso abbandono: all'interno hanno saccheggiato tutto il saccheggiabile e presenta muri scrostati, gradinate con erba alta tre metri, manto erboso irriconoscibile, corrimano e insegne divelte, crepe sospette. Un pianto! Fuori, se è possibile, la situazione è ancora peggiore. I piazzali dello stadio sono assediati da roulotte e baracche occupate dai Rom e vi assicuriamo che, per poter fare il nostro sopralluogo, abbiamo calcolato bene le tempistiche, arrivando in un orario in cui restano a presidio solo vecchi e bambini. Una cosa, questa, già vergognosa di per sé e che testimonia, ancora una volta, la perdita da parte dello Stato della  sovranità su interi territori della propria Capitale. Provate ad andarci la sera e fateci sapere. Per quanto riguarda il degrado, lasciamo parlare le immagini e il video che postiamo appena sotto, per poi riprendere il ragionamento. 


 Parte della Roulottopoli

                                                                Parte della Roulottopoli


Passeggino con contenitore d'acqua per le vicine Roulotte


Nasone scalottato che offre acqua alle vicine roulotte


Segni evidenti d'incursioni vandaliche



sporcizia e degrado







strutture in evidente stato d'abbandono
                                               








Accampamenti e bivacchi

il video dell'orrore!

Volendo parlare al futuro del Flaminio una buona notizia c'è: una delle poche giunte dell'attuale Amministrazione. Quindici milioni di euro: è quanto il Comune di Roma intende raccogliere attraverso la partecipazione al bando «Keeping it Modern» della Getty Foundation per ristrutturare lo stadio. Il Campidoglio, di concerto con la Famiglia Nervi,che detiene la proprietà intellettuale sull'opera, la cui cosa, purtroppo per tutti, ha spesso rappresentato un ostacolo per l'esistenza stessa del Flaminio più che un vantaggio, ha depositato regolarmente la domanda di partecipazione al bando promosso dalla fondazione con sede in California che ha come proposito il mantenimento architettonico del patrimonio moderno andato in disuso e che ha mostrato un buon interesse per l'ex gioiellino di Viale Tiziano. L'esito del bando dovrebbe arrivare a breve e se si riusciranno ad ottenere i fondi il Flaminio rivivrà, mantenendo certamente la sua vocazione sportiva ma, data anche la posizione, dialogando e integrandosi con le vicine strutture culturali del quadrante. Non ci resta che incrociare le dita e sottrarre dal degrado questo importantissimo pezzo di storia della città. Ale'. RR

L'ESISTENZA STESSA DI UN SUK AL LIMITARE DI UN NODO DI SCAMBIO COME FLAMINIO ELIMINA OGNI SPERANZA DI CHI ANCORA CREDE NEL CAMBIAMENTO DI QUESTA CITTA'!

lunedì 13 marzo 2017
Mutande immancabili, ma anche lampade, occhiali, pentole e padelle, cuscini e copricuscini, sciarpe, scarpe, magliette, pantaloni e tanto altro. Tutto questo lo potete trovare ogni giorno, anche la domenica (giorno in cui è stato girato il video), nell'incredibile suk di Piazzale Flaminio.
La scure sui privati, imposta dai cinquestelle, visti come speculatori e non come portatori di occasioni e ricchezza, come li percepiscono nel resto del mondo civilizzato, non si è incredibilmente abbattuta su di loro. Chi pensava, anche grazie all'assist europeo, di non vederli più tracimare in ogni zona della città, con i loro furgoni puzzolenti e in doppia fila, è rimasto completamente fregato.
Anzi sono stati protetti e tutelati. I "MUTANDARI" portano voti e i ragionamenti fatti, ahinoi, sono quelli della vecchia politica.
E così, in nome di una finta tutela di "piccole imprese a conduzione familiare", che sono invece un ufficio di collocamento di illegalità ( i detentori di queste licenze fanno regolarmente lavorare personale extracomunitario in nero e non battono uno scontrino che sia uno), personaggi come Andrea Coia dei Cinquestelle, hanno fatto una vera e propria crociata.
Una cosa incomprensibile per il loro modo di pensare e per tutti i romani che li hanno votati.  
Ma è il Movimento tutto che si è mosso, a livello nazionale, a tutela di questi farabutti. Lo ha fatto dando un calcio netto alla Bolkestein, la direttiva che in questo anno domini, avrebbe consentito di riorganizzare tutto il comparto; di togliere a Roma quell'aspetto di  enorme mercato a cielo aperto, tipico delle città da terzo mondo.
Quello di Piazzale Flaminio è un suk particolare. Lo è per la pericolosità in cui ha sede. Nel Piazzale a  ridosso dell'uscita di due grandi infrastrutture: la Metro A, fermata Flaminio e la Roma Nord, i cui pendolari, circa 70.000 al giorno, si riversano sulla A per andare a lavoro.
Una cosa inimmaginabile in qualsiasi altro Stato civile, dove le uscite metro, con un gran via vai di persone, vanno tenute rigorosamente libere per evitare, in caso d'emergenza, di fare la fine del topo. Cosa accadrebbe, infatti, nel malaugurato caso in cui, in una delle due infrastrutture, o in entrambe, dovesse esserci una qualsiasi ragione per un rapido sfollamento? Ve lo lasciamo immaginare.
Altri due elementi appaiono evidenti nel video. Il primo: è la costante presenza di irregolari. Gli abusivi si sono integrati e mischiati con i detentori di licenze: solitamente posizionati all'inizio del mercato, lato Piazzale Flaminio e alla fine di esso, a ridosso delle entrate della A e della Nord. Su teli bianchi o su cartoni rapidamente ripiegabili,  poggiano, come se nulla fosse, la loro mercanzia rigorosamente contraffatta. Si tratta prevalentemente di abusivi di origine africana che, vi garantiamo, stanno lì ogni giorno senza che nessuno dica niente. La seconda: è che la gente compra. I prezzi bassi, molti articoli sono venduti ad appena un euro, fanno gola a romani e turisti, con buona pace di chi, coglione, paga un affitto, cercando di vendere cose di qualità, rispettando le regole, pagando le tasse. Ma questi poveri cristi, vittime di una campagna di concorrenza sleale, non li tutela nessuno. A voi. RR.

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