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A Roma non esistono i complotti. Esiste il vandalismo, fenomeno incontrastato che pesa sulla vita di ciascun cittadino di Roma. Neanche gli spazi dedicati ai più piccoli vengono risparmiati. Quando questa Amministrazione si accorgerà del problema?

lunedì 15 maggio 2017

Ci scrive Asuelo, utente storico delle nostre due pagine facebook: Riprendiamoci Roma e Romanderground. La sua è una segnalazione/appello da girare ai responsabili del Municipio XII ed è relativa alla situazione indecorosa venutasi a creare in un'area dedicata ai bimbi. 
Pubblichiamo la segnalazione del nostro amico perchè è un problema diffuso e che riguarda tutti i genitori di piccoli romani. Le aree bimbi sono sistematicamente vandalizzate e rese pericolose per i piccoli fruitori. Genitori giustamente imbestialiti. A Roma non si ha diritto ad avere spazi pubblici tutelati, protetti e manutenuti. Ed è proprio il vandalismo l'unica causa generatrice (anche) di questo problema. Quello che la Montanari, calata da Genova, confonde con il complotto. A Roma, abbiamo provato a spiegarle, esiste un virulento quanto diffuso fenomeno di vandalismo. Un modello sicuramente democratico che parte dal centro e raggiunge tutte le periferie. Tutto viene marcato con la bomboletta, devastato, ridotto in frantumi. Tutto: dai treni alle stazioni della Metro, ai mezzi AMA lasciati incustoditi, alle tombe nei cimiteri, a panchine, aiuole, alle auto e scooter privati dati alle fiamme, agli spazi, sacri, dedicati ai più piccoli. Questa è Roma oggi, cara Montanari. Questa è Roma oggi, cara Virginia Raggi. Esiste perfino un turismo vandalico: orde di barbari, invitati da quelli nostrani, vengono appositamente a Roma, da ogni parte del globo, per devastare; per fare quello che nelle altre città non gli è consentito fare o gli viene un tantinello più difficile. Negare il problema non aiuta a risolverlo. Gridare ai complotti serve alla propria parte politica e fa il male della Città. Speriamo lo si capisca una volta per tutte e si prenda di petto questo gravissimo problema che incide sulla vita quotidiana di tutti noi. RR

Asuelo scrive: 
"Largo Ravizza, municipio XII, quartiere Monteverde.
Nelle foto che vi invio, a corredo della mia segnalazione, sono riportate le condizioni di quella che dovrebbe essere un'area ludica e che probabilmente in passato lo è stata. Sporcizia, degrado, vandalismo portano a quello che si vede nelle foto. 
Qui, ogni giorno, decine e decine di bambini passano ore e ore, anche per via della vicinanza della scuola Oberdan. Ma dalle foto è evidente che le altalene sono fuori uso, l'ultima si è rotta qualche giorno fa; l'altalena a rete per i più piccoli è stata vandalizzata ieri.
Questa è la città a misura di bambino, dove manca lo straordinario ma anche l'ordinario. Sicurezza zero, con pezzi di legno scheggiati, viti, bulloni, tombini, pezzi di cemento pericolosamente a vista. Rom ed ubriachi che bivaccano, banchettano, sporcano, nella più totale indifferenza e certi di restare impuniti. Certo di una vostra pubblicazione, cordialmente saluto".









REGRESSIONE ALLO STATO BARBARO, ANIMALE, PRIMORDIALE: CAMION IN SOSTA DIVENTA SFOGATOIO DEI PEGGIORI ISTINTI BESTIALI! E C'E' ANCORA QUALCHE COGLIONE CHE SULLA STAMPA LI DEFINISCE ARTISTI

venerdì 24 gennaio 2014


ANCORA CALATE BARBARE: I NO TAV DEVASTANO IL CENTRO STORICO, TRA SCRITTE SUI MURI E ARREDO URBANO SCONOCCHIATO, COSA ASPETTIAMO A VIETARE LE MANIFESTAZIONI IN CENTRO STORICO?

giovedì 21 novembre 2013

Non possiamo più accettare che il centro storico di una città unica al mondo come Roma, Patrimonio dell'Umanità, diventi lo sfogatoio privato di persone incapaci di manifestare civilmente. Le manifestazioni non autorizzate NON SI DEVONO SVOLGERE!

PILASTRI CAPITALI: LA STRAGE SILENZIOSA . LA SOLUZIONE? TELECAMERE A CIRCUITO CHIUSO SU TUTTE LE STRADE E RIPRISTINO IMMEDIATO DEI DANNI!

giovedì 26 settembre 2013

Sfondati, scanocchiati, abbattuti giacciono a terra per mesi (anni?). Pantheon, Minerva, Isola Tiberina, non importa quanto sia di pregio l'area tanto il loro destino è segnato: chi casca è perduto. Due considerazioni:

1) c'è in giro un killer compulsivo seriale dei pilastri.
2) chi vende la retina arancione a Roma deve essere miliardario.

Stefano

ANCORA PALI SCONOCCHIATI: QUI SIAMO ALL'EUR, IN VIALE AMERICA, UNA VIA ORRIBILMENTE DEVASTATA DAL DEGRADO

martedì 24 settembre 2013

Qualcuno forse voleva stare più delle 3 ore consentite. Siamo in Viale America, EUR, una via un tempo godibilissima e oggi devastata dal degrado.

VIA DEL COLLEGIO ROMANO, DA STRADA CIVILE QUAL ERA DIVENTATA, TORNA DI NUOVO AD ESSERE TERRA DI NESSUNO!

mercoledì 19 giugno 2013

Nemmeno due mesi fa avevamo segnalato il pregevole intervento di restyling in Via del Collegio Romano, con annesso nuovo arredo urbano anti-sosta. Ebbene, la calata barbara degli "amici della maghina" non si è fatta attendere. Un paletto è stato sconocchiato. Verosimilmente il primo di una lunga serie. Grazie a Stefano per la segnalazione.

LA FERMATA DELL'AUTOBUS SCONOCCHIATA E INCRICCATA DAI VANDALI: STA COSI' DA MESI, IN ATTESA DI CASCARE IN TESTA A QUALCUNO!

lunedì 19 novembre 2012


La fermata dell'autobus incriccata dai vandali, piegata a 45°, se ne sta lì da mesi, in attesa di cascare in testa a qualcuno, fracassandogli il cranio. Nessuna segnalazione è arrivata, o se è arrivata, chi di dovere se ne è allegramente fregato. Forse non ci sono i soldi per ripararla, quei soldi li abbiamo già spesi.

Non vuoi la multa? Sconocchialo!

martedì 15 novembre 2011


Mai come in questi anni abbiamo assistito a una simile strage di segnali stradali. Che sia il nuovo giuoco con cui i selvatici abitanti della Città Eterna si dilettano? A noi il dubbio che è venuto è un altro. Quel pezzettino di strada è sovente percorso contromano, di retromarcia. Ma i vigili sono spesso in agguato, e allora ecco lo stratagemma ingegnoso: vuoi evitare la multa? Sconocchia il palo e buttalo per terra. Così se ti multano puoi fare ricorso. Ormai Roma è un cimitero di pali caduti, pali piegati, pali segati, pali girati, pali ruotati, pali resi invisibili dagli stickers. Siamo in piena giungla. NB: Qui siamo in Via Corrado Segre, davanti all'Università di Roma Tre.

Noi a Roma famo così

venerdì 4 novembre 2011


Lo sapevate? Esiste un modo per evitare le multe. Staccando i pali dei segnali stradali e adagiandoli a terra. "A Roma famo così da un sacco di tempo, e ce dice sempre bene". Guardate che schifo. Quel segnale stradale starà lì da settimane e nessuno si è nemmeno degnato di tirarlo su e rimetterlo al suo posto. Per la cronaca, siamo davanti alla Stazione Trastevere.

Roma di nuovo distrutta

martedì 18 ottobre 2011


Le immagini di devastazione le abbiamo viste tutti. La nostra città, unica al mondo, messa nuovamente a ferro e fuoco dai moderni barbari. Solo da noi è successo tutto questo. E non basta dire che avevamo il corteo più numeroso e anche (di gran lunga) più incazzato. Ci chiediamo che senso abbia e come sia stato possibile tutto questo. Perché non si sia fatta un'opera di prevenzione degli scontri. Come si fa con gli ultras, che vengono bloccati prima della partita. Ci chiediamo perché le forze dell'ordine non siano state in grado di garantire l'ordine. Ci chiediamo perché gli organizzatori non abbiano previsto un servizio d'ordine. Risposte semplici, fin troppo ovvie. "Le forze dell'ordine hanno fatto un lavoro egregio", dice. Pensa se avessero fatto un pessimo lavoro, a quali scene avremmo assistito. Forse avrebbero bruciato tutta Roma, come fece Nerone. Perché è davvero difficile immaginare un quantitativo di devastazioni peggiore di quello documentato dalle immagini. "Il movimento è troppo eterogeneo per poter organizzare un servizio d'ordine", dice. Si dica quindi candidamente che non si è in grado di garantire una manifestazione senza infiltrati. E' giusto che tutti si prendano le proprie responsabilità. Anche il manifestante pacifico, e ingenuo, ha le sue responsabilità. Se non altro quello di aver distrutto una causa che era nobile e che è stata screditata agli occhi di tutti. Si sapeva benissimo che ci sarebbero stati degli scontri, non si è fatto nulla di concreto per impedirli. Convinti che bastasse non pensarci per evitare problemi. Convinti che bastasse dissociarsi per aver evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione. Ma così non è. I nodi alla fine vengono sempre al pettine. Dilettantismo, impreparazione, approssimazione. Avete sbagliato tutto, avete sbagliato tutti. I poliziotti male armati, con lacrimogeni scaduti nel 2006, a cui il Governo proprio ieri ha tagliato ulteriori 60 milioni. Una manifestazione presa in ostaggio dai teppisti, tra lo stupore generale. Come se nessuno se lo aspettasse. E a farne le spese, come sempre, è stata la nostra città.

Una città a pezzi

lunedì 5 settembre 2011


Questa foto è l'emblema della rovina della nostra città. L'ennesimo atto barbarico ai danni di uno dei nostri monumenti simbolo. Una cartolina che speriamo faccia il giro del mondo, e che ci faccia vergognare come meritiamo. Ben vengano incidenti come questi, se solo servissero a qualcosa. E invece no. Non servono a nulla, nemmeno a farci aprire gli occhi. Basta aprire uno qualsiasi dei giornali e leggere le dichiarazioni in merito, le interviste, i commenti dei lettori. Un coro unanime di "civilissimi" dell'ultima ora, che si indignano per un orecchio mozzato, ma che quotidianamente accettano che la propria città venga martoriata, umiliata, barbarizzata, ammazzata da orde di barbari ben peggiori, senza battere ciglio. Con quale faccia tosta ci scandalizziamo di fronte a un monumento danneggiato? Quando l'intera città è quotidianamente violentata, stuprata da milioni di cartelloni abusivi. Quando l'intero centro storico è totalmente invaso da puzzolenti e oscene camionette abusive di venditori ambulanti. Quando ogni vicolo è soffocato dal traffico e dalla sosta selvatica. Quando ogni strada, ogni marciapiede, è devastato dall'incuria o rifatto da ditte di zoticoni, amici e raccomandati di questa o quella amministrazione, con ignobili appalti al ribasso e zero controlli e tutele sulla qualità dei lavori. Quando interi quartieri e relativi monumenti affogano nella monnezza, tra il menefreghismo totale della gente. Quando il monumento simbolo di Roma, il Colosseo, giace affumicato e circondato da ignobili tubi innocenti, umiliato da auto, camion, gladiatori, cocomerari e venditori di mutande. Perché nessuno si indigna alla vista dei graffiti che devastano Ponte Sisto? Non è forse anche Ponte Sisto un monumento? Con quale faccia di bronzo i responsabili della devastazione di Roma si indignano per un pezzo di statua rotto? Non abbiate paura, la statua verrà presto restaurata e della bravata del vandalo non rimarranno tracce. Ma cominciamo a chiederci chi o cosa ha partorito questi animali. Di chi o di cosa sono figli questi atti barbarici gratuiti. Chiediamoci perché tutto questo è potuto accadere alla luce del sole, in una delle piazze più grandi e frequentate della città. E chiediamoci anche che fine farà il barbaro, quando e se verrà beccato. La farà franca, grazie alle nostre civilissime leggi.

Quel che resta delle cabine telefoniche

venerdì 4 marzo 2011


Ciao, ho iniziato da poco a leggere i vostri blog. Da una parte apprezzo tantissimo il vostro lavoro, dall'altra è triste constatare che, data la latitanza della vera politica, i blog romani sono fra i pochi spazi in cui si sente parlare chi davvero tiene alla nostra città. Scrivo per una segnalazione riguardo uno scheletro di cabina telefonica transennato, privo dell'apparecchio, da mesi in queste condizioni, davanti al civico 585 di via Tuscolana. Ho scritto il mese scorso al Municipio X (ld.municipio10@comune.roma.it) e all'AGCOM (che monitora il programma di rimozione delle cabine da parte di Telecom), e ho cercato inutilmente un contatto e-mail di Telecom. Per ora nulla. Non so se avete consigli da dare. Superfluo dire che, oltre all'inutilità dell'apparecchio così com'è, l'impatto visivo è pessimo, e sono sicuro che fra poco troveremo la cabina ricoperta di adesivi e manifesti. (Antonio)

Ringraziamo Antonio per la segnalazione, e cogliamo l'occasione per segnalare che di scene simili se ne vedono ormai in tutta Roma. Le care vecchie cabine telefoniche, mandate in pensione dai cellulari, ormai non servono quasi più. Ne sono rimaste poche, e quelle poche sono regolarmente distrutte e vandalizzate. Non ce n'è una che si salvi. E allora la proposta nostra è questa: eliminare tutte le cabine telefoniche. Lasciarne solo 2-3 per quartiere, concentrate in un unico "punto telecom", onde facilitare le operazioni di manutenzione. Meglio ancora sarebbe ripristinare le cabine telefoniche all'interno dei bar e tabaccai. Di sicuro, se non si riesce a garantire un servizio decente e a manutenere le cabine telefoniche, è meglio toglierle del tutto. Ulteriori elementi portatori di degrado in una città allo sbando.

I treni della vergogna

giovedì 27 gennaio 2011

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Il non-rispetto per la cosa pubblica è il tratto distintivo dei romani e si vede benissimo anche dai treni che prendono ogni giorno. Prendete ad esempio la Fara Sabina-Fiumicino, detta FR1. E' la linea che prendono i turisti per andare all'aeroporto di Fiumicino ed è la stessa che ferma alla Fiera di Roma e a Parco Leonardo. Noi eravamo diretti lì, al nuovo centro commerciale della periferia sud-ovest. Abbiamo preso il treno alla stazione Trastevere e, una volta saliti a bordo, ci siamo resi conto che i vagoni relativamente nuovi erano già stati vandalizzati dai ragazzini che imparano a scrivere sui muri da quando hanno 5 anni. Vandalizzati e non ripuliti, ma forse un servizio di pulizia per questo schifo non è nemmeno previsto in un paese incivile come il nostro. Tags e scritte infantili con i nomi dei fidanzatini e gli sfottò in comitiva. Quanto rimarranno quelle scritte? Per molto tempo e i ragazzini si convinceranno che scrivere sui treni è normale perché nessuno dice niente e nessuno pulisce. Ma non finisce qui. Nello stesso vagone i vetri dei finestrini sono oscurati dai graffiti e non si vede più quello che c'è fuori. In un solo vagone, la dimostrazione che tutti scrivono sui muri: i ragazzini delle medie, gli adolescenti hip hop e i ragazzi delle crew che hanno vent'anni. Più generazioni accomunate dalla convinzione che scrivere sui muri (e quindi sui treni) è normale. Ne ho la conferma quando scendo a Parco Leonardo: la stazione, neanche a dirlo, è piena di scritte. Anche qui tags, scritte infantili e sfottò goliardici. Dal treno alla stazione non c'è differenza. Scritte sui muri ovunque. Così crescono i bambini a Roma, con l'idea che scrivere sui muri è normale. E nessuno li sgrida, perché i "grandi" la pensano come loro! (Les)

Devastazione totale

lunedì 30 agosto 2010


Il segnale stradale è caduto e rimarrà così per mesi, anni, decenni. Lungo il marciapiede non c'è un palo di un segnale stradale che sia dritto. Sul lato opposto, la selva di faccioni dei politici, appiccicati su un muro, che chiedono il voto per amministrare la nostra città. Una cartolina emblematica di quello che è Roma oggi. Una città allo sbando, annegata in un degrado sconfinato, abbandonata da tutti. Una città in cui ti multano se passi con il giallo per fare cassa e poi tollerano queste situazioni criminali, la doppia fila che ti costringe a cambiare carreggiata rischiando ogni volta un incidente, i pali stradali scassati, piegati, abbattuti, coperti di stickers, mangiati e corrosi dalla ruggine. Inutile star qui a far notare la pericolosità di questo incrocio, ormai privato della sua segnaletica. C'è solo da sperare che nessun'auto, nessun motorino, passi di lì distrattamente, finendo con le ruote sul bordo del marciapiede e volando a sfracellarsi contro un palo della luce, o il fusto di un cartellone abusivo. Perché a Roma siamo fatti così, qui l'arte di arrangiarsi, di metterci una pezza, è quasi una religione. Ringraziamo Les per la segnalazione, che abbiamo provveduto a inoltrare alla polizia municipale. Speriamo che chi di dovere (ma non contiamoci troppo) provveda al più presto a ripristinare il segnale abbattuto. Intanto vi do una mezza buona notizia. Il segnale stradale di Via Montanara, angolo Via del Teatro Marcello, che per mesi e mesi è stato coperto di stickers, reso illegibile e ruotato di 90° (ne abbiamo parlato in questo post) è stato ripristinato a seguito della nostra segnalazione. Lo abbiamo notato qualche settimana fa, passando di lì. Purtroppo il cartello non è stato cambiato e sostituito con uno nuovo, ma semplicemente raddrizzato e ripulito dagli adesivi. Voi che dite, ci accontentiamo?

Associazioni confuse

mercoledì 30 giugno 2010


Le cronache di ordinario degrado si susseguono giornalmente sulle prime pagine dei giornali. La città è messa e ferro e fuoco dai barbari. E puntualmente scoppia la polemica delle associazioni di quartiere. Polemiche assai confuse, a dire il vero, che mancano totalmente di lucidità. I vandali scrivono sulla fontana di Villa Borghese? Le associazioni dei residenti tuonano: "Basta coi tavolini selvaggi!" Gettano la vernice nella Fontana di Trevi? Le associazioni dei residenti tuonano: "Ordinanza antivetro, subito!" La sensazione è che si faccia fatica a percepire la reale radice del problema. Le scritte sui muri, le scritte sui monumenti, le affissioni abusive, la sosta selvaggia, i quintali di sacchi di monnezza buttati in strada, l'arredo urbano inesistente e/o brutalizzato, gli episodi di ordinario vandalismo, i lavori pubblici fatti male. La mancanza di decoro, legalità e vivibilità. Questi sono i problemi del centro storico. Il problema non è abolire la movida. Quella c'è in ogni città del mondo, ma non genera il caos che c'è qui da noi. Il problema semmai è un altro. Non si può chiedere a un ragazzo che frequenta un cesso di quartiere nel centro di Roma di comportarsi bene. Non lo farà mai. Perché in un quartiere ridotto peggio di una latrina di Calcutta, come è ad esempio Trastevere, il ragazzo si sentirà sempre autorizzato a scrivere sui muri, a buttare le bottiglie in strada, ad attaccare manifesti sui palazzi. Il degrado chiama sempre degrado. E le responsabilità sono dei residenti e dei Comitati di Quartiere, che pur esistendo da molto tempo evidentemente (e la prova è nei fatti) non sono mai stati in grado di risolvere i problemi. E' un fallimento di cui si deve prendere atto. Possibile mai che questi comitati, in alcuni casi, non abbiano nemmeno un blog di riferimento in cui discutere? All'associazione Vivere Trastevere abbiamo proposto una serie di iniziative antidegrado, senza mai ricevere risposta.

Shame on you, barbarians

lunedì 28 giugno 2010


L'altroieri mattina, alla notizia dell'ennesimo atto vandalico perpetrato dalla solita banda di barbari al Gianicolo, avevamo invitato i lettori del blog a recarsi sul "luogo del delitto" per apporre uno striscione di protesta sulle statue cadute. Due ragazzi ci hanno inviato via email queste foto. Tre cartoncini recanti frasi emblematiche in italiano ed inglese sono stati deposti e attaccati alle basi delle statue con dello scotch carta (che non lascia residui). Per esprimere tutto lo sdegno di noi romani nel vedere la nostra città alla mercè dei barbari. E non ci riferiamo solo ai ragazzini che hanno buttato a terra le statue. Lo avevamo detto. Vedrete che i busti del Gianicolo caduti a terra finiranno sequestrati da quattro nastri della Polizia. E così è stato. Peccato non averci scommesso. Una soluzione provvisoria che, a detta dei due volontari, ha fatto inorridire i turisti, increduli alla vista dello scempio perpetrato nel cuore di uno dei parchi più belli e storicamente significativi di Roma. Come dice uno dei cartelli, la soluzione provvisoria è quasi peggio del danno. E noi non possiamo far altro che condividere. Una città che non ha all'ordine del giorno la cura dei suoi luoghi simbolo è una città destinata a morire. All'atto della posa dei cartelli, dei turisti hanno commentato favorevolmente l'iniziativa. Una ragazza romana si è complimentata con i due volontari, offrendosi addirittura di ripetere l'iniziativa in altri luoghi simbolo devastati dall'incuria e lasciati lì abbandonati, transennati o ricoperti da ignobili nastri o teli protettivi. Auspichiamo che le statue cadute siano restaurate quanto prima e che l'immonda scena delle "pecetta" e del sequestro del prato con nastri protettivi non si ripeta mai più. Viceversa, la vergogna calerà su chi, da domani, non sarà in grado di tutelare i nostri luoghi simbolo e provvedere all'immediato ripristino dei monumenti danneggiati. Il popolo romano non è più disposto ad accettare tutto questo, non sensa far sentire forte e chiaro tutto il suo sdegno. ps. Cerchiamo volontari per un nuovo blitz a Villa Borghese.

La Fontana di Trevi massacrata dai vandali

venerdì 25 giugno 2010


La cronaca di Roma somiglia sempre più a un bollettino di guerra. Registriamo oggi l'ennesimo, gravissimo atto vandalico perpetrato ai danni di uno dei monumenti simbolo di Roma. Un atto folle, terrificante, raccapricciante, inaccettabile in un paese che si voglia definire civile. Protagonista la Fontana di Trevi, che torna suo malgrado a tingersi di rosso. Ma stavolta non è opera di Graziano Cecchini, l'artista che qualche anno fa ci regalò lo spettacolo (inedito e affascinante) di una Fontana di Trevi vestita di rosso. Stavolta non si tratta di innocuo colorante, bensì di vernice. Si, avete capito bene. Un pazzo, un criminale, non saprei neanche come definirlo, ha gettato della vernice rossa dentro la fontana. Un quantitativo minimo, secondo quanto si vede dalle foto, ma sufficiente per massacrare i suoi preziosissimi marmi. La vernice non si è disciolta nell'acqua ma si è attaccata sulle pareti. E' come se qualcuno ci avesse spruzzato la vernice sopra, lo stesso identico terribile effetto. Un danno immenso, cui seguirà, inevitabilmente, un lungo e costosissimo restauro. Nelle foto raccolte dal sito di Repubblica ci si può rendere conto della gravità della cosa. In questo video, girato da un testimone, si vedono gli uomini del decoro urbano impegnati a tentare di arginare, in maniera piuttosto "casereccia", la chiazza rossa. Chissà cosa staranno pensando i turisti (ai quali Roma già offre un quotidiano spettacolo di degrado sconfinato) nel vedere la fontana sequestrata da un nastro della polizia e massacrata dai vandali. Con quell'orrendo ricettacolo di rifiuti abbandonari sui gradini. Probabilmente saranno inorriditi, agghiacciati, da tanta barbarie e inciviltà. Mi immagino le loro facce. Eccoli lì, i cittadini del mondo civile, con gli occhi sbarrati, esterrefatti, increduli, a contemplare le macerie della nostra città. E a qualche ora dal fattaccio, in uno dei luoghi più controllati, filmati, fotografati di Roma, i responsabili (incredibile ma vero) sono ancora a piede libero.

Breaking news: Villa Borghese devastata

giovedì 24 giugno 2010


L'assalto dei vandali alla città di Roma sembra inarrestabile. Vi diamo conto oggi di un nuovo, terrificante atto barbarico perpetrato ai danni di una fontana di Villa Borghese. Ne dà notizia, anche stavolta, Repubblica (dal cui sito abbiamo preso le foto) nella prima pagina della cronaca Roma. Durante la partita Italia-Nuova Zelanda, una delle fontane di Villa Borghese è stata presa di mira da una mandria di Unni i quali, bombolette alla mano, l'hanno completamente tappezzata di scritte. Su un lato della fontana sono comparse anche celtiche e svastiche, e una scritta, idiota come l'autore del gesto criminale: W il Re del cazzeggio. Come sempre, nessuno ha visto niente, e gli autori del folle gesto l'hanno fatta franca anche stavolta. La situazione è preoccupante, stiamo regredendo a uno stato barbaro, primitivo, primordiale, anarchico, preoccupante. Il tutto nel menefreghismo più totale. Dopo il devastante articolo di ieri, finito addirittura in prima pagina sulla homepage di Repubblica, non ci sono state dichiarazioni da parte del Sindaco. Fatto, questo, di una gravità inaudita. Dopo l'atto barbarico denunciato oggi, il Sindaco non può più starsene in silenzio. Si comincia a scrivere sui monumenti, segno che ormai il limite tra civiltà e barbarie è stato ampiamente superato. Le scritte presenti su ogni muro e il lassismo delle istituzioni autorizzano il vandalo a scrivere ovunque, anche sui monumenti. La situazione è di estrema emergenza, urgono misure ben più drastiche di quelle messe in campo finora. Arresto o foglio di via per i writers, veri e proprio criminali spacciati impunemente per artisti da certa stampa complice di questo schifo. Obbligo per i residenti e commercianti a ripulire i muri dei palazzi e le saracinesche dei negozi, pena una multa pari a 10 volte l'importo del costo dell'opera di pulizia e la chiusura provvisoria dell'attività. Questo restauro costerà migliaia di euro, e chissà se e quando verrà fatto. Quali armi mettiamo in campo per contrastare questo fenomeno? Dov'è la tolleranza zero promessa dal Sindaco? Cosa stiamo aspettando?

Breaking News: Il Gianicolo è morto

martedì 22 giugno 2010


Le immagini del Pincio devastato dai barbari bruciano ancora, ma già è tempo di tornare a indignarsi per un nuovo ancor più grave episodio vandalico. Il Gianicolo, la più bella passeggiata di Roma, è stato attaccato dalla solita mandria di Unni. Ne dà notizia ancora una volta Repubblica, dal quale sito abbiamo preso le immagini che vedete nelle slide. Proprio come al Pincio, i busti degli eroi del Risorgimento sono stati staccati di netto e buttati a terra. Turisti inorriditi sgranano gli occhi davanti a un simile raccapricciante spettacolo. Noi rabbrividiamo all'idea di cosa potrebbe accadere domani. Ex porchettari in divisa da vigile decideranno di sequestrare la scena del crimine con transenne arrugginite e teloni arancioni, che rimarranno in bella mostra per mesi e mesi, finendo stampati nelle menti dei civili turisti e marchiati a fuoco nelle impietose fotografie che puntualmente essi scatteranno. Scenette a cui siamo abituati, simbolo dell'incapacità, del menefreghismo, della barbarie italica. Dell'abitudine al degrado di un popolo incivile e primitivo. Ci diranno che non ci sono soldi per raddrizzare i busti, con la solita faccia di bronzo di chi guarda le macerie della città dal finestrino della sua auto blu. Se avessi i mezzi, li raddrizzerei io gratis. Che una scena simile non è accettabile in nessun angolo del mondo civile. E' già di per sè di una gravità inaudita che i giornalisti abbiano fatto in tempo a documentare il fattaccio. Invito i volontari di Riprendiamoci Roma a partecipare a un blitz di protesta al Gianicolo. Qui ci vuole uno striscione di denuncia, possibilmente in sette lingue, che spieghi al mondo civile le cause di un simile ripugnante spettacolo. Un paio di volontari e stasera lo andiamo a portare lì. Mettiamogli il pepe al culo. La gente per bene non può accettare tutto questo senza ribellarsi. Non gliene faremo passare una. Finché l'argomento lotta al degrado non sarà in cima alla loro agenda politica. Finché non avremo tolleranza zero. Quella vera.

La pensilina degli orrori

lunedì 17 maggio 2010


Les ci invia queste foto e un reportage sullo stato delle pensiline romane. Mentre le pensiline bianche della Clear Channel vengono puntualmente ripulite, quelle arancioni dell'ATAC versano costantemente in condizioni ignobili.

Domenica la zona intorno Trastevere si anima, c'è Porta Portese e migliaia di persone si avventurano nelle vie del quartiere per cercare qualche occasione tra le bancarelle di vestiti e antiquariato. Tanti romani e tantissimi turisti si muovono con i mezzi, c'è chi arriva con il treno alla stazione di Trastevere, poi esce e va a prendere il tram 8 alla fermata su Circonvallazione Gianicolense. Così ho fatto io, mi sono diretto alla fermata dell'8 e mi sono trovato davanti un rudere sudicio e distrutto: era la pensilina dell'ATAC, oggi ancora più importante visto che pioveva e quindi ci si poteva ripare sotto... in teoria. Nella realtà, un pezzo del sedile è stato strappato e lo schienale è stato divelto e piegato verso l'esterno, quindi non ci si può sedere. Il gesto di scimmie incivili che si accaniscono contro una struttura di pubblica utilità è del tutto inqualificabile e ancora peggiore è l'atteggiamento dell'ATAC che non fa alcuna manutenzione delle sue fermate. Oggi 17 maggio e chissà per quanti giorni ancora una delle pensiline del tram 8 alla stazione di Trastevere è così ridotta: sedile strappato, schienale divelto, rifiuti di varia natura inseriti dietro lo schienale e per terra ancora immondizia e bottiglie vuote. E se i turisti volessero leggere le mappe dei mezzi di trasporto? Impossibile, i barbari taggatori le hanno rese illeggibili con le loro insulse firme. Pensate che sia l'unica pensilina dell'ATAC ridotta così? Allora non avete visto quella in Via degli Orti di Cesare, prossimamente su queste pagine.

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