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Passeggiata antidegrado in centro
Le passeggiate antidegrado proseguono a ritmo forsennato. Venerdi scorso ne abbiamo organizzata una in centro, zona Largo Argentina, Campo de' Fiori e Trastevere. Nonostante il fine settimana, le vacanze non ancora finite per tutti, gli esami imminenti e i piccoli contrattempi vari, è stata una vero successo di partecipazione. Tra i partecipanti, molti lettori dei blog Riprendiamoci Roma e Roma fa Schifo, tra cui il nostro amico Fabrizio, venuto a Roma da Vienna per qualche giorno e che si è subito messo a disposizione. Un esempio da seguire per tutti. Durante la passeggiata abbiamo completamente bonificato almeno una decina tra strade e piazze. Purtroppo la quantità di stickers e affissioni non era così "concentrata" e non abbiamo potuto effettuare i soliti prima/dopo. Ma le foto dei sacchi strapieni di cartaccia valgono più di mille parole. Avremo rimosso un centinaio di adesivi e una cinquantina buona di affissioni e volantini pubblicitari. Purtroppo la passeggiata è stata anche l'occasione per constatare i numerosi e annosi problemi che attanagliano il centro storico. Dalla sosta selvatica (aumentata in maniera folle) ai graffiti e alla monnezza abbandonata in terra. Dedicheremo presto una serie di post ai mali che affliggono il centro. Non ci resta che ringraziare tutti i partecipanti alla passeggiata antidegrado e darci appuntamento alla prossima. Continuate a seguirci, stiamo preparando qualcosa di clamoroso...
E' di nuovo emergenza monnezza
Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto. Siamo andati a controllare, a qualche mese di distanza, lo stato della raccolta porta a porta in centro. Non che avessimo qualche minima aspettativa che un servizio gestito da una azienda come AMA potesse funzionare. Ma lo stato di orrore e raccapriccio in cui versano le strade di Roma è perfino peggiore di quanto ci aspettassimo. Provate a spiegare a un turista del mondo civile che qu ia Roma viene fatta la raccolta porta a porta. Vi riderebbe dietro prendendovi per matto, e forse vi chiamerebbe pure un'ambulanza. La situazione di degrado in cui versa il centro storico di Roma è SCONCIA. La qualità del servizio offerto da AMA è INDECENTE. Il servizio è gestito talmente coi piedi che è come se non ci fosse affatto. Roma è ridotta a un'unica, immensa discarica, senza soluzione di continuità. Durante la nostra passegiata abbiamo assistito a scene barbariche difficili da descrivere. Bengalesi che uscivano dai ristoranti e gettavano la monnezza per strada, mentre i clienti dello stesso ristorante, a pochi metri di distanza, mangiavano. Inutile provare a raccontare lo schifo, fatevi un giro e lo vedrete con i vostri occhi. Ormai il centro di Roma è ridotto a una giungla popolata da animali selvatici. Nessuno protesta, il romano medio in questa melma di schifo ci sta da Dio. E l'AMA ringrazia e non pulisce.
E' di nuovo emergenza graffiti
Ecco che fine ha fatto la "cura-Alemanno" contro l'invasione dei graffiti in centro. Com'era ampiamente prevedibile, la situazione di emergenza si è prontamente ripresentata. Appena qualche mese fa il Sindaco Alemanno allestì una squadra di decoro urbano con il compito di ripulire quasi integralmente il centro storico di Roma dalle scritte. "Quasi" integralmente, appunto. Mancavano infatti le saracinesche dei negozi e i portoni dei palazzi, che, come testimoniato più volte dal nostro blog, sono state lasciate colpevolmente zozze. Senza portoni e saracinesche pulite, il lavoro di pulizia non poteva dirsi completo. Veniva a mancare quell'effetto visivo di "strada-oasi" di cui più volte abbiamo parlato. Il Sindaco rassicurò tutti, affermando che avrebbe spedito lettere agli abitanti e ai negozianti del centro storico chiedendo loro di ripulire portoni e saracinesche. Non sappiamo se quelle lettere siano mai state scritte, fatto sta che quasi nessuno si è prodigato a pulire il portone del proprio palazzo o la saracinesca del proprio negozio. E così, in breve tempo, il centro storico è tornato preda dei writers. La situazione è nuovamente quella di un anno fa, ossia di piena emergenza. Eppure bastava veramente poco. Sarebbe bastato OBBLIGARE ogni condomino e ogni negoziante a ripulire portoni e saracinesche, pena una multa severissima (cosa già prevista dal regolamento comunale). Ma sarebbe stata una misura impopolare. Non si può chiedere a un condominio composto da 10 nuclei familiari di steccarsi i 20 euro di vernice (DUE EURO A FAMIGLIA!) necessari per ripulire il proprio portone. Cerchiamo di capire di chi stiamo parlando. Vivono in appartamenti da 10mila euro e metro quadro e accettano di vivere nel bel mezzo di una selva di barbari, purché sia fuori dalla loro porta di casa. In questo paese popolato da incivili, ognuno è libero di vivere da zozzone, perfino come un animale, anche se ha un conto in banca a sei zeri. Ma almeno tartassateli di multe!
Operazione muri puliti
Riprendiamoci Roma torna in campo nella lotta ai graffiti. Era da un bel po' di tempo che non ci dedicavamo alla cosa, e francamente cominciavamo a sentirne la mancanza. L'occasione si è presentata mercoledi scorso, durante una delle numerosissime passeggiate antidegrado che si svolgono nella zona di Piazza Irnerio-Via Baldo degli Ubaldi. Stefano ha organizzato il tutto, mentre Les ha portato l'antigraffiti. Alla passeggiata antidegrado era presente anche il Presidente del XVIII Municipio, con il quale ci siamo cimentati in una ripulitura pressoché integrale di tutti gli stickers presenti lungo muri e pali di Via Baldo degli Ubaldi. Quindi, io e Les abbiamo ripulito il vetro dell'ascensore della metro B (che ormai abbiamo metaforicamente "adottato") e una manciata di tag dai muri. Per quanto riguarda l'ascensore, c'è da dire che i manifesti politici affissi sul vetro che avevamo rimosso qualche tempo fa non sono tornati e che anche le scritte sul vetro faticano a tornare. Segno che quando si ripulisce con costanza, attacchini e writers sono scoraggiati a tornare. Le scritte sui muri sono venute via facilmente, la prima senza lasciare praticamente traccia, la seconda (a causa di un tratto di muro più poroso) ha lasciato un alone. Non appena il muro si sarà asciugato si noterà meno, e col tempo il sole dovrebbe fare il resto. Avessimo avuto con noi uno spruzzino e una spugna più resistente, il risultato sarebbe stato certamente migliore. Godetevi le foto!
Ripuliamo i muri zozzi della politica
O anche, ripuliamo i muri della zozza politica. Visto che la politica italiana è zozza da fare schifo e come tale si presenta al suo popolino. Per capire come vanno le cose lì dentro basta vedere cosa accade lì fuori. I palazzi della politica sono completamente incartati da volgarissimi, zotici, triviali manifesti. Viaggiano in auto blu, ma poi i loro palazzi sono ridotti come i muri dei centri sociali, come le bacheca universitarie, come i mercatini delle pulci. Un bel biglietto da visita, non c'è che dire. Tanto per la cronaca, qui siamo a Via Merulana, giusto davanti all'Auditorium di Mecenate (ormai diventato pisciatoio en plein air di sbandati e senza tetto). A pochi metri dalla Basilica di Santa Maria Maggiore. Alla vista di questo ennesimo vomitevole spettacolino che la politica offre di sé, decidiamo di procedere a una radicale opera di pulizia. Una passeggiata antidegrado estemporanea, improvvisata al momento. In poco meno di un paio d'ore ripuliamo completamente i muri del palazzo. Tra gli sguardi incuriositi dei passanti, che proprio non capiscono (poveri loro) come mai stiamo facendo tutto questo. La lasagna che stacchiamo conta almeno una ventina di manifesti appiccicati uno sopra l'altro. Segno che l'AMA non passa a pulire questi muri da mesi, ma questa non è certa una novità. Abbiamo l'unica azienda municipalizzata pagata per pulire una città, che non pulisce. Stavolta ci abbiamo pensato noi a ripulirvi il palazzo. La prossima volta dite a quei coattoni degli attacchini amici vostri, ai quali commissionate questi volgarissimi spettacolini triviali, di trovarsi un altro lavoro. Magari utile alla società. Smettetela di finanziare chi insozza la città e la riduce come una puzzolente discarica. Pagateci a noi che ve la ripuliamo.
Nuovo blitz a Viale Marconi: prima/dopo
Sabato scorso c'è stata la passeggiata antidegrado a Marconi, quella che si doveva svolgere una settimana prima, nello stesso quartiere, per staccare le locandine abusive dei concerti. Questa volta, però, ci siamo concentrati su un’altra delle maggiori piaghe del degrado urbano: gli adesivi abusivi dei traslocatori, sgombera cantine, serrandisti e muratori. Sono ovunque: muri, stipiti, serrande, cassonetti, cestini, pali della luce, segnali stradali, semafori, panchine, sportelli dei contatori e scatole di derivazione Acea - Enel - Italgas - Telecom, ringhiere dei balconi, etc. Un fenomeno criminoso, che rende sporchi e inguardabili palazzi e manufatti pubblici appena vengono installati su strada. E' il caso dei nuovi cassonetti Ama che appena inaugurati sono stati già riempiti dal classico mosaico adesivaro che ormai contraddistingue ogni superficie esterna della Capitale. Ma le cose non vanno bene per la miriade di incivili che hanno deciso di rendere la nostra città un'immensa bacheca per i loro adesivi. L'assessore all'Ambiente Visconti ha infatti presentato alla Procura una denuncia per danneggiamento aggravato (art. 635 codice penale) verso 108 di questi soggetti pubblicizzati dagli adesivi che, lo ricordiamo, sono vietati anche dall’ordinanza antiaffissioni di Alemanno. Ma secondo Visconti "le multe in realtà per alcuni soggetti non sono un deterrente efficace. Bisognava fare qualcosa di più incisivo per debellare la piaga delle affissioni abusive, ci vuole tolleranza zero. Il Comune e l'Ama si costituiranno parte civile". E adesso la smetteranno, traslocatori e serrandisti, di mandare personale sottopagato ad attaccare i loro adesivi illegali? Vedremo. Nel frattempo, stacchiamo noi gli adesivi e mandiamo la segnalazione degli abusi alla Polizia Municipale, per effettuare le sanzioni previste dalla legge. Così abbiamo fatto a Marconi, decine di adesivi rimossi, un quartiere più pulito, foto pronte per la segnalazione al Comune di Roma. (Les)
Indicibile orrore alla Staziona Aurelia
Viviamo come le belve. Anzi, viviamo peggio delle belve. Almeno loro stanno immersi nella natura, non sono invasi dalla monnezza. Ecco, i romani vivono peggio delle bestie, e se ne fregano altamente. Per molti di loro vivere di zozzeria è addirittura motivo di vanto, "uno stile de vita", la quasi totalità se ne frega altamente. Basta che non gli metti mano al portafogli. I romani sono pronti a fare le barricate per 10 euro in più in busta paga. Ma sono dispostissimi a vivere sommersi dalla merda, schivando sacchi della monnezza, avanzi putrefatti di cibo, ratti, bacarozzi e carogne di animali morti. Senza muovere un dito, senza scendere in piazza, senza protestare. Ho visto turisti inorridire di fronte alle discariche a cielo aperto che Roma offre come spettacolo, mentre i romani li riconoscevi subito perché schivavano le montagne di monnezza senza battere ciglio. Abbiamo creato un popolo di animali. La responsabilità è tutta della politica, che non ha mai saputo dare una risposta vera a questi problemi e se ne è sempre fregata del bene comune. Hanno pensato solo a mangiarci sopra. Dell'AMA ormai si sente parlare solo per i suoi molteplici disservizi, per le denunce dei cittadini, per gli scandali, le assunzioni dirette, le nomine inopportune. Un'azienda che in un qualsiasi paese civile verrebbe radiata a vita, marchiata a fuoco vita natural durante. L'AMA non è in grado di mantenere Roma nemmeno a un livello di pulizia degno di una città del terzo mondo. E' un'azienda preistorica, sottodimensionata, piena zeppa di totali incapaci, peracottari e fannulloni. Un'azienda che esporta vergogna nel mondo. Ricordiamoci dell'epidemia di colera in Senegal. Venite qui a pulire, anziché ingaggiare Manuela Arcuri per pubblicità di squallidissimo livello nel tentativo di convincerci che la nostra città è più pulita. Non siamo certo stupidi. PS. Grazie a Fitzcarraldo per le foto.
Orrore alla fermata dell'8
"Cari turisti, benvenuti a Roma". Ci vorrebbe un cartello così, magari scritto in più lingue, appeso davanti a questo triste spettacolo dell'inciviltà italica (e in special modo romana). Ci vorrebbe un cartello che spiegasse agli abitanti del mondo civile il senso dell'orrore che si presenta davanti ai loro occhi. Ci troviamo in Piazza Flavio Biondo, esattamente davanti alla Stazione Trastevere. Questa è una delle fermate del tram 8 più frequentate da romani e turisti. Per chi viene in treno e prosegue in direzione Trastevere, è d'obbligo passare di qui. E questo è l'orrendo, abominevole spettacolo di inciviltà che quotidianamente offriamo ai turisti di mezzo mondo. Buona parte di questo scempio è causato da un gruppetto di 2-3 barboni che quotidianamente sostano (e dormono) sulle pensiline dell'8, passando il tempo a scolarsi bottiglie di birra e di vino gettandole a terra senza troppi complimenti tra un rutto e una pisciata all'angolo. Uno scempio a cui finora nessuno è riuscito a porre rimedio. Tempo fa, mentre defiggevamo i manifesti abusivi affissi sulla storica Villa Aldobrandini, siamo stati fermati da una volante dei Carabinieri, quasi stessimo compiendo chissà quale crimine. Qui sono anni che questo gruppetto di barconi utilizza la fermata dell'8 come ricovero e latrina personale, e nessuno ha mai mosso un dito. Non dico far allontanare questi senzatetto, ma quantomeno mettere un paio di cestini e provvedere a pulire. Niente di tutto questo. La soluzione dei cestini evidentemente è troppo complessa da capire per le mediocri menti che gestiscono la pulizia di questa città. E qui l'AMA non passa a pulire mai. Ci sono cumuli di monnezza, specie lungo il tratto che costeggia i binari, che sono lì da anni.
Parco del Pineto: degrado a non finire
Gentile Sig. Presidente (Daniele Giannini - Presidente del XVIII Municipio n.d.R.), probabilmente questa sarà l'ennesima lettera che riceverà sulla catastrofica situazione in cui versa quella parte del Parco del Pineto che si stende accanto al casale del Giannotto e fino al futuro Auditorium. Sono uno dei volontari che pochi giorni fa hanno ripulito il Parco dai cumuli di immondizia che quotidianamente vengono prodotti da gruppi di sbandati che bivaccano nel parco stesi su cartoni e con una bottiglia sempre in mano. Mi rendo conto che il problema è di difficile soluzione ma è altrettanto vero che la situazione è diventata INTOLLERABILE per tutti gli abitanti del quartiere che hanno a disposizione solo questo magnifico polmone verde per passeggiare, fare sport o portare i bambini a giocare senza il rischio di essere investiti. E' mai possibile che queste persone possano liberamente bivaccare ogni giorno, tutti i giorni nel parco? Possibile che nessuna autorità possa intervenire? Ho notato che si stanno svolgendo dei lavori per una nuova recinzione ma mi lasci dire che dovrebbe essere totale e che ci dovrebbero essere controlli dei Vigili o della Polizia per scoraggiare l'uso del parco come latrina, accampamento o addirittura vera e propria residenza stabile. Mi scusi il tono confidenziale. Ma lei porterebbe un bambino a giocare in mezzo a questo SCHIFO? La saluto cordialmente invitandola a visitare il sito www.riprendiamociroma.blogspot.com (Email: Franco, Foto: Franco e Stefano)
Roma è terra di nessuno
Una email inviataci da Franco con immagini tremende. Il problema non è pulire un parco una volta tanto, il problema è mantenerlo pulito. E qui, a quanto pare, non c'è nessuno che pulisce. Roma terra di nessuno.
Ho letto con piacere della demolizione di baracche di fortuna effettuata ieri nel parco del Pineto. Vi invio alcune foto da me scattate ieri pomeriggio (14 giugno n.d.R.) nella zona del parco prospicente il mai completato Auditorium. Fa veramente male al cuore sia la povertà disperata di molte persone provenienti dai paesi dell'est o dell'Asia ma fa molto male anche lo spettacolo desolante dei tappeti di rifiuti che si lasciano dietro OGNI GIORNO. Pochi giorni fa alcuni volontari facenti capo al blog antidegrado RIPRENDIAMOCI ROMA hanno effettuato una pulizia della zona. Ebbene, come documentato dalle foto i sacchi neri ricolmi di rifiuti sono ancora lì accanto ad un raccoglitore di rifiuti MA NESSUNO NEL FRATTEMPO LI HA PRELEVAT! Ma è possibile che questo magnifico polmone verde sia diventato TERRA DI NESSUNO? Possibile che non si possa controllare questo fenomeno dei bivacchi di ubriaconi? La recinzione nuova DEVE ESSERE COMPLETA altrimenti non servirà a nulla. Chi cura la pulizia del Parco? E' assurdo che da 10 giorni non passi nessuno a pulire!! Consiglio di togliere quei due tronchi di pino messi uno di fronte all'altro, come vedete sono diventati un punto di riferimento per comitive di zozzoni!! GRAZIE! (Franco)
Cordata per il Decoro
Sabato si è svolta a Roma Nord la nuova iniziativa di Retake Roma contro il degrado, la "Cordata per il Decoro", divisa in due cortei: uno partiva da Corso Francia, l'altro da Grottarossa, per ricongiungersi a Via Cassia all’angolo con Via Due Ponti. Questa volta ci si è concentrati sulle affissioni abusive, sia quelle cartacee che quelle "permanenti" dei cartelloni pubblicitari, piazzati ad ogni angolo della città e presenti in quantità esorbitante nell'asse Corso Francia-Via Cassia. La gente ha risposto in maniera eccezionale, come sempre quando si tratta di Retake Roma (associazione italo-americana che si batte da due anni per il decoro urbano, in special modo per la cancellazione delle scritte vandaliche, in collaborazione con le squadre decoro dell'AMA). Per una mattina, a Corso Francia e Grottarossa si sono riversate quelle persone che non ce la fanno più di vivere nella capitale più sporca, abusiva e sciatta d'Europa e questo è un buon segnale: sempre più gente si accorge che SOLO A ROMA i pali sono sistematicamente incartati dai volantini e dagli adesivi; SOLO A ROMA i cassonetti sono ricoperti dagli adesivi dei traslocatori e gli stipiti dei negozi da quelli dei serrandisti. SOLO A ROMA i muri sono pieni di scritte di ogni tipo, anche sui palazzi di pregio; SOLO A ROMA ci sono i cartelloni abusivi e i manifesti dei politici attaccati ai muri e sotto i ponti. Retake ha riunito questa parte virtuosa di città, quella che non si arrende al degrado e vuole che Roma sia pulita come Parigi, Madrid, Berlino, Londra, New York. E' possibile tutto ciò? A ben vedere sì: i volontari antidegrado puliscono benissimo la strada, i muri, l'arredo urbano. Perché gli operatori AMA presenti all'evento non fanno lo stesso tutti i giorni? Ai lettori la facile sentenza: non sono formati, sono svogliati, non hanno dietro una classe politica che li aiuti nella lotta all'abusivismo. I politici veramente attenti al decoro si contano sulle dita di una mano, tra questi Athos De Luca, uno dei più attivi nella lotta al degrado. Sabato era presente al raduno finale della Cordata, a Via Due Ponti, per abbattere un cartello 1x1 che violava palesemente il Regolamento Comunale delle Affissioni. Grande finale per una giornata di civiltà che infonde speranza nel cambiamento e nel riscatto di una città che merita molto di più, dai suoi cittadini e dai suoi politici. (Les)
Salviamo la Villa di Cesare!
"Un pavimento musivo grande 80 metri quadri, integro dopo più di 2000 anni. Come quello che mostra la meraviglia di un vaso ricco di fiori. Un altro, in camera da letto, raffinatissimo: le tessere sono talmente piccole da farlo sembrare un pavimento compatto, con accanto un mosaico che mima un tappeto." Questa la descrizione della Villa di Cesare, tratta dalle pagine della Cronaca Roma di Repubblica. Oggi questa villa, appartenuta al più famoso generale romano della storia, è completamente abbandonata al degrado e all'incuria. Una notizia che, in qualsiasi paese civile, sarebbe fonte di scandalo e vergogna assoluta, qui da noi viene completamente ignorata. I giornali ne parlano, la gente e le istituzioni se ne fregano. Viviamo in una città stracolma di tesori e non riusciamo a preservarne (in modo appena decente) nemmeno la metà. Il Colosseo, il monumento simbolo di Roma, se ne sta lì annerito e marcio, con le auto e i pullman che ci girano intorno, circondato da un praticello spelacchiato ricolmo di auto in sosta, paninari e venditori di calzini. Qui si sta facendo morire la nostra storia, la nostra cultura. I soldi ci sono solo per le consulenze milionarie degli amici che portano voti. Le ville storiche ritrovate sotto il manto stradale sono importanti solo quando servono a bloccare i cantieri per far lievitare i costi a tutto vantaggio delle ditte amiche incaricate dei lavori. Per tutelare questi resti si bloccano cantieri importantissimi per la città. Ma dopo? Chi è che si occupa di conservarli e preservarli? Possibile che si debba lasciar morire così la nostra storia? Forse sarebbe meglio seppellire tutto. Nella speranza che le generazioni future, senz'altro più civili di questa, possano occuparsene adeguatamente.
Roma è sempre più un Far West
La discarica dei panni usati
Panni buttati in terra, scarpe sparse sui marciapiedi. Una mini discarica di vestiti usati. La gente passa senza guardare, senza battere ciglio. Queste immagini agghiacciati di assoluto degrado, scattate a Via Ippolito Nievo (siamo proprio a ridosso del centro storico) testimoniano bene la triste realtà in cui viviamo. Immagini che rimandano al quarto mondo, tanto trasudano degrado, abbandono, incuria, inciviltà. Questi pachidermici e osceni cassonetti gialli, nelle intenzioni di chi li ha pensati, progettati e messi in strada, dovrebbero servire per la raccolta degli indumenti usati. In realtà questi orrendi catafalchi vengono regolarmente presi d'assalto e, letteralmente, saccheggiati. Prima sconocchiati, quindi tenuti aperti con un gancio, a mo di piede di porco, per permettere al poveraccio di turno di infilarci la testa dentro e prelevarne il contenuto. I vestiti usati vengono presi, lavati e venduti ai banchi dell'usato di Porta Portese. Un piccolo business per i tanti poveri, specialmente rom, ma non solo. Registriamo così l'ennesimo, patetico fallimento, che in molti si ostinano a non vedere. Questi cassonetti hanno più alcuna utilità. Servono solo come ulteriore bacheca annunci per gli affissori abusivi e spazio fresco per i writers. Ma non è tutto. I cassonetti gialli sono di una pericolosità estrema. Da quando sono stati introdotti hanno già fatto parecchie vittime in tutta Italia. Giovani rom in cerca di vestiti rimasti incastrati, morti soffocati, decapitati. I cassonetti per la raccolta di vestiti usati sono brutti, sono progettati male, sono inutili, sono pericolosi. Portano solo morte e degrado. Che aspettiamo a disfarcene? Istituiamo dei punti di raccolta e mandiamo in pensione questi demenziali pachidermi gialli.
I volontari antidegrado puliscono il Pineto
Ed ecco le immagini dei volontari in azione mentre ripuliscono il Parco del Pineto dai rifiuti. Qui di seguito Stefano ci racconta com'è andata.
Nella giornata di domenica alcuni volenterosi cittadini del quartiere Aurelio, oramai esasperati dalla situazione di degrado incontrollato in cui versa il Pineto si sono rimboccati le maniche per ripulirsi da soli il proprio parco: in una mattinata sono state raccolte centinaia tra bottiglie, cartoni e lattine. Di certo la situazione tra sporcizia, ubriachi e baraccamenti è drammatica, i residenti fanno quello che possono ma è evidente la necessità di un intervento serio e duraturo delle istituzioni. Chiaramente lo scopo dell’iniziativa non è quello di sostituirsi agli enti che dovrebbero svolgere questo compito ma quello di spronarli e di sensibilizzare più gente possibile sul problema del decoro e della sicurezza. Noi di RiprendiamociRoma guardiamo con soddisfazione al fatto che finalmente i cittadini stiano prendendo coscienza del problema e ci auguriamo che questa vicenda sia d’esempio per altri. E’ infatti fondamentale che tutti quei romani stufi del degrado imperante si organizzino per far sentire la propria voce: cartelloni, rifiuti, scritte sui muri, facce diverse di una stessa medaglia in una città ormai preda dell’illegalità e dell’incuria. Quindi scriveteci, segnalateci, comunicateci le vostre iniziative, noi saremo lieti di pubblicarle e promuoverle sul nostro blog. Riprendiamoci la nostra città! (Stefano)
Puliamo il Pineto: antefatto
Eccoci qui. Siamo al Parco del Pineto e questo è il triste spettacolo che si presenta davanti agli occhi dei volontari. Un parco martoriato dal degrado, corroso dall'incuria, totalmente abbandonato in condizioni indecenti. L'erba del prato ridotta a pochi peletti malconci, i marciapiedi triturati dal tempo e dalle intemperie. Sembrano sventrati da una granata. Un parco che sarebbe fonte di vergogna perfino in un paese del terzo mondo. Qui i bambini giocano tra le bottiglie di birra e gli escrementi dei cani. Questa è la situazione denunciata da Stefano in una lettera postata qualche giorno fa sul Messaggero. E queste sono le tristi immagini che si presentano agli occhi dei volontari antidegrado, accorsi qui armati di guanti e sacchi della spazzatura per ripulire il parco. L'iniziativa "Puliamo il Pineto", promossa e organizzata da diverse associazioni di quartiere, tra cui l'Associazione "Il Pineto", Cittadinanzattiva, il Comitato spontaneo di cittadini "Pasquino 18", e alcuni membri del nostro blog, si è svolta domenica scorsa dalle 10:30 a mezzogiorno. E' stata una bellissima giornata di impegno civico. Mi dispiace molto non aver avuto modo di partecipare personalmente all'evento, ma dai commenti di Stefano e Les (che erano presenti) direi che l'iniziativa può dirsi pienamente riuscita. Sono piccoli embrioni di ribellione al degrado che si sviluppano sottopelle, in una città ormai assuefatta dallo schifo. Ma è un movimento che sta crescendo e che crescerà ancora. Volete sapere com'è andata? Continuate a seguirci. A breve la seconda parte del report con le foto dei volontari in azione.
Le abusivissime edicole favelas
Le edicole di Roma somigliano sempre più a delle favelas. Ricettacoli di degrado e zozzeria, esempio lampante della caciottaggine romana. Un popolo burino e abusivo fino al midollo. Cartaccia appiccicata ovunque, occupazione abusiva di suolo pubblico, cartoni buttati per strada, in mezzo alle macchine che passano, in piena traiettoria. Che l'edicolante si guarda bene dal raccogliere, figuriamoci. In fondo a lui che je frega? Ne abbiamo parlato con un comandante dei Vigili Urbani, il quale ci ha assicurato che questi sono abusi belli e buoni che devono essere puniti, senza se e senza ma. Molti di questi edicolanti, quando vengono colti in flagrante, provano a cavarsela con la solita scusa, affermando che quella favela di cartaccia non l'hanno messsa loro, che "è una iniziativa degli editori, noi non c'entriamo". Una scusa a quanto pare molto ricorrente. Ma è una scusa che non regge. Secondo la nostra fonte l'edicolante è l'unico responsabile di ciò che accade nel perimetro attorno alla sua edicola. Il problema è che non sempre c'è la volontà di multare questa gente. Che non tutti i vigili urbani sono così "fiscali" (tra mille virgolette) da multare questi abusivi. Perchè, in fondo, "che te dà fastidio?". "E poi io Mimmo lo conosco, è una brava persona". Insomma, in Italia funziona così. Poi ci lamentiamo se Roma sprofonda nell'anarchia più totale. Tra bulli, writers, vandali e zozzoni. Questa è la generazione che stiamo tirando su. In un paese lurido, putrido, marcio e affumicato, questo è il minimo che possiamo aspettarci. Per la cronaca: qui siamo a Largo Alessandro Toja, all'incrocio tra Via Ettore Rolli, Via Ippolito Nievo e Via Portuense.
Affissioni abusive anche per il referendum
La già martoriata stazione della metropolitana di San Paolo deve subire l'ennesima umiliazione da parte dei vandali attacchini che imbrattano i muri di entrata con inutile e anacronistica cartaccia per reclamizzare qualsiasi tipo di evento musicale o politico, soprattutto di estrema sinistra ma ultimamente anche di estrema destra. Stavolta i manifesti abusivi li hanno attaccati quelli del referendum per l'acqua. Gente che si batte per una causa di civiltà e che dovrebbe in teoria rispettare il bene comune ma che invece, evidentemente, se ne infischia, nella "migliore" tradizione della politica italiana. Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, insomma, come un qualsiasi consigliere burino di municipio che tappezza i muri di manifesti autocelebrativi per gli importanti "favori" che ha fatto al popolo, oppure gli indecenti "botta e risposta" dei soliti PD e PDL che si insultano a vicenda tutti i giorni dell'anno sui muri della città, anche quando non ci sono le elezioni. E magari con la scusa che hanno avuto poco spazio sui mezzi di comunicazione di massa, si giustificano con i manifesti sui muri "libri del popolo" per informare i cittadini ignari della chiamata alle urne su un così importante argomento come quello dell'acqua pubblica. Sono scusati per questo? Manco per niente, nel 2011, nella capitale d'Italia, i manifesti sui muri non ci devono proprio essere, a prescindere da cosa propagandino e dalla giustezza o meno della causa che portano avanti. C'è internet, c'è la tv pubblica (che ha il DOVERE di informare), ci sono i banchetti e le manifestazioni. E ci sono soprattutto (sic) migliaia di plance elettorali installate in tutta la città, che servono proprio all'affissione legale dei manifesti dei referendum. Guardate le plance comunali a Largo Riccardi, a pochi passi dalla stazione San Paolo: vuote, senza un manifesto sopra. Era meglio attaccarli dove passa più gente, avranno pensato. Così hanno fatto, abbassandosi alla barbarie della propaganda politica romana. (Les)
La fermata del tram
Gallerie dell'orrore a non finire. Queste immagini ce le invia Les e testimoniano lo stato di assoluto degrado in cui affoga la fermata dell'8 Gianicolense (Colli Portuensi). Questo è quello che i romani vedono tutti i giorni. Un variegato campionario di degrado in cui davvero non manca niente. La parte del leone la fanno anche qui i cartelloni abusivi, piazzati ovunque, in spregio al codice della strada. Non rispettano le distanze minime dai semafori, dai segnali stradali (25 metri) e dagli attraversamenti pedonali (15 metri), ma nessuno le può togliere perché sono intoccabili. E che dire delle orrende plance tubolari elettorali (usanza barbara e becera di un popolo di cafoni incivili e pezzenti) istallate su tutti i marciapiedi del quartiere? Addirittura ficcate coi paletti di frassino in mezzo all'aiuola spartitraffico, senza ritegno. Alcune di queste plance ospitano manifesti (del PD) che non hanno nulla a che vedere con il referendum. E ancora, mucchi di vecchi manifesti buttati tra le aiuole che nessuno raccoglie e che rimangono lì a decomporsi con la pioggia. Guardate le pensiline dell'autobus, tutte scassate, arrugginite, affumicate, esanimi. Erbacce secche, monnezza, zozzeria. La mappa del trasporto pubblico resa illeggibile dalle scritte a pennarello del writer disadattato di turno. Un delirio di degrado. Ci chiediamo come sia possibile che i romani si siano abituati a vivere in un simile porcile, indegno del quarto mondo, e lo abbiano fatto senza battere ciglio. L'indifferenza al degrado porta solo altro degrado. Finché non sarà percepito come il primo dei problemi questa città è destinata a soccombere.
Riqualificato vs. non riqualificato
Roma è l'unica Capitale al mondo ad aver conservato le proprie mura di epoca romana. Mura che, purtroppo, oggi versano in pessime condizioni. Qualche anno fa un piccolo tratto delle Mura Aureliane è stato riqualificato. Carlo, un nostro lettore, ci propone un confronto tra la parte riqualificata e quella ancora da riqualificare.
Cari amici, probabilmente vi sarete interessati alla cosa ma volevo indicarvi un posto splendido in cui sono capitato ieri per caso in bici: è il tratto riqualificato delle Mura Aureliane lungo viale Metronio, un esempio ineguagliabile di come - con la volontà e con il rispetto per la Storia - si possa cambiare il volto di Roma e risarcirla dei tanti sfregi commessi. Ecco come si è restituito dignità alle sacre mura, allargando il prato, trasformando il viale da mini-tangenziale a stradina di quartiere, difendendole dall'assalto delle auto e permettendo quindi agli abitanti - e a tutti i cittadini del mondo - di poter godere della maestosità dell'opera. Altro che grande muraglia cinese! Guardate invece in che condizioni versa il tratto successivo alla fine del parco, fa paura nella sua desolazione. Per non parlare poi di come sono ridotte Porta Latina e Porta San Sebastiano, sottoposte al costante assedio di barbari motorizzati. Ma io sono ottimista e credo che quel poco che è stato fatto possa aiutare le menti del luogo a chiedere di estendere il parco oltre il deserto di lamiere. Ho fiducia. Qualcuno sa qualcosa in proposito? (Carlo)
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