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IL PUGNO DI FERRO DELLA LEONORI CONTRO I CARTELLONARI: NIENTE PIU' ZUPPA ROMANA?

mercoledì 23 ottobre 2013

Sembra che la Leonori sia partita in quarta per mettere fine alle cafonate cartellonare. Niente più spaventapasseri, stupri notturni, allegre ficcate? Sono iniziati i tempi duri per i cartellonari? Lo diciamo sottovoce, ma il fatto che se ne parli è già un successo.

Leggetevi l'articolo di Basta Cartelloni.

REPUBBLICA COMINCIA A FARE SUL SERIO E SBATTE IN PRIMA PAGINA UN BEL DOSSIER SUL RACCAPRICCIANTE SUQ DI FONTANA DI TREVI!

lunedì 1 luglio 2013

Fate largo, arriva il suq! Scene raccapriccianti, che nemmeno un essere non civilizzato potrebbe tollerare. Un degrado pazzesco, una follia inaudita, la situazione è ormai totalmente fuori controllo! La denuncia in un articolo di Repubblica corredato da queste allucinanti immagini.


Non sappiamo se ci fa più schifo l'abusivo che spiaccica la palletta sulla cassa del fruttarolo o l'orrendo pollaio sulla destra. Livelli di cafonaggine e demenza cronica unici al mondo.


Territorio spartito con metodi feudali. Una processione sterminata di venditori abusivi appizzati ad ogni angolo. La sensazione netta che la camorra si è ormai presa tutto.


Ciliegina sulla torta: la municipale in sosta in un area pedonale. Almeno servisse a qualcosa. Guardate come se la ride l'abusivo!

I MUSEI ROMANI IN ROVINA: NELL'ULTIMO ANNO, PERSO IL 6,3% DEI VISITATORI! IL CONFRONTO IMPIETOSO CON PARIGI...

lunedì 17 giugno 2013

Quando in una città come Roma non si investe in cultura i risultati sono questi. E negli ultimi 5 anni, della cultura, non è fregato un cazzo a nessuno. I dati snocciolati dall'allucinante articolo di Repubblica sono eloquenti e non lasciano spazio a repliche: in un anno i musei romani hanno perso il 6,3% dei visitatori. E questo proprio in un periodo che registra un boom mondiale del turismo, grazie all'arrivo dei nuovi ricchi (russi, cinesi, arabi, indiani..) e al ritorno degli americani. Roma vede aumentare il numero di turisti rispetto allo stesso anno, ma molto meno rispetto alle altre capitali europee, e viene superata da Berlino come numero di presenza turistiche. Due considerazioni.

1) I musei di roma contano 3,6 milioni di visitatori l'anno, contro i 25,3 di Londra e i 23,4 di Parigi. Numeri che descrivono una vera e propria Waterloo.

2) Se il numero di arrivi turistici cresce, ma i visitatori nei musei cala, significa che non si è investito nulla in cultura, o che è calata la qualità del turista medio. Ormai a Roma arrivano solo fagottari con la "mappatella" e straccioni.

In entrambi i casi, il frutto di una malagestione. Nei 5 anni appena trascorsi, della cultura non è fregato un cazzo a nessuno. Il Comune è stato troppo impegnato a pianificare la calata dei cartellonari. Speriamo che si sia capita la lezione, e che nei prossimi 5 anni si possa invertire la tendenza.

L'AULA GOTICA DEI SS. QUATTRO CORONATI RESTA CHIUSA ORMAI DA SEI ANNI: MANCANO DUE SPICCIOLI PER COSTRUIRE UNA PORTA! INTANTO PROSEGUONO LE MEGA ABBUFFATE ELETTORALI A BASE DI COZZE E ARAGOSTE

lunedì 13 maggio 2013


Ormai siamo l'unico organo di informazione che continua a tenere accesi i riflettori su questo scandalo colossale. Da più di 6 anni il restauro della meravigliosa Aula Gotica del Monastero dei Ss. Quattro Coronati è concluso, ma gli affreschi restano ancora inaccessibili al pubblico per una banale querelle burocratica. O almeno così sembra, dato che negli anni sulla vicenda è calato un silenzio tombale. In sostanza, non ci si è ancora decisi su chi dovesse sborsare due spiccioli per costruire una porta d'accesso per i turisti, se il Comune oppure il Vaticano. In tempi di magna magna elettorale, tra sperperio di manifesti e cenoni a base di cozze e champagne, se questa fosse la verità ci sarebbe da scendere in piazza con i forconi! Ma andiamo con ordine e raccontiamo tutta la storia....

Gli affreschi dell'Aula Gotica furono scoperti casualmente nel 1996 nel corso di un semplice intervento esplorativo in uno degli ambienti del Monastero dei Ss. Quattro Coronati (sito lungo la via omonima, a metà strada tra il Colosseo e la Basilica di San Giovanni). Gli affreschi, risalenti al duecento e attribuiti al Terzo Maestro di Anagni, erano celati sotto uno spesso strato di intonaco.

Il restauro, terminato nel 2006, ha permesso di riportare alla luce queste meravigliose pitture, talmente belle da far parlare gli addetti ai lavori di "rivoluzione" nella storia dell'arte italiana. Infatti non esistono a Roma testimonianze storico-artistiche di rilievo databili a quel periodo, si tratta di un unicuum vero e proprio.

La stampa internazionale ha dato vastissimo rilievo alla notizia, molto più che in Italia (sic)! Le Monde, il Times, la CBC, hanno parlato senza mezzi termini di "scoperta epocale", spingendosi a definire l'Aula Gotica "La Cappella Sistina del Duecento".

Ora questa meraviglia assoluta (di cui potete vedere alcune immagini qui e qui) è chiusa al pubblico da 6 anni! I motivi non sono ben chiari, ma facendo riferimento a un articolo del Tempo di qualche anno fa (l'unico articolo a trattare la notizia, stampa vergognosa!) sembra emergere l'inquietante verità. Eccovi uno stralcio dell'articolo (rimosso dal web per chissà quale motivo):

L'Aula Gotica si trova all'interno di un monastero di suore di clausura che non possono avere contatti con nessun'altra persona. Per aprire l'Aula al pubblico si rendeva quindi necessaria la realizzazione di una porticina di accesso secondaria. Nel dicembre 2006, l'allora Ministro Francesco Rutelli annunciò la fine dei lavori di restauro, rimandando l'apertura al pubblico al marzo 2009. Ma ad oggi i lavori necessari per la costruzione dell'accesso esterno non sono ancora iniziati. Da una indagine del quotidiano romano Il Tempo è emerso che la responsabilità dei lavori è dell'A.p.s.a. (Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica), un organo del Vaticano al quale il giornale si è rivolto senza ottenere risposta. E così l'Aula Gotica è destinata a rimanere chiusa. Tutto bloccato. Per una porticina.

SERVIZIO AGGHIACCIANTE DI REPUBBLICA: A QUANDO UN BLOG SULLA "BANCARELLOPOLI" ROMANA? LA NOSTRA CITTA' ANNEGA NELLA VOLGARITA' E NELL'INCURIA. IN CAMPAGNA ELETTORALE BATTEREMO IL FERRO!

lunedì 11 marzo 2013


Qui l'articolo completo su Repubblica.it

PRATI
I furgoni dello scarico merci sono i padroni dei rioni
Ostruiscono i marciapiedi, costringendo le madri con i bimbi piccoli nel passeggino a improbabili gimkane. Oppure sostano indebitamente nelle aree chiuse al traffico, occupando persino i percorsi per non vedenti. Così i furgoni per le consegne rendono invivibile la vita dei pedoni romani. "Qui in Prati la situazione è insostenibile - afferma Stelio Ruggeri, 70 anni - questi bisonti fanno quello che vogliono, in più marciapiedi sono stretti e a noi tocca camminare in mezzo alla strada, con il rischio di essere investiti", aggiunge mentre tenta di aggirare il camion in sosta selvaggia all'inizio di via Propezio. In via Valadier, due corrieri sbarrano l'attraversamento pedonale.
(luca monaco)

TRASTEVERE
Borse, magliette e souvenir i mercatini occupano gli spazi
A Trastevere si cammina a fatica. A rendere difficoltose le passeggiate di romani e turisti, nei vicoli dello storico rione, decine di bancarelle sistemate lungo i marciapiedi e al centro delle piazze storiche. Su viale Trastevere, nel tratto che va dall'incrocio con via San Francesco a Ripa fino al ministero dell'Istruzione, diversi rivenditori ambulanti occupano, con i loro banchi, più della metà della strada. Tra vestiti, borse e bijoux, sembra quasi di perdersi in un suq. Mentre, qualche centinaio di metri prima, proprio al centro di piazza Sonnino, tra chiese e locali, sorgono tre strutture che traboccano di oggetti. Libri, souvenir e cinte contraffatte, attirano la curiosità delle persone che, fermandosi a guardarle, creano gruppi che bloccano la viabilità tanto da dover chiedere "permesso" per passare.
(luca fusco)

CENTRO
I tavolini di bar e ristoranti impediscono il passaggio
"Sono esausta, è impossibile camminare sui marciapiedi di Roma". Una turista lo dice in inglese ma a voce squillante, per farsi capire da chi la circonda. Poi, in via del Corso, torna a spingere a fatica la sedia a rotelle del marito, al centro della strada, rischiando la vita tra due macchine che le passano a pochi centimetri. A destra, sul marciapiede, una fila di tavolini fuori da un ristorante le impedisce il passaggio. È la fotografia del centro di Roma, popolato da turisti dall'animo diviso: da una parte l'ammirazione per le meraviglie della città, dall'altra il fastidio per i suoi disservizi. Scene simili nelle strade circostanti, in via della Croce come al Colosseo: marciapiedi sistematicamente invasi dai tavolini e persone costrette a camminare fra le macchine.
(stefano d'alessio)

NOMENTANO
Automobili e motorini parcheggiati sulle strisce
I marciapiedi della capitale sembrano essere diventati una sorta di parcheggio a cielo aperto, con auto e motorini ormai non più contenibili dentro i posti circoscritti da righe bianche e blu e sempre più spesso a rappresentare un intralcio alla circolazione pedonale. Esempio pratico: via Nomentana. Da Porta Pia inizia una lunga fila di mezzi a quattro e due ruote sopra i marciapedi che dividono le corsie che ospitano le fermate dei bus. Un cordone che viene interrotto solo da pensiline che diventano raggiungibili solo con agili slalom e continui saliscendi sull'asfalto. Arrivati all'altezza di piazza Sempione, il parcheggio diventa "a terrazze": le auto a ridosso dei rialzi pedonali e i motorini subito sopra. Trovare il modo di salire e scendere da un marciapiede, qui, diventa una questione di fortuna.
(marco ciaffone)

OSTIENSE
Le insidie più pericolose: segnaletica e paline dei bus
Arrugginite o fatiscenti, illuminate o di nuova tecnologia. Del fattore decoro si può discutere, ma di certo possono apparire piuttosto insidiose per i pedoni. Le paline spiccano in tutto il loro splendore in molti tratti dei marciapiedi della città. Di tutti i tipi e di tutti i colori, pubblicitarie o informative, spuntano al centro delle strade, vicino alle fermate degli autobus o nelle aree verdi della capitale. Nella vie principali della zona Ostiense, per la considerevole quantità di paline, i pedoni sono costretti a veri e propri slalom, soprattutto per chi è dotato di passeggini o carrelli al seguito. "Penso - spiega Giulia De Carolis, 40 anni - che passeggiare per Roma sia complicato per una serie di motivi. Uno di questi sono le paline, che rappresentano una barriera in più per i pedoni".
(elisa castellucci)

SCANDALO CAMION BAR: LA COLOSSALE PRESA PER IL CULO PER FAR CREDERE CHE TUTTO CAMBI QUANDO IN REALTA' RESTA TUTTO COM'E'. UN TEATRINO DA QUATTRO SOLDI

lunedì 26 novembre 2012


Qui di seguito l'articolo di Repubblica sullo scandalo bancarellopoli. In neretto evidenziati i punti salienti.

Da Repubblica.it - Otto bancarelle al Colosseo, otto bancarelle e tre camion bar su via dei Fori Imperiali, due camion bar e tre bancarelle in piazza Venezia. Le proposte elaborate dalla commissione congiunta Campidoglio-Mibac col tavolo tecnico sul decoro evidenziano che nell'area archeologica centrale il commercio ambulante di camion bar e bancarelle è stato ridotto ma non del tutto azzerato come invece ribadisce la recente direttiva sul decoro del ministro Lorenzo Ornaghi. In piazza del Colosseo i camion bar vengono eliminati dall'area, rimangono 8 bancarelle delle 14 attuali disposte intorno all'Anfiteatro Flavio.

"Ne tolgono quindi solo 6 che vengono spostate, con altre 2 che sono attualmente in via di San Gregorio davanti al Palatino, in una fila ininterrotta sull'altro lato di via di San Gregorio davanti all'Antiquarium, tutte a pochi metri le une dalle altre - racconta la consigliera Nathalie Naim - A queste si aggiungerebbe un camion bar attualmente davanti all'entrata del Palatino. Una fila quindi di 9 postazioni".

Su via dei Fori imperiali rimangono otto bancarelle. La proposta prevede che 5 bancarelle delle 7 attuali rimangano allo stesso posto, mentre una verrebbe spostata di alcune decine di metri, così come rimangono anche le due bancarelle nell'area vicino al Campidoglio. "Una stranezza è che la bancarella su rimorchio di frutta della famiglia Tredicine in via del Tulliano angolo via dei Fori Imperiali con licenza rilasciata nel '90 per la zona periferica di Roma e poi spostata nel '92 nell'area archeologica senza pareri della soprintendenza sembra non essere considerata dalla proposta".

"Sul fronte camion bar, dei 7 attuali, lì dagli anni '90 senza acquisire il parere della soprintendenza o con parere negativo - precisa Naim - ne rimangono tre, uno di questi davanti alla visuale dei Fori".

Sull'area di piazza Venezia, tra area archeologica, piazza San Marco e Madonna di Loreto, su tre camion bar ne rimangono due, insieme a tre bancarelle: "Il camion bar che verrebbe tolto è quello che occupa abusivamente da anni piazza Venezia sulle strisce pedonali", sottolinea Naim.

"Colpisce il permanere delle bancarelle intorno al Colosseo, area inibita dall'ex Soprintendente Adriano La Regina nel 1986 - riflette Naim - Se questo è un lavoro congiunto con la Soprintendenza archeologica non si capisce perché questa dovrebbe tornare indietro sulle sue posizioni, ribadite dalla Barbera a marzo. Fin dal 1939 le leggi prevedono la tutela di queste aree e il decreto del Mibac consente di liberare definitivamente il Colosseo e via dei Fori Imperiali. Consentire che queste occupazioni permangano è contrario alle leggi".

Eppure, il condizionale in questo piano di riordino è doveroso, perché dopo sei mesi di riunioni tecniche i documenti non sono stati ancora ratificati da atti amministrativi: "Mi è stato specificato dalla Sovraintendenza capitolina che le schede fino ad ora elaborate non sono atti formali ma solo una proposta ancora soggetta a variazioni e che le riunioni si sono svolte in modo informale e non è stato redatto alcun verbale".

(23 novembre 2012)

NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM! IL MINISTRO DEI BENI CULTURALI FINALMENTE SI ACCORGE DEL VOLGARE SUQ DA QUARTO MONDO CHE IMPUZZOLISCE I MONUMENTI!

martedì 6 novembre 2012

Forse è la volta buona che ci leviamo dai coglioni gli orridi camion-bar. In un articolo di Repubblica arriva la bella e inaspettata notizia. Leggete qui:

Via i camion bar, via le bancarelle paccottiglia, via i centurioni e stop alle occupazioni di suolo pubblico selvagge, dai tavolini ai dehors che impattano sulla visuale dei monumenti. Dal Colosseo a piazza del Popolo, scatta la guerra al suk e al commercio ambulante abusivo nelle aree archeologiche e di pregio monumentale. Dopo venticinque giorni dalla sua firma, ieri è stata approvata la direttiva sul decoro del ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi che punta a "rafforzare e chiarire" le regole con cui contrastare e vietare ogni forma di attività commerciale e artigianale in forma di ambulantato o su posteggio che non sia compatibile con la tutela del patrimonio nel centro storico.

Dunque niente più fruttaroli, paninari e mutandari davanti al Colosseo. Mica male vero? E non è tutto. Se il Comune farà lo gnorri, arriveranno gli uffici del Ministero a bacchettarlo:

E sono proprio le azioni di divieto, rimozione, delocalizzazione alla base delle aree archeologiche e di pregio previste dal documento. Come si legge nella direttiva "gli uffici del ministero collaboreranno con le amministrazioni locali segnalando gli ambulanti illeciti e sollecitando poteri repressivi da parte delle medesime amministrazioni".

Ma la cosa più importante di tutto l'articolo è questa:

La direttiva chiarisce, poi, che "il carattere storico delle concessioni" non impedisce l'adozione di nuove determinazioni: "Le concessioni non danno mai luogo a diritti intangibili e sono invece revocabili, in base a una nuova valutazione". Anche perché, come puntualizza la direttiva: "La tutela dell'interesse costituzionalmente primario inerente la tutela del patrimonio culturale assume carattere preminente rispetto agli altri interessi, incluso quello avente a oggetto l'esercizio di attività economiche private".

Dunque non era assolutamente vero che le concessioni regolarmente ottenute impedissero di eliminare i camion bar. Semplicemente non si voleva fare uno sgarbo a chi le aveva ottenute. Semplicemente il Comune (consapevolmente) non ha mai voluto risolvere questo problema! Vedete come la merda viene a galla?

IL PIZZO DEI POSTEGGIATORI ABUSIVI IN OSPEDALE: TUTTI SANNO, NESSUNO INTERVIENE. COSA C'E' DIETRO?

martedì 30 ottobre 2012

Nella Capitale del "Paese dei cachi", dove quasi tutto è regolarmente abusivo, la cosa non sorprende neanche tanto. Ormai è un balzello al quale i romani si sono abituati, legale o meno, che costringa a inserire i soldi in un parcometro dopo aver lasciato l'auto sulle strisce blu, o ad allungare qualche spicciolo all'extracomunitario di turno che porge la mano dopo averci indicato l'agognato posto da occupare. Ma che accada in un ospedale, dove la gente soffre e i familiari dei suddetti sofferenti non hanno alternativa, è davvero troppo.

Comincia così un articolo denuncia de Il Tempo, dedicato al fenomeno dei posteggiatori abusivi davanti agli ospedali. L'inviato racconta un episodio emblematico accaduto davanti all'Ospedale Villa San Pietro, sulla Cassia. Ma in ogni ospedale si ripropone ormai la stessa scenetta. Non fai nemmeno in tempo ad arrivare che subito spunta fuori un abusivo di turno che ti segnala l'unico posto libero presente in zona. Parcheggiare lì è l'unica alternativa che hai, specie se il malato ha urgenza. La foto qui sopra è stata scattata davanti al San Camillo. Tutti sanno, ma nessuno interviene. Cosa c'è dietro?

RASSEGNA STAMPA SETTIMANALE: ANCHE IL NEW YORK TIMES CI PRENDE PER IL CULO! IL PROBLEMA DI ROMA? LA PIZZA E IL GELATO!

sabato 27 ottobre 2012

Una foto che immortala un gruppo di turisti tedeschi seduti attorno alla Fontana dei Fiumi del Bernini mentre mangiano un gelato. Ecco il problema numero uno di Roma: I GELATI! E la pizza. Insomma, lo street food italiano, quel binomio pizza-gelato che ha reso celebre il nostro paese nel mondo, ora è diventato il nemico numero uno da combattere. Come se il decoro cittadino dipendesse da questo.

L'articolo del New York Times, immediatamente ripreso da Repubblica, si sofferma su testimonianze ridicole, al limite del fantozziano: "Ero seduto sulla scalinata mangiando un sandwich e un uomo in divisa prende il fischietto e mi dice di smettere. La prima cosa che ho pensato è che avesse cose più importanti da fare che prendersela con un panino". Difficile dargli torto, visto il disumano livello di degrado in cui annega la città.

Intanto Roma si barcamena tra i soliti problemini minori per i quali non solo non ci sono ordinanze da emanare e nemmeno soldi da spendere: i quartieri Marconi, Ostiense e Monteverde ormai sono letteralmente invasi dai topi! "L'Ostiense invaso dai rifiuti. Cumuli di sacchetti multicolore circondano i cassonetti della differenziata. Occupano i marciapiedi, ostruiscono i passaggi pedonali da Via Oderisi da Gubbio a viale Marconi, rendendo l’aria irrespirabile. L'odore acido degli scarti alimentari abbandonati in strada, provoca smorfie di disgusto anche dentro gli androni dei palazzi. I residenti, esasperati da una situazione di disagio crescente, denunciano la presenza dei topi, che grandi come gatti sbucano dalle caditoie in pieno giorno in cerca di cibo. Non c'è strada da Largo Meucci a Via Portuense che non soffra questo problema – assicurano - Noi, qui, non viviamo più". Racconti talmente allucinati da sembrare surreali.

Da gioiello a discarica: la vecchia Fiera nell'incuria. Un classico a Roma.

Da oggi a Roma una delibera blocca la circolazione dei ciclomotori inquinanti dei non residenti. Proprio così: ciclomotori di non residenti! Sembra una barzelletta, e invece è quello che scrivono i giornali. Cosa significa? Che un islandese che viene a Roma in motorino non potrà circolare?

Via della Conciliazione, stop ai pullman: dal 15 novembre al Parking Gianicolo. Per i bus turistici sosta vietata anche in Piazza Risorgimento. Almeno una buona notizia.

CAMION BAR FUORILEGGE, DENUNCIATO IL COMUNE: "OMISSIONE D'ATTI D'UFFICIO, NON LI HA RIMOSSI". MA QUALE ORDINANZA ANTI-PANINO? LA VERA PIAGA SONO I CAMION BAR!

mercoledì 10 ottobre 2012

Camion bar senza il nullaosta, autorizzati "d'urgenza", o con un permesso risalente ai mondiali di Italia '90. Per fà magnà i tifosi, probabilmente. Scelte burine che ancora oggi scontiamo, a più di vent'anni di distanza. La logica burina romana non vuole solo che la mangiatoia improvvisata sia di infima qualità - oltreché rozzamente concepita nei criteri - ma che il provvisorio si trasformi regolarmente in definitivo, l'eccezione in regola, la deroga in consuetudine. E così i camion bar non solo sono rimasti, ma sono addirittura raddoppiati, triplicati, e un domani potrebbero addirittura trasformarsi in ristorantini.

Tutto questo sarebbe probabilmente passato sotto silenzio per altri vent'anni se non fosse per la testardaggine (intesa in senso buono) della consigliera dei Verdi Nathalie Naim. Che ha preso di petto l'ennesima vicenda burina romana, studiandosi vecchie delibere e nuove autorizzazioni, e trovando così gravi lacune nelle carte.

A quel punto, dopo aver chiesto (invano) al Campidoglio la revoca delle licenze irregolari, non avendo avuto alcuna risposta, ha denunciato l'amministrazione per omissione di atti d'ufficio. Leggiamo l'articolo del Corriere:

In Procura è aperta un'inchiesta sul ramificato clan di origine abruzzese che, alla sua terza generazione, ha compiuto il salto di qualità sedendo in Campidoglio o nei sindacati di categoria. Titolare del fascicolo il pm Mario Palazzi, che ha delegato il Nucleo tributario della Finanza a compiere accertamenti sulla galassia societaria dei Tredicine.

Dagli ultimi controlli delle Fiamme Gialle (luglio), erano affiorate irregolarità igieniche e contabili sui furgoni in sosta in un'altra zona d'oro della città: San Pietro. Il bilancio dell'operazione era stato di 23 contestazioni, per un ammontare complessivo di 80 mila euro. E se i magistrati sono già al lavoro anche per ricostruire la catena di prestanome (giovani del Bangladesh, soprattutto, ma anche di altre nazionalità) dietro ai quali operano i vertici del clan, ora con il nuovo esposto potrebbe scattare la verifica su eventuali complicità capitoline.

E' ora di mettere finalmente la parola fine a tutto questo. Altro che ordinanze paninare! C'è da rottamare centinaia di camion bar! ORA!

NON CHIAMATELI ARTISTI! SONO DEI VANDALI CHE CI COSTANO 2 MILIONI DI EURO L'ANNO (QUASI 4 MILIARDI DEL VECCHIO CONIO!)

martedì 9 ottobre 2012

2 milioni di euro. Quasi 4 miliardi delle vecchie lire. E' questo il prezzo sostenuto dal Comune per rimuovere le scritte di quel pugno di vandali adolescenti in preda a crisi ormonali che scorrazza di notte per le vie di Roma, lasciando pisciatine sui muri e marcando il territorio come i cani. Qualcuno continua, imperterrito, a definirli "artisti", forse ignorando il costo sociale di questa piaga allucinante. 2 milioni di euro che potrebbero essere spesi per rifare le strade, per migliorare i servizi, per finanziare progetti. E invece finiscono dritti nel cesso per ripulire le pisciatine di quelle scimmie selvatiche che infestano Roma! 2 milioni di euro l'anno. Un costo pazzesco, e il dato è tremendamente sottostimato. Basta farsi un giro a Roma per rendersi conto che le scritte cancellate sono solo lo 0,1% di quelle ancora presenti sui muri. Quanto costerebbe ripulire l'intera città da TUTTE le scritte? Forse cento, o mille volte tanto. E se si volessero anche trattare gli edifici con protettivi antigraffiti? Il costo salirebbe in maniera esponenziale. Probabilmente si supererebbero i 2 MILIARDI di euro. Con questa cifra, a Roma, ci si costruisce una linea metropolitana.


La segnalazione ci arriva direttamente dal Blog di Marco Visconti e riprende un articolo di oggi del Messaggero.

LO ZENIT DEL TRASH: MENTRE IL COMUNE VIETA DI MANGIARE PANINI IN STRADA, I CAMION BAR DIVENTERANNO RISTORANTINI?

lunedì 8 ottobre 2012

Mentre va in archivio il "magna magna day" per protestare contro la delibera anti-panino, sulle cronache cittadine del Corriere della Sera arriva una notizia che definire inquietante è poco. Per ora si tratta solo di una proposta di modifica al "Regolamento d'Igiene, Sanità pubblica e Veterinaria di Roma Capitale", ma ciò che in essa è contenuto è semplicemente allucinante. Secondo questa modifica, ai mezzi di commercio mobili - i camion bar - verrà consentito il riscaldamento e (udite udite) anche LA COTTURA degli alimenti commercializzati! Una roba che fa gridare vendetta ai tanti gestori di locali, anche di qualità, che non possono somministrare cibi cucinati perché mancanti di un apposito ambiente dedicato alla cucina. E chi garantirà il rispetto delle condizioni igieniche? Ma soprattutto, visto che a seguito dell'ordinanza anti-panino sarà vietato consumare pasti in strada o sul prato, come si regoleranno i suddetti camion bar per far mangiare "legalmente" (sic) ciò che i turisti compreranno? Allestiranno delle sedie? Magari anche dei tavolini? Se ciò dovesse avvenire, assisteremmo alla trasformazione del centro storico di Roma in un'immensa fraschetta en plein air. Una mangiatoia a cielo aperto di bassissimo livello. Immaginatevi i turisti vagare sperduti nel piazzale del Colosseo, tra un furgone in sosta, un venditore di calzini e un gladiatore rumeno, con sullo sfondo il fumo (E LA PUZZA) di salsiccia cotta. Il definitivo trionfo del trash, della cafonaggine e dell'inciviltà romana. Dite che stiamo esagerando?

ARRIVA L'ORDINANZA ANTI-PANINO! OVVERO, I PANINI PUOI VENDERLI LIBERAMENTE DAVANTI AL COLOSSEO, MA SE TI AZZARDI A MANGIARLI...

martedì 2 ottobre 2012

DEMENZIALE ODINANZA ANTI-PANINI: PUOI COMPRARLI MA NON PUOI MANGIARLI!

Un chiaro momento di confusione. Non sappiamo come spiegarci altrimenti il parto di questa grottesca e insensata ordinanza. Per la seconda volta il Sindaco inciampa sul versante mangereccio (la prima scivolata fu quella della "crociata anti-cornetto", ricordate?). Commentare questa notizia è un po' come sparare sulla Croce Rossa. I panini puoi venderli liberamente in un camion bar piazzato davanti a tutti i principali monumenti della città, ma se ti azzardi a mangiarli ti becchi una multa! Un po' di briciole di pane e una chiazzetta d'acqua fanno più degrado di un orrido camioncino ambulante piazzato davanti ai monumenti. Non ci viene nemmeno da incazzarci, perché questa cosa fa semplicemente ridere. Una considerazione però ci sentiamo di farla. Roma è una città fatta di piazze e di fontane. E' stata disegnata così nei secoli, per dare accoglienza ai pellegrini che giungevano da ogni parte del mondo. Sostare sui gradini delle fontane a mangiare o a bere è qualcosa che a Roma si è sempre fatto. Non si può vietarlo con una ordinanza. Chi deve vigilare affinché la gente non insozzi è la Polizia Municipale, chi deve ripulire la sporcizia è l'AMA. E se non sono in grado di farlo, che si prendano provvedimenti su di loro. Non si può certo crocifiggere il turista che per evitare un salasso al bar si mangia un panino sui gradini della fontana! Se proprio vogliamo fargli la multa, almeno verifichiamo che abbia sporcato.

"QUELLA DEI WRITERS PUO' ESSERE ESPRESSIONE D'ARTE". ECCO COME UNA FRASE FUORI CONTESTO RISCHIA DI LEGITTIMARE IL PURO VANDALISMO

lunedì 1 ottobre 2012
Immagine presa da Repubblica.it

Nemmeno il tempo di gioire per il fermo in flagranza di reato del writer CUPO che subito dobbiamo roderci il fegato per un articolo firmato da Raffaella Menichini apparso sulla rubrica blog "Centro Isterico" di Repubblica Roma. Per chi avesse voglia di leggerlo, lo trovate cliccando qui (c'è anche la possibilità di lasciare un commento). Vi riportiamo solo la considerazione finale della giornalista:







Incredibile come in poche righe (tre) di commento finale si possa concentrare una simile quantità di inesattezze. Da dove cominciare? Dalla madornale contraddizione iniziale: "nessuna simpatia per chi imbratta i muri [...] eppure a istinto CUPO fa simpatia", per chiudere con l'epigrafico (e generico): "c'è tutto un mondo dietro chi imbratta i muri", fino alla decontestualizzazione totale di una frase altrimenti condivisibile: "quella dei writers può essere espressione d'arte".

Mettiamoci in testa una cosa: non c'è nessuna forma d'arte nelle tag di un pischello che vandalizza i marmi di un palazzo storico. Le poche parole degne di essere spese, in questo caso emblematico e lampante di vandalismo allo stato puro, sono di dura condanna. Eppure continua a stupire come, per l'ennesima volta, i giornali si riducano a prestare il fianco a questa gente, cercando di trovare un senso a qualcosa che un senso proprio non ce l'ha. E' francamente incredibile leggere queste cose su uno dei più importanti quotidiani nazionali.

Il CUPO, uno che ha sfregiato, barbarizzato, rovinato i marmi dei palazzi storici di Roma - uno dei musei a cielo aperto più preziosi del mondo - sarebbe in buona sostanza un simpaticone. E poi com'è la storia che i muri vengono subito ridipinti? Ma lei, Raffaella, lo sa quanto costa ripulire un muro in travertino da una scritta? O magari pensa che sia sufficiente passarci una mano di vernice sopra?

Su una cosa però lei ha ragione. C'è tutto un mondo dietro quelle bombolette. Un mondo di disadattati, di barbari allo stato puro, che si nasconde nella sottana materna del buonismo sparso da giornali mai in grado di inquadrare correttamente i fenomeni di malcostume che infettano la nostra società. E noi che le scritte le rimuoviamo a spese nostre, chi siamo? Degli antipatici cattivi, cinici e brutti che ammazzano i sogni di questi "adolescenti" trentenni della testa marcia?

CUPO fa simpatia come un gatto attaccato alle palle. Come una pertica foderata di carta vetrata spinta su per il culo. E i danni che questa gentaglia produce sono difficilmente quantificabili. Ma sono infinitamente minori di quelli prodotti dal cattivo giornalismo. Che anziché denunciare una vera e propria piaga che sta deturpando in maniera irreparabile la nostra città, tenta di giustificare l'ingiustificabile, mischiando le carte in tavola con malcelato buonismo.

Non ci sono i soldi per ripulire quei muri, questo è bene che si sappia. Un intervento di microsabbiatura, o criosabbiatura, o lasersabbiatura, ha dei costi esorbitanti. Il marmo ce lo terremo così, sfregiato, per chissà quanto tempo ancora. Su un palazzo storico del ghetto c'è ancora una scritta inneggiante alla vittoria dei Mondiali del 2006. Ancora lì in bella mostra a sei anni di distanza.

BREAKING NEWS DA CARTELLOPOLI: RIMOSSI 2 (DUE) DEI 5000 CARTELLONI ABUSIVI SULLA COLOMBO! COME SVUOTARE L'OCEANO COL CUCCHIAINO

venerdì 28 settembre 2012

La notizia la trovate sul sito Roma Today, prontamente ripresa dal blog Cartellopoli. Due catafalchi abusivi, segnalati nei giorni precedenti come pericolosi, sono stati rimossi dalla Cristoforo Colombo, una strada letteralmente devastata da questa barbara piaga. Una goccia nell'oceano, come svuotare l'oceano col cucchiaino. Ma è un segnale che le rimozioni di questi osceni impianti SI POSSONO FARE. A cominciare proprio dalla Cristoforo Colombo, dove i barbari impalatori danno dato il meglio di sé. Leggete cosa denuncia Andrea Catarci:

"Tra migliaia di obbrobri sono ancora in bella mostra quelli che incombono sull'asilo nido di via Veronese, a Tormarancia, segnalati più volte dopo che uno di essi era caduto all'interno del giardino scolastico; quelli numerosissimi installati a ridosso delle piste ciclabili di viale Cristoforo Colombo e via di Grottaperfetta; quello sulle strisce pedonali in prossimità di Piazza dei Navigatori particolarmente pericoloso per i non vedenti, quello all'entrata del Parco Sbragia-Salerno (già Parco Fao), nel quartiere San Paolo".

Cosa aspettiamo ad estirparli tutti uno per uno? Cosa aspetta il Comune a mettere fine a questa barbarie indegna di una società neandertaliana? Com'è possibile che una città intera sia finita nelle mani dei cartellonari nel menefreghismo generale e senza che il Comune abbia mosso un dito? Fuori i barbari da Roma!

NOTIZIA BOMBA: HANNO BECCATO IL CUPO! E ORA DOVRA' PAGARE PER LA PULIZIA DI TUTTI I SUOI SCARABOCCHI

Immagini prese da Repubblica.it

Beccare un writers in flagranza di reato non è impresa facile, ma ogni tanto ci si riesce. Hanno beccato CUPO! La notizia bomba ce l'ha segnalata un nostro lettore via email (a noi era completamente sfuggita):

Spero che a quest'ominide (a 32 anni a imbrattare i muri? ma non ce l'ha una casa e/o un lavoro?) diano una pena esemplare anche perché delle sue schifezze artistiche (fosse bravo almeno a dipingere!) ne ho viste parecchie a Roma. Auspico vivamente che altri utenti lo possano denunciare facendogli ripulire tutti i muri sporcati. Un plauso infine alle forze dell'ordine.

Se son rose fioriranno. Continuate così! Vi seguo sempre anche dall'estero.

Un carissimo saluto
(Franz)

Immagini prese da Repubblica.it

Nella speranza che il Comune abbia una banca dati delle tag, vogliamo ben sperare che a questo vandalo venga inflitta una punizione colossale. Che debba pagare per la ripulitura integrale di tutte le sue tag. E a proposito, se anche voi avete il muro del vostro palazzo o la saracinesca del vostro negozio sfregiata dalla tag di CUPO non esitate a sporgere denuncia contro ignoti! Il vandalo in questione l'hanno già beccato e deve pagare fino all'ultimo euro.

MATTEO RENZI: NUOVO CHE AVANZA, VECCHIE MANIERE. IL ROTTAMATORE (O CHI PER LUI) INCARTA MEZZA ROMA

lunedì 24 settembre 2012


Avanti il prossimo: anche Matteo Renzi "il rottamatore" viene beccato con le dita nella marmellata. In occasione delle primarie del PD mezza Roma finisce incartata dai suoi manifesti abusivi. Il "nuovo che avanza" è purtroppo in tutti e per tutto simile al vecchio che si prefigge di rottamare. Utilizza le stesse identiche strategie comunicative, con gli stessi orridi "effetti collaterali": una città ridotta a un cesso.

Non c'è niente da fare, non ne usciremo mai. Siamo ancora fermi a questa barbara, primitiva, triviale, cafonissima forma di pubblicità. E' un problema di deficit di civiltà. Possibile che il Sindaco di una delle città d'arte più belle del mondo non conosca il rispetto per il decoro urbano?

Ovviamente sappiamo bene quale sarà la difesa di Matteo Renzi. Non ne sapevo nulla, non li ho attaccati io,  io non condivido, anzi condanno, ecc. ecc. Eppure, se così stanno le cose, sarebbe bastata una direttiva, una mezza parola spesa, una presa di posizione, un atto di chiarezza. Sarebbe bastato rinnegare questa barbara pratica e vietare a chiunque del suo staff di affiggere manifesti abusivi recanti il proprio nome.

Non è una cosa difficile. Ci sono partiti e movimento (come i Radicali o il Movimento 5 Stelle) che non praticano affissioni selvatiche. E non mi sembra abbiamo scarsi risultati elettorali. Cosa ne pensa Renzi in proposito?

Scoppia il caso Via di Ripetta

venerdì 7 settembre 2012


La nuova Via di Ripetta non piace a nessuno. Residenti e commercianti uniti la definiscono senza mezzi termini un intervento inutile e costoso, uno spreco di soldi pubblici, un insulso spot elettorale. L'intervento in Via di Ripetta porterà solo disagi al momento dei lavori e nessun beneficio. E a chi afferma che comunque la strada ne avrà un certo miglioramento, se non altro in termini di rifacimento dei marciapiedi sconnessi, ribadiamo che questo è il modo migliore per condannare Via di Ripetta a rimanere ancora così per anni: una strada in cui passeggiare è semplicemente impossibile. Un non luogo, per farla breve. Di pedonalizzazione non se ne parla, ma non si parla nemmeno di allargare i marciapiedi. Fabrizio Ghera, assessore ai lavori publbici, sostiene che la colpa del mancato allargamento sia da ricondurre a un veto della sovrintendenza (sic) per chissà quale oscuro motivo, e che la strada necessita comunque di un intervento di rifacimento "visto il forte degrado della pavimentazione in selciato della strada". Una giustificazione allucinante, dato che tutta Roma è messa così e ci sono sicuramente strade in condizioni molto ma molto più pietose. Una non giustificazione, per dirla tutta. Intanto però sul cantiere della discordia si è smosso un bel polverone, e il merito va a Massimiliano Tonelli, che con il suo blog Roma fa Schifo ha sollevato lo scandalo.

Piazza di Spagna: pedonalizzazione a metà?

giovedì 6 settembre 2012

Sul sito di Repubblica si segnala l'imminente pedonalizzazione di una delle piazze più belle di Roma: Piazza di Spagna. La cosa in sé dovrebbe farci rallegrare e non poco, in realtà scorgiamo sinistri presagi che ci lasciano tutt'altro che tranquilli. Intanto, per quale motivo si parla oggi di pedonalizzazione di Piazza di Spagna e non più di pedonalizzazione dell'intero Tridente? Il progetto è stato forse abbandonato (come dimostrerebbe la recente, squallida vicenda di Via di Ripetta)? E come mai non si fa nessun accenno alle afferenti Via Condotti e Via del Babuino, per le quali non risulta essere prevista una pedonalizzazione? Dove sbucheranno le auto e i taxi che oggi percorrono Via Condotti se non potranno più passare per la piazza? Andranno forse ad intasare le strade limitrofe del Tridente? E come verrà fatta rispettare l'area pedonale? Si istalleranno dei pilomat (come si fa in tutte le città civili del mondo) o si ficcherà nell'asfalto un orrendo megacartellone esplicativo (come quelli posizionati ai varchi della ZTL) a segnalare un divieto di accesso che nessuno rispetterà? Le risposte le avremo tra un paio di mesi, quando la pedonalizzazione sarà effettiva. Intanto sul progetto di pedonalizzazione del Tridente è calato un silenzio assordante. Possibile che non si riesca mai a concepire un intervento radicale di pedonalizzazione in maniera sistematica e secondo standard europei?

Lo scandalo dell'Aula Gotica chiusa

venerdì 20 luglio 2012
Oggi siamo qui a denunciare, per la seconda volta, uno scandalo allucinante. Sono ormai quasi 6 anni che il meraviglioso ciclo d'affreschi dell'Aula Gotica del Monastero dei Santi Quattro Coronati (definito dalla stampa di mezzo mondo "la Cappella Sistina del Medioevo" per la sublime qualità della pittura) è chiuso al pubblico. 


Scoperto quasi per caso nel 1996 sotto uno spesso strato di intonaco e affiorato in tutta la sua bellezza dopo oltre dieci anni di restauri, il ciclo di affreschi è incredibilmente ancora inaccessibile al pubblico. Uno scandalo colossale che poteva scoppiare solo nella città Capitale del più zotico, triviale e culturalmente arretrato paese dell'Occidente. La portata di un ciclo d'affreschi del genere a Roma è colossale, tale da riscrivere interi capitoli della storia dell'arte. Non esistono a Roma testimonianze storico-artistiche di rilievo databili a quel periodo. Si tratta di un unicuum vero e proprio. Questo scandalo assoluto fa il paio con quello della Collezione Torlonia, che un tempo era uno dei più importanti musei d'arte antica di Roma, certamente la più importante galleria privata del mondo dedicata alla statuaria greca e romana, e che dal 1979 è chiusa, con le opere d'arte accatastate in un seminterrato. Due scandali colossali su cui, nel tempo, è calato un silenzio tombale. Non un'inchiesta che sia una. Nei giorni scorsi è uscito un timidissimo articolo di Repubblica a rilanciare (in minima parte) la questione. Ma la storia è talmente allucinante che meritava ben altro tenore che non un semplice accenno in un articolo che parla di un fantomatico "itinerario della Roma medievale" che nessuno può seguire né visitare. Le uniche immagini dell'aula gotica sono quelle (bellissime), pubblicate tempo fa da Repubblica, e che vedete qui riportate. E l'unico articolo serio, di indagine, sulla questione dell'Aula Gotica resta quello del Tempo, il quotidiano romano, che tre anni fa ha pubblicato una interessante inchiesta su questo gigantesco scandalo, rompendo un silenzio che durava da anni. Vi raccontiamo qui sotto, in breve, tutta la storia. Allucinante.


Era il lontano 1996, quando a Roma, in occasione dei restauri di un'aula del Monastero dei Santi Quattro Coronati, venne scoperto, in maniera del tutto fortuita, uno sbalorditivo ciclo pittorico duecentesco. Gli affreschi erano nascosti sotto uno spesso strato di intonaco bianco. Ci sono voluti quasi dieci anni per rimuovere ogni centimetro di intonaco, ma il risultato oggi appare straordinario. Al momento della presentazione degli affreschi agli studiosi l'Aula fu definita "la Cappella Sistina del Duecento". Al di là della qualità eccelsa degli affreschi, l'importanza storica di questo ciclo pittorico è tale da obbligare studiosi e storici a riscrivere intere pagine di storia dell'arte. Di questo ritrovamento ne ha parlato, con toni entusiastici, la stampa di tutta Europa (qui un articolo). Gli affreschi sono attribuiti al Terzo Maestro d'Anagni, lo stesso autore degli affreschi della Cripta della Cattedrale di Anagni, uno dei più importanti e amminirati cicli pittorici medievali dell'Italia intera. Ma ora arrivano i problemi. L'Aula Gotica si trova all'interno di un monastero di suore di clausura che non possono avere contatti con nessun'altra persona. Per aprire l'Aula al pubblico si rendeva quindi necessaria la realizzazione di una porticina di accesso secondaria. Nel dicembre 2006, l'allora Ministro Francesco Rutelli annunciò la fine dei lavori di restauro, rimandando l'apertura al pubblico al marzo 2009. Ma ad oggi i lavori necessari per la costruzione dell'accesso esterno non sono ancora iniziati. Da una indagine del quotidiano romano Il Tempo è emerso che la responsabilità dei lavori è dell'A.p.s.a. (Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica), un organo del Vaticano al quale il giornale si è rivolto senza ottenere risposta. E così l'Aula Gotica è destinata a rimanere chiusa. Tutto bloccato. Per una porticina.

Ora la speranza è che su questa storiaccia non cali di nuovo il silenzio. Riprendiamoci Roma intende spezzare questo silenzio assordante e umiliante. Invitiamo tutti i blog romani antidegrado a rilanciare un articolo su questo scandalo enorme. Facciamoci sentire almeno noi. Perché i quotidiani, le riviste, i critici d'arte continuano a tacere sull'argomento? La responsabilità è loro, è tutta loro. Vergogna.

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