GRAFFITI! GRAFFITI! GRAFFITI! E' questo il primo tra i feedback negativi dei turisti in visita alla Città Eterna. Lo scrivono sui forum dei più importanti siti specializzati in viaggi. Segue poi tutto il resto, è chiaro! Ma sono le scagazzate ad avere il podio. E Roma ne è esageratamente piena: treni e stazioni metro, muri, portoni, piazze... anche di quartieri storici come Monti, San Lorenzo, Trastevere e Pigneto. Luoghi assaltati dai turisti che dovrebbero essere splendenti. Così non è, purtroppo. Uno sfondo costante, dunque, che accompagna il turista in tutta la sua vacanza in città. E gli dà il benvenuto al suo arrivo e l'addio alla sua partenza. Il video, girato giorno 2 Giugno, festa della Repubblica, offre a tutti la possibilità di vedere com'è accolto il forestiero in visita in città: uno scagazzamento senza soluzione di continuità. Benvenuti a Roma, patria di decerebrati bombolettari e di Autorità completamente assenti! RR
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A TRASTEVERE IL CARTELLO CON LE INFORMAZIONI TURISTICHE E' ORMAI ILLEGGIBILE... MA TRANQUILLI, E' ARTE!
O almeno così dice la stampa, che continua a sdoganare questa mandria di beduini con la bomboletta. Definire street art questa forma di VANDALISMO è pura follia, e rende i giornalisti autori di simili semplificazioni (frutto di ignoranza e impreparazione, ma anche di deficit culturale) COMPLICI dei danni arrecati alla città di Roma.
Danni che ammontano a milioni di euro e che paghiamo NOI, con le nostre tasse! Incalcolabile, invece, è il danno di immagine...
REGRESSIONE ALLO STATO BARBARO, ANIMALE, PRIMORDIALE: CAMION IN SOSTA DIVENTA SFOGATOIO DEI PEGGIORI ISTINTI BESTIALI! E C'E' ANCORA QUALCHE COGLIONE CHE SULLA STAMPA LI DEFINISCE ARTISTI
"COLORE" ROMANO: A PIAZZA SAN GIOVANNI DI DIO I WRITERS NON RISPARMIANO NULLA. SONO ANNI CHE NON SI CANCELLA, PERCHE' NON RENDERLO OBBLIGATORIO?
Lo ripetiamo da anni, l'unica via per porre fine a questa strage è rendere obbligatorio per residenti e commercianti di mantenere, pulito a loro spese, i propri edifici, le proprie saracinesche, i propri muretti, portoni, ecc. Mettere i cittadini, TUTTI i cittadini, contro i writers. Volutamente.
"IL DIVIETO DI SOSTA? MA CHE CAZZO MI FREGA... TANTO LA MULTA NON TE LA FANNO. E ANZI LASCIO PURE UNA TAG SUL MURO!"
Transenne, tag, sosta selvatica

E' il centro storico di Roma! Da dove cominciare? Guardate che belle quelle scritte "artistiche" spruzzate direttamente sul travertino di un palazzo storico appena restaurato con i soldi pubblici. Guardate i motorini piazzati dove capita, tranquillamente adagiati in sosta selvatica. E guardate in che modo animalesco e selvatico sono state piazzate queste transenne, a zigzag, addirittura tagliando in due una striscia pedonale. Sembra l'allestimento di una festicciola dell'asilo. Ma a che cazzo serviranno? Non lo sappiamo. Fatto sta che il centro di Roma è infestato da animali (con tutto il rispetto per gli animali veri) e va liberato al più presto.
Non basta ripulire
Pubblicato da
Riprendiamoci Roma
alle
08:00

Nuovi blog antidegrado nascono...
Nasce Degrado Marconi. Un nuovo blog antidegrado di quartiere, sul modello di Degrado Esquilino e San Lorenzo Resiste. Il nuovo blog si occuperà di ogni aspetto del degrado: scritte sui muri, affissioni abusive, cartelloni, sosta selvaggia, abusivismo commerciale e ogni altra possibile forma di inciviltà. Sarà gestito da Les, sempre molto attento alle problematiche del quartiere, che conosce come le sue tasche. Se avete un blog antidegrado vi invitiamo a linkarlo e a seguirlo con costanza. A Les va un grosso in bocca al lupo e un augurio di buon lavoro per questa nuova avventura, che speriamo possa portare frutti importanti e migliorare un quartiere oggi letteralmente devastato dal degrado.
I muri dei licei di Roma
Lo so, lo so. So già che vi verrà l'orticaria anche solo a guardare i primissimi secondi di questo video. E tuttavia vi invitiamo a fare uno sforzo e a guardarlo tutto per intero. Perché questo video offre uno spaccato assolutamente eloquente sulla drammatica situazione in cui ci troviamo, e sul grado di barbarie che stiamo raggiungendo. Guardandolo si percepisce l'origine dei nostri mali alla radice. Da un lato il menefreghismo totale delle nuove generazioni verso il degrado generato da scritte sui muri e affissioni abusive, dall'altro (cosa ancor più grave) la giustificazione di comportamenti barbari e incivili, segno di quanto i valori di questa generazione (di cui pure io faccio parte) siano miseri ed evanescenti. Le motivazioni con cui si tenta di sdoganare simili comportamenti sono deliranti, al limite del grottesco. Una ragazza si spinge a giustificare questo schifo sostenendo che "qui c'è la storia del nostro liceo". Ma la storia di Roma, del quartiere, quella no, non interessa a nessuno. La vivibilità di un quartiere, il decoro di una strada, deve essere sacrificato sull'altare delle crisi ormonali dei liceali di oggi. Avete già i vostri diari per le vostre dediche, accontentatevi di quelli e piantatela di insudiciare Roma con le vostre sterili e inutili dediche. E alla ragazza che chiede "metteteci a posto i bagni", rispondo: smettetela di devastarli, i vostri bagni! Detto questo, ci piace pensare che i nostri amministratori se ne fregheranno altamente delle lamentele dei ragazzi, che vorrebbero mantenere i loro muri zozzi e sudici. Sono stati stanziati dei soldi per ripulire i muri dei licei. Nell'auspicare che questo schifo venga spazzato via quanto prima, non possiamo tuttavia non chiederci se questi muri verranno trattati con specifici prodotti antiaffissioni e antigraffiti. Alla fine la soluzione al danno può essere quasi peggiore del danno stesso. Una semplice pulizia, che durerà da Natale a Santo Stefano, è solo un'inutile spreco di soldi.
I treni della vergogna
Il non-rispetto per la cosa pubblica è il tratto distintivo dei romani e si vede benissimo anche dai treni che prendono ogni giorno. Prendete ad esempio la Fara Sabina-Fiumicino, detta FR1. E' la linea che prendono i turisti per andare all'aeroporto di Fiumicino ed è la stessa che ferma alla Fiera di Roma e a Parco Leonardo. Noi eravamo diretti lì, al nuovo centro commerciale della periferia sud-ovest. Abbiamo preso il treno alla stazione Trastevere e, una volta saliti a bordo, ci siamo resi conto che i vagoni relativamente nuovi erano già stati vandalizzati dai ragazzini che imparano a scrivere sui muri da quando hanno 5 anni. Vandalizzati e non ripuliti, ma forse un servizio di pulizia per questo schifo non è nemmeno previsto in un paese incivile come il nostro. Tags e scritte infantili con i nomi dei fidanzatini e gli sfottò in comitiva. Quanto rimarranno quelle scritte? Per molto tempo e i ragazzini si convinceranno che scrivere sui treni è normale perché nessuno dice niente e nessuno pulisce. Ma non finisce qui. Nello stesso vagone i vetri dei finestrini sono oscurati dai graffiti e non si vede più quello che c'è fuori. In un solo vagone, la dimostrazione che tutti scrivono sui muri: i ragazzini delle medie, gli adolescenti hip hop e i ragazzi delle crew che hanno vent'anni. Più generazioni accomunate dalla convinzione che scrivere sui muri (e quindi sui treni) è normale. Ne ho la conferma quando scendo a Parco Leonardo: la stazione, neanche a dirlo, è piena di scritte. Anche qui tags, scritte infantili e sfottò goliardici. Dal treno alla stazione non c'è differenza. Scritte sui muri ovunque. Così crescono i bambini a Roma, con l'idea che scrivere sui muri è normale. E nessuno li sgrida, perché i "grandi" la pensano come loro! (Les)
Lungotevere dei devastori
Nell'attesa che il blog torni pienamente a regime, postiamo le segnalazioni (alcune realmente agghiaccianti) che ci sono giunte dai nostri collaboratori e dai nostri lettori in questo periodo di vacanze natalizie. Cominciamo subito bene...
Alla base del degrado urbano ci sono le scritte sui muri. La ben nota Teoria delle finestre rotte a Roma si sta specializzando nella "Teoria dei muri imbrattati". Ovvero, se un teppista scrive sul muro (una tag, un graffito, una frase politica o una dedica d'amore) e nessuno la cancella, in poco tempo i muri del quartiere si riempiranno di altre scritte. L'indifferenza alle scritte sui muri è dovuta all'abitudine a vedere i muri pieni di scritte, che ha portato a pensare che le scritte sui muri siano una cosa normale. I romani credono che i muri siano delle superfici prive di valore estetico e che sia quindi legittimo utilizzarle per scriverci, disegnare o attaccarci un manifesto. E infatti, girando per Roma, non c'è un muro che sia pulito. Ogni tanto la politica si sveglia e annuncia un piano antigraffiti che si risolve in qualche muro riverniciato e puntualmente imbrattato il giorno dopo. Così non si va da nessuna parte. Occorre che la manutenzione sia giornaliera. Una squadra che pulisca i muri ogni giorno. Esiste qualcosa di simile? A quanto pare sì, leggendo il nuovo Piano Decoro del Comune: "Otto squadre (con 24 operatori) sono dedicate ogni giorno alla rimozione di graffiti e scritte", così è scritto sulla presentazione. Bene, ma in base a quale criterio vengono scelti i muri da pulire? Non è chiaro, sappiamo solo che gli interventi sono pianificati settimanalmente da una Segreteria del Coordinamento al Decoro. Ma se un muro appena pulito viene imbrattato il giorno dopo, il Coordinamento che fa, lo ripulisce subito o aspetta qualche mese? Lo vedremo con i muri appena puliti nel centro storico. Nel frattempo, questa è la situazione a Lungotevere degli Inventori, nei pressi di Ponte Marconi: graffiti sui muri e sulle serrande. (Les)
Emergenza graffiti a Montagnola
Ancora una carrellata di orrori metropolitani. Graffiti, graffiti, sempre e solo graffiti. A Roma ormai non c'è emergenza più grande di questa. Ogni superficie scrivibile è stata devastata da queste scimmie disadattate. Muri, saracinesche, portoni, serrande, pensiline. E adesso anche le strade, i marciapiedi, i cortili. Scritte politiche, tags, murales e dediche d'amore. Ce n'è per tutti i gusti. Di questa vera e propria emergenza sui media non si parla mai. Mai un servizio sul telegiornale, mai un servizio in nessun programma. Ne parlano solo, a volte, Le Iene e Striscia la Notizia. In tono leggero e ironico, come fosse un problema da niente. I graffiti vandalici sono la prima causa di degrado visivo della città di Roma. E se il fenomeno deriva da una mancata educazione da parte delle famiglie, gli effetti di simili catastrofi rischiamo di portarceli dietro per generazioni e generazioni. Prendiamone atto e facciamo partire un programma serio di rimozioni. Non un servizio di volontariato (che ci sta anche bene, ma non può essere l'unica arma). Qui serve un vero e proprio Piano Marshall. Servono montagne di soldi, investimenti sul futuro, una programmazione degli interventi. Serve un obbiettivo da rispettare. Servono leggi severe e guai a chi sgarra. Serve introdurre l'obbligo per commercianti e residenti di ripulire i palazzi danneggiati! Così poi, quando il pischelletto coglione verrà beccato con la bomboletta in mano dal genitore incapace o dal vicino, riceverà la suddetta bomboletta dritta nel culo. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: siamo gli ultimi della classe. Non esiste altra città al mondo messa male come Roma. Nelle città del mondo civile le superfici imbrattate saranno al massimo il 10-15% del totale. Da noi a Roma abbiamo il 90% di ogni superficie vandalizzata. E non parliamo solo di muri. E' un'emergenza vera e propria che coinvolge tutto. Intanto beccatevi queste foto scattate da Les.
Il Palazzo delle Poste a San Paolo
Ancora nuove immagini degli orrori romani. Qui siamo al Palazzo delle Poste di San Paolo, un edificio ripulito di recente e nuovamente vandalizzato dai moderni barbari con la bomboletta. A vedere queste immagini ci cascano le braccia. Se queste sono le armi con cui intendiamo combattere questa battaglia, allora siamo destinati a perderla. A cosa servono questi interventi di ripulitura se non a prendere soldi alla gente e a buttarli direttamente nel cesso. Che senso ha pulire senza trattare le superfici? Lo chiediamo a chi si è fatto carico dei lavori, ma anche alle ditte stesse. Com'è possibile che la stragrande maggioranza degli edifici non sia trattato con appositi protettivi? Non ci vuole un genio per capire che sia così, dato che sui muri trattati basta un acquazzone per far scivolare via la vernice. Eppure i muri di Roma sono tutti devastati, sia quando fa bello sia quando diluvia. Non ce n'è uno che si salva. Il trattamento protettivo deve entrare nei pacchetti delle aziende che offrono i servizi di ripulitura. Gli sgravi promessi dal Comune devono essere vincolati all'utilizzo dei prodotti protettivi. Solo così si può sperare di cambiare veramente le cose, di veder decrescere esponenzialmente, nel giro di pochi anni, il numero degli edifici vandalizzati. Solo così si potrà cominciare a multare, come è giusto che sia e come già oggi prevede la legge, chi non ripulisce i muri del proprio palazzo entro 48 ore. Le ditte di rimozione dei graffiti devono tornare a gestire l'ordinaria amministrazione. Queste pezze provvisorie sono solo un inutile spreco di soldi. Davvero, ve lo diciamo senza alcun intento polemico: smettete di buttare i soldi. Meglio aspettare qualche mese di più, ma investire in un trattamento protettivo. Che poi i prezzi sono francamente ridicoli.
L'assalto dei barbari, il silenzio dei media

Scritte sui muri, locandine, manifesti e fogliacci vari affissi con la colla sulle finestre. Uno scenario orrendo cui Roma ormai si sta lentamente abituando. E' la calata dei barbari che si stanno mangiando e corrodendo ogni angolo della città. Qui siamo in Viale Trastevere, e questa è la fine che fa un esercizio commerciale quando chiude i battenti. Nulla sfugge alla furia vandalizzatrice di questo esercito di scimmie. E quando questi vengono risparmiati (nei rarissimi casi in cui questo avviene) ci pensano i nostri politici, che pagano appositamente gli attacchini per deturparlo. E così muri e finestre finiscono incartati per la gioia del popolo votante, che evidentemente prova un godimento speciale nel vedere i faccioni dei candidati replicati in serie. Oppure, semplicemente, sono stati abituati così e i media, le scuole, le famiglie non fanno nulla per aprire loro gli occhi. Il degrado ormai è parte di noi. Di questo devastante fenomeno sociale abbiamo ormai tutti i caratteri distintivi. Il nostro blog serve proprio a questo, ad aprire gli occhi alla gente sul problema numero 1 di questa città che sta andando letteralmente a pezzi. Degrado, inciviltà, malcostume, abusivismo, arredo urbano fatiscente o inesistente, monumenti che cadono a pezzi. Non ci facciamo mancare niente. Questa foto è l'esempio lampante di cosa accade quando si lascia una città intera in balia della gente. Tutto tende spontaneamente al degrado, l'inerzia è questa ma nessuno ne ha ancora preso atto. Come una carcassa di animale lasciata in balia di vermi e avvoltoi. E allora ci piacerebbe vedere un programma apposito sulle reti Rai che parli di degrado, trattando l'argomento come fenomeno sociale. Non solo scampoli di Report, Iene e Striscia la Notizia. Ci piacerebbe che le scuole organizzassero manifestazioni contro il degrado delle loro classi. E voi insegnanti, che ruolo avete in tutto questo?
L'ennesimo sfregio

Lo stavamo aspettando e puntualmente è arrivato. Il volgare sfregio della teppaglia con la bomboletta in mano, che ormai ha battezzato tutti i muri di Roma. Non se ne salva uno, e vi invito a farci caso quando mettete il naso fuori dalla porta. Guardatevi attorno e ditemi quanti palazzi sono puliti. In questo scenario di vera e propria emergenza, nessuno si sogna di dotare gli edifici con superfici in marmo di una adeguata protezione contro gli atti vandalici di queste scimmie. Nemmeno negli edifici di nuova concezione. Come questo, costruito in tempi recenti lungo Viale Marconi nell'ambito di un interessante (ma dagli esiti incerti) progetto di riqualificazione urbana. Men che meno i condomini si sognano di ripulire il palazzo, dato che sanno benissimo che tempo due giorni e le scimmie incivili torneranno a scriverci sopra. E allora perché dover sborsare 200 euro a metroquadro per una sabbiatura, quando con 2 euro il primo stronzo può devastarti tutto di nuovo? I prezzi che le aziende praticano sono ovviamente fuori mercato. Certo, c'è da dire che una sabbiatura ha i suoi costi per un milione di possibili motivi, tutti condivisibili e giustificabili. E allora forse vuol dire che è sbagliato il rimedio, alla radice. Se una cosa è troppo costosa, è destinata a fallire. E allora rivolgiamo la nostra attenzione altrove. Ai prodotti protettivi, ad esempio, che garantiscono una protezione duratura nel tempo. Ma dove sono le aziende che offrono questi servizi? Perché non girano in lungo e in largo i quartieri di Roma, coinvolgendo i cittadini in operazioni di ripulitura di intere strade, a costi ridotti? Ce lo chiediamo ogni volta, e l'unica risposta che ci viene in mente è che evidentemente a loro va bene così. Che nessuno fa questo per passione o vocazione, è semplicemente un lavoro come un altro, e se rende comunque e senza fatica non c'è motivo alcuno di aumentare il carico di lavoro e imbarcarsi in avventure impossibili. E pensare che noi saremmo anche disposti a farvi pubblicità gratis. Fateci sapere, se siete interessati.
"Urban Act" e il "Piano Muri Puliti"

Come tutti saprete, per noi di Riprendiamoci Roma il problema N°1 per l'immagine della città è quello dei graffiti vandalici che imbrattano Roma dal centro alla periferia. Avrete letto in questi giorni del nuovo piano per combattere questa piaga messo in campo dal Comune di Roma. Un piano che parte dalla firma del patto tra sindaco e graffitari, con la presenza del ministro Meloni, un accordo per dare ai writers dei muri legali sui quali disegnare e al contempo stringere i controlli sul vandalismo e iniziare a pulire i muri di tutta la città. Di questo si occuperanno "otto squadre, che si muoveranno con mezzi moderni per la cancellazione delle scritte", dice il Campidoglio. Ma torniamo al patto nominato "Urban Act": ci saranno quattro muri legali per municipio e saranno decisi dai cittadini con un sondaggio online tra varie proposte dei municipi. Per il sindaco Alemanno "la strategia proposta dall'Amministrazione capitolina si fonda sul dialogo con chi ha veramente un intento artistico e sull'inasprimento delle multe per chi scrive al di fuori degli spazi consentiti". Ma voi ci credete davvero? Che ci saranno impiegati AMA a controllare i writers per evitare che scrivano sui palazzi? Diceva così pure Veltroni con il progetto "Cromiae" e sappiamo com'è andata a finire: interi quartieri imbrattati senza che il Comune facesse nulla per impedirlo. I muri legali ci sono ovunque, in America e in Europa, la differenza è che negli altri paesi c'è anche la repressione e le scritte vandaliche le cancellano dopo 24 ore. Da noi rimangono sui muri per anni, con tutte le conseguenze negative del caso (vedi Teoria delle Finestre Rotte). Bisogna pulire immediatamente e stendere un protettivo antigraffiti che permetta la facile rimozione di futuri imbrattamenti. Il Comune di Roma non ha mai parlato di utilizzare i nuovi protettivi antigraffiti e per questo abbiamo scarsa fiducia nella campagna "Muri Puliti". Solo il presidente del III Municipio, Dario Marcucci, ha sperimentato questi prodotti, precisamente sui muri del Mercato di Via Catania. I risultati dopo circa un anno di trattamento protettivo? Giudicateli voi.
Spaventosa San Lorenzo
Quando riceviamo email come questa ci fa sempre tanto piacere. E' segno che non tutti i romani sono ormai impassibili e rassegnati di fronte al degrado. E' segno che c'è ancora qualcuno che non accetta tutto questo. Grazie Nicola per il bel servizio, ti aspettiamo alla prossima passeggiata antidegrado.
San Giovanni Martire

In più di un'occasione vi abbiamo parlato delle scandalose condizioni di degrado in cui versa, nell'indifferenza e nel menefreghismo collettivo, la fermata metro San Paolo (vedi qui e qui). Oggi vi mostriamo un'altra "perla" di sciatteria e caciottaggine che Roma offre ai suoi numerosissimi turisti. Ecco a voi l'uscita della metro di San Giovanni. Ecco l'orribile, raccapricciante scena che si para davanti agli occhi del cittadino del mondo civile in visita a Roma. La foto scattata da Les è sufficientemente esplicativa e non merita commenti. In un qualsiasi paese civile la diffusione di una simile immagine sarebbe fonte di scandalo e imbarazzo. Qui, semplicemente, gli amministratori se ne fregano. Roma è una fogna a cielo aperto, peggiora ogni anno di più, e l'amministrazione comunale è immobile. Non c'è un piano, non una strategia per combattere questo massacro. Si naviga a vista, con un dilettantismo programmatico che lascia sconcertati. La città è e resta in balia di un manipolo di vandali con la bomboletta in mano. Il comune messo spalle al muro da un manipolo di ragazzini. Laddove in tutto il mondo il fenomeno è stato preso di petto, combattuto, ghettizzato, sovente estirpato, eradicato, qui a Roma non si è fatto un emerito cazzo! Solo annunci su annunci e l'introduzione di nuove multe, che sono rimaste puntualmente sulla carta. Intanto Roma affonda in un degrado sconfinato, è addirittura grottesco parlarne, tanto sembra inverosimile. E lo è tanto più per il turista straniero, che dal mondo civile si reca a Incivilia e che, puntualmente, non capisce. Non capisce come si possa ridurre una città in questo modo sconcio, stuprarla in maniera così barbara senza che nessuno, nemmeno il primo cittadino muova un dito. Chiediamo un piano di interventi a tappeto, il trattamento di tutti gli edifici in travertino con speciali prodotti protettivi e sgravi fiscali a chi tiene pulito il suo palazzo e la sua saracinesca. Il Comune ne parla da due anni e mezzo. E' ora di mettere da parte le chiacchiere e muovere il culo: siamo in piena emergenza!
Orrore all'Appio Latino
Il nostro reporter Les ci manda altre foto di ordinario degrado a Roma. Qui siamo nel quartiere Appio Latino, precisamente tra Piazza Re di Roma e Porta Metronia. Bei palazzi, costruiti negli anni '20, bei negozi, una discreta qualità edilizia. Anche qui, la costante che accomuna tutti i quartieri di Roma: le scritte sui muri. Scritte ovunque, sui palazzi, sui negozi, sui portoni. Non se ne salva nessuno. Perfino le scuole sono devastate dalle scritte. Una situazione catastrofica, un vero e proprio cataclisma della civiltà. Tutta Roma è invasa da barbari pezzenti, ragazzini con la bomboletta, e nessunpo riesce a fermarli. Una banda di bracaloni col cappuccio in testa, coglionazzi della prima ora, tengono in scacco Roma, rovinano palazzi, muri, portoni e arredo urbano, devastano monumenti, provocando danni immani ai proprietari degli immobili (che devono ristrutturarli periodicamente) e all'immagine della città (e quindi al turismo). Una invasione folle e incredibile che avanza strisciando nell'indifferenza e nel menefreghismo generale. Una città tesoro che sprofonda nelle fogne e non ne parla nessuno. In TV qualche delinquente continua a trattare questi vandali con i guanti, definendoli "artisti". Allucinante. Il Comune si arrende a una banda di pischelletti bracaloni. Unica proposta messa in campo: un'ordinanza clownesca, con multe ridicole, da far ridere i polli, i galli, le galline e pure le quaglie. Nessun progetto di largo respiro, nessun dialogo con cittadini e commercianti, zero incentivi per ripulire. Una politica di tipo condominiale, alla "volemose bbene". La classica pecettina simbolica alla romana. Famo finta che c'arabbiamo, poi, passata una settimana, amici come prima. E così un'intera città è finita ridotta in condizioni allucinanti, peggio di una fogna di Calcutta: una succursale di Malagrotta. Orrore e raccapriccio. Una città ai margini del mondo civile, relegata nell'angolino riservato agli zozzoni. Una vergogna senza fine.
Le conseguenze sociali del degrado

Ormai queste scritte non le vediamo più. Mimetizzate nello schifo globale che ci si para davanti agli occhi a 360° non ci facciamo più caso. Le scritte sui muri fanno ormai parte del paesaggio e dell'immaginario collettivo romano. Chi dobbiamo ringraziare per questo? Sicuramente le amministrazioni comunali, che al di là di interventini-spot non hanno saputo porre un freno e dare una risposta adeguata alla valanga barbara. Quindi i media, in primis le tv, che continuano ad ignorare questo fenomeno vandalico e finiscono anzi per sdoganare queste scimmie devastatrici, definendole addirittura "artisti". Mostriamo di non aver compreso la reale portata del fenomeno. La percentuale di artisti veri è probabilmente inferiore all'1% dell'intero movimento. A fronte di ciò, si mette tutto in un unico calderone, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Un fallimento totale, una Caporetto senza appello. L'unico paese al mondo che non ha ancora capito la portata del danno economico e di immagine che il degrado porta con sè. Una città sporca perde quote turistiche, in primis nella fascia del turismo di qualità, quello che porta soldi. Viceversa, attira il turismo cialtrone. Da tutta Europa (Spagna e Germania in primis) c'è un via vai continuo di sbandati che vengono a Roma solo per scrivere sui muri. Qui da noi si può. Ricordatevi della turista beccata a incidere il suo nome sul Colosseo o di quella beccata a taggare Fontana di Trevi. Ricordatevi cosa hanno detto: "pensavo si potesse, non pensavo fosse vietato". Come dicevano gli antichi, il simile attira il simile. Per tacere delle implicazioni sociali che questo schifo si porta appresso: il degrado ambientale genera sempre degrado morale. Spinge a comportamenti antisociali, porta a violare le regole, dà sensazione di impunità. Stiamo regredendo allo stato barbaro. Piano piano, senza nemmeno accorgercene.
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