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A Roma non esistono i complotti. Esiste il vandalismo, fenomeno incontrastato che pesa sulla vita di ciascun cittadino di Roma. Neanche gli spazi dedicati ai più piccoli vengono risparmiati. Quando questa Amministrazione si accorgerà del problema?

lunedì 15 maggio 2017

Ci scrive Asuelo, utente storico delle nostre due pagine facebook: Riprendiamoci Roma e Romanderground. La sua è una segnalazione/appello da girare ai responsabili del Municipio XII ed è relativa alla situazione indecorosa venutasi a creare in un'area dedicata ai bimbi. 
Pubblichiamo la segnalazione del nostro amico perchè è un problema diffuso e che riguarda tutti i genitori di piccoli romani. Le aree bimbi sono sistematicamente vandalizzate e rese pericolose per i piccoli fruitori. Genitori giustamente imbestialiti. A Roma non si ha diritto ad avere spazi pubblici tutelati, protetti e manutenuti. Ed è proprio il vandalismo l'unica causa generatrice (anche) di questo problema. Quello che la Montanari, calata da Genova, confonde con il complotto. A Roma, abbiamo provato a spiegarle, esiste un virulento quanto diffuso fenomeno di vandalismo. Un modello sicuramente democratico che parte dal centro e raggiunge tutte le periferie. Tutto viene marcato con la bomboletta, devastato, ridotto in frantumi. Tutto: dai treni alle stazioni della Metro, ai mezzi AMA lasciati incustoditi, alle tombe nei cimiteri, a panchine, aiuole, alle auto e scooter privati dati alle fiamme, agli spazi, sacri, dedicati ai più piccoli. Questa è Roma oggi, cara Montanari. Questa è Roma oggi, cara Virginia Raggi. Esiste perfino un turismo vandalico: orde di barbari, invitati da quelli nostrani, vengono appositamente a Roma, da ogni parte del globo, per devastare; per fare quello che nelle altre città non gli è consentito fare o gli viene un tantinello più difficile. Negare il problema non aiuta a risolverlo. Gridare ai complotti serve alla propria parte politica e fa il male della Città. Speriamo lo si capisca una volta per tutte e si prenda di petto questo gravissimo problema che incide sulla vita quotidiana di tutti noi. RR

Asuelo scrive: 
"Largo Ravizza, municipio XII, quartiere Monteverde.
Nelle foto che vi invio, a corredo della mia segnalazione, sono riportate le condizioni di quella che dovrebbe essere un'area ludica e che probabilmente in passato lo è stata. Sporcizia, degrado, vandalismo portano a quello che si vede nelle foto. 
Qui, ogni giorno, decine e decine di bambini passano ore e ore, anche per via della vicinanza della scuola Oberdan. Ma dalle foto è evidente che le altalene sono fuori uso, l'ultima si è rotta qualche giorno fa; l'altalena a rete per i più piccoli è stata vandalizzata ieri.
Questa è la città a misura di bambino, dove manca lo straordinario ma anche l'ordinario. Sicurezza zero, con pezzi di legno scheggiati, viti, bulloni, tombini, pezzi di cemento pericolosamente a vista. Rom ed ubriachi che bivaccano, banchettano, sporcano, nella più totale indifferenza e certi di restare impuniti. Certo di una vostra pubblicazione, cordialmente saluto".









Oggi parliamo delle condizioni vergognose dei Treni della Ferrovia Roma-Nord e di alcuni altri ragionamenti sul Trasporto Pubblico cittadino. Video agghiacciante.

domenica 14 maggio 2017
La ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo, conosciuta anche come la Roma Nord, è una linea regionale che collega la città di Roma al capoluogo della Tuscia con un percorso di 102 km, che fino a Civita Castellana corre parallelo alla via Flaminia. Insieme alla Roma-Lido, altra Ferrovia Concessa, si batte strenuamente ogni anno per l'assegnazione del Premio Caronte, ovvero quello, pesantissimo, di tratta ferroviaria peggiore d'Italia. Ed i motivi sono presto intuibili vedendo il video che abbiamo girato giusto ieri presso la Stazione di Acqua Acetosa, luogo che funge anche da deposito/officina per le carrette in uso sulla linea. Nel video abbiamo parlato di 70.000 tra romani e turisti, senza citare, chiediamo venia, ovviamente i tantissimi pendolari della tratta extraurbana, i più sacrificati! 
La ferrovia ha inizio presso piazzale Flaminio a Roma e termina su Viale Trieste a Viterbo.
La linea, di proprietà della Regione Lazio, è interamente affidata ad ATAC, che vi opera in qualità sia di gestore dell'infrastruttura sia di impresa ferroviaria.
Offre due tipologie di Servizio: uno urbano e uno extraurbano. Il protagonista del nostro video è un treno urbano utilizzato anche da moltissimi turisti, in visita in città, che scelgono, non di rado, sistemazioni lungo l'asse della ferrovia, non aspettandosi minimamente di vivere una delle emozioni più forti che il TPL romano ha da offrire. Una vergogna indicibile. 
Il servizio urbano dovrebbe garantire, ma non lo è quasi mai, treni ogni 10/15 minuti, partendo dalla Stazione di Testa Flaminio con interscambio con la linea A ( per chi non è di Roma le due stazioni non sono collegate da sottopasso ma attraverso Piazzale Flaminio, tristemente noto per l'insistenza di un suq molto attivo alimentato da regolari ed abusivi, più volte contestato da Noi per la pericolosità della sua presenza nell'unica area di fuga, in caso di necessità di sfollamento immediato, di due Stazioni trafficatissime) fino alla Stazione di Montebello. Questo tratto gode di binario doppio ed è da tempo immemore che si parla di trasformazione in linea di tipo metropolitano, con  tutti gli investimenti ed aggiustamenti del caso. Sogno rimasto nel cassetto, in una città priva d'infrastrutture pesanti per il trasporto pubblico. Ennesima occasione mancata.
L'altro servizio, quello extra urbano, è praticamente da terzo mondo. Treni ogni 30 minuti nelle ore di punta, sempre se non si rompono o se non saltano corse, per un tempo di percorrenza disumano: 102 km in tre sfiancati ore! La Roma-Nord è una vasta infrastruttura che negli anni si è più volte dimostrata essere, nonoatante tutto, non solo un servizio utile ai cittadini del Lazio, ma anche un elemento caratterizzante della storia dei paesi che attraversa. Un patrimonio del genere meriterebbe l'attenzione che ogni ferrovia necessita, ossia la regolare manutenzione dei convogli e delle infrastrutture, nonchè investimenti per migliorare il confort e i tempi di percorrenza. Contrariamente a quanto auspicabile, la Regione Lazio ha lasciato in questi anni la tratta in uno stato di sostanziale abbandono: il rinnovamento della rete elettrica è stato interrotto a Civitacastellana, tant'è che proseguendo fino a Viterbo la linea aerea è sostenuta ancora dai pali originali del 1932. ATAC, poi, c'ha ovviamente messo del suo garantendo un servizio scadentissimo, con treni in condizioni come da video e tutto il peggio dell'inefficienza di quello che altri, ancora oggi, osano definire "fiore all'occhiello" della città di Roma.
Tirando fuori il naso dal Raccordo ci rendiamo subito conto di come altrove le cose vadano esattamente nella direzione opposta. In Capitali con paurose reti metropolitane, si sta lavorando, oggi, per conurbare i paesi e le città vicine, e lo si sta facendo attraverso il ferro che, a quanto pare, passato di moda non è!
 A Londra il portentoso Cross Rail e a Parigi  l'altrettanto mirabile Grand Paris: progetti su larga scala volti a connettere tutta l'area metropolitana che gravita intorno alle due città. A Roma siamo all'opposto. Considerato che manca proprio una visione complessiva di trasporto e che si va avanti con l'idea di una tranvia di quà, di una funivia di là, di un prolungamento di sù e di un filobus di giù: tutti progetti scollegati, privi di un'idea armonica e mancanti di un  corretto studio dei flussi. Volendo restare alla Nord e alla sua doppia valenza di servizio, il passo da fare sarebbe chiarissimo a qualsiasi amministratore attento: potenziare e migliorare la linea. Investirci sopra. Rendere realmente metropolitano il tratto urbano e ridurre i tempi di quello extraurbano, limitato dal binario unico e dalla tecnologia di inizio secolo. Certo, andrebbe anche fatta una seria razionalizzazione degli attori in campo, eliminando la Regione e passando la proprietà delle tre Ferrovie Concesse al Comune di Roma.
Noi, con la nostra pagina sui trasporti Romanderground, continuiamo a portare avanti la nostra idea di trasporti attraverso proposte, studi e anche semplici consigli che ci arrivano direttamente da parte dell'utenza.
Quello che non si discute è un fatto, incontrovertibile: Roma ha bisogno di ferro. Serve una rete metropolitana che funga da scheletro, da asse portante, sul quale appoggiare il resto dei sistemi di trasporti urbani, nell'ottica di una razionale integrazione degli stessi al fine di coprire tutto il vastissimo territorio cittadino. Eccezioni come la Nord e, per certi versi  la Lido, anche se Ostia è comune di Roma, con i suoi 28 km di rete, vanno trasformate in servizio di tipo metropolitano e in metro! Questa è l'unica strada da percorrere per risalire la china, per rendere più appetibile il traporto pubblico rispetto a quello privato. La decrescita felice e i NO a tutto affogano la città e il suo futuro in un maleodorante pantano. E' giusto che i romani abbiamo gli stessi standard dei cittadini delle altre Capitali Europee. Questo lo devono capire il Governo Nazionale, la Regione Lazio e la Giunta Raggi.  RR

Ci scrive una nostra utente, Storica dell'Arte: al Foro Romano entra chiunque. Controlli inesistenti. Pericolo per l'incolumità di Operatori e Turisti. Foto esclusive.

mercoledì 10 maggio 2017
Nell'Antica Roma il Foro era il punto nevralgico intorno al quale si sviluppava la città, e di conseguenza anche la vita cittadina.  Rappresentava il punto nevralgico in cui si incontravano il Cardo e il Decumano, i due assi viari principali, ed era un vero e proprio centro per il commercio, la religione e la politica. 
Custodisce testimonianze preziose e molto antiche.
I più monumenti più datati di carattere sacro, attribuiti dalla tradizione ai primi re di Roma, risalgono alla seconda metà del VI secolo a.C. mentre all'inizio della Repubblica (509 a.C.) vennero edificati il tempio di Saturno ed il tempio dei Dioscuri. 
La prima tribuna degli oratori, posta tra il Foro e il Comizio, risale probabilmente al V secolo a.C., e nel II a.C. sono state costruite quattro basiliche.
Sotto Cesare e poi Augusto il Foro ha subito molti cambiamenti. In epoca imperiale sorsero numerosi monumenti onorari: l'ultimo è la colonna dedicata all'imperatore Foca nel 608 d.C. Un luogo bellissimo, un tuffo nella storia. Tanto bello quanto insicuro.

Abusivi liberi di operare dentro al Foro Romano

Abusivi liberi di operare dentro al Foro Romano
A testimonianza dell'insicurezza all'interno del Foro ci scrive una nostra utente.

"Carissimi,
grazie per il vostro lavoro.
Sono una vostra affezionata utente, vi seguo sia su Facebook sia su Twitter. 
Sono uno Storico dell’Arte e scrivo articoli sulla mia materia e su Roma. Sono però anche l’amministratore unico della pagina Facebook  Iterarte

Vi invio due fotografie - pubblicate in un gruppo privato “Guide di Roma” - sulla presenza di venditori abusivi di cappelli ed altro, all'interno del Foro Romano -

Premesso che io spingo molto perché si denunci alla Polizia, a questo punto penso che si debba coinvolgere l’antiterrorismo, vista la facilità con la quale, ladri e venditori abusivi, entrano nel Foro.

Non è difficile immaginare cosa potrebbe accadere se entrasse un terrorista con un mitra.
I custodi, terrorizzati, fanno finta di non vedere ciò che accade.
Vi prego di farlo vedere voi.
Grazie"

 -
Ringraziamo la nostra amica che ci regala l'opportunità di tornare sul tema sicurezza al Foro Romano, che abbiamo più volte denunciato presso la nostra pagina facebook. 
I quesiti sono diversi e certamente incomprensibili: in primo luogo al Foro si entra con regolare biglietto e con controllo attraverso metal detector. Questo porta tutti a domandarsi come sia possibile che all'interno di esso s'introducano, così facilmente, venditori abusivi. Il personale all'ingresso chiude un occhio ed è connivente con il racket dell'abusivismo? Domanda lecita. Claudia fa anche riferimento a ladri: al Foro i visitatori vengono alleggeriti dei loro averi, senza neanche accorgersene! Tanto che, ci avvisa il nostro utente Diego Funaro, vengono diffusi per mezzo di altoparlante gli avvisi della presenza degli stessi nell'area.
Al Colosseo, di contro, ci sono rigidi controlli di sicurezza: tutti i visitatori, nonché il loro bagaglio, devono essere sottoposti a controlli. Per facilitare lo svolgimento dei controlli di sicurezza tutti gli oggetti posseduti (inclusi i telefoni cellulari) devono essere inseriti nella borsa/zaino o nell'apposita vaschetta da inserire nel radiogeno. E' vietato introdurre zaini da campeggio, borse ingombranti e valigie/trolley, mentre possono essere introdotti zaini a spalla di medie e piccole dimensioni, i quali dovranno essere sottoposti, come qualunque altra borsa, al controllo con il metal-detector. Non abbiamo mai avvistato un abusivo e non abbiamo notizia di ladri nell'Anfiteatro.
Cosa accade al Foro Romano? Come fanno ad entrare gli  abusivi e i ladri? 
Ha ragione da vendere la nostra amica, Storica dell'Arte, ad avanzare legittimi sospetti sul blando, per non dire inesistente, sistema di  sicurezza  all'interno del Foro: operatori e turisti non sono al sicuro. In tempi come questi, con allerta terrorismo sempre attuale, non è consentito un atteggiamento del genere da parte del personale preposto alla vigilanza e da parte delle Autorità. Aspettiamo che avvenga una tragedia per sentire i soliti vergognosi discorsi delle più alte cariche dello Stato e la solidarietà di quelle degli altri Paesi o iniziamo a coprire la falla? Noi veramente non riusciamo a capacitarci di come sia possibile che avvengano cose del genere. Siamo nati e raccontiamo le vicende di Roma dal 2009, ma riescono sempre a stupirci. Sempre! RR

"A ROMA NON CI SONO SOLDI!" ABBIAMO PIU' VOLTE SPIEGATO CHE NON E' COSI'. UN SOLO ESEMPIO A SOSTEGNO DELLA NOSTRA TESI.

lunedì 10 aprile 2017



Roma è la città dell'abusivismo conclamato, inarrestabile e osceno. Tra le varie forme di questa insana cultura,  ad ingrossare le fila dello sfregio alla città, ci sono anche, ed incredibilmente,  le Agenzie Immobiliari. Non bastavano infatti i serrandari, i traslocatori, i circhi quando arrivano in città, i locali che promuovono serate, le Associazioni che pubblicizzano sagre ed eventi, i gestori di telefonia, i politici nostrani e financo stranieri. No, non bastavano. Ci si sono messi anche loro.
In un comparto, quello della affissioni, completamente fuori controllo, le Agenzie Immobiliari, con proprio responsabile ma collegate a circuiti nazionali, si sono infilate alla grandissima nel sistema di pubblicità abusiva e illegale che ammorba la città. Un'apoteosi di "vendesi" e "affittasi", attaccati in ogni dove. Pochi controlli, pochissime multe.
Da quando è cominciata la crisi del mercato immobiliare, poi, sono diventati sempre più numerosi. In epoca Marino il comune ha cercato di correre ai ripari, emanando delle norme per il decoro urbano, inasprendo le sanzioni di chi le viola.  Norme e sanzioni rimaste solo sulla carta. In teoria: "avvisi al pubblico, riguardanti la locazione o la compravendita immobiliare, possano essere affissi esclusivamente sulle porte di accesso degli stessi immobili da locare o da vendere, purché di superficie non superiore ad un quarto di metro quadrato".  Tale norma viene regolarmente violata: i "vendesi" e gli "affittasi" sono ovunque e le dimensioni spesso non sono rispettate. La cosa fa parecchio incazzare. Anche qui, al solito, il problema è doppio: quello del degrado imposto (ci sono cartelli attaccati con fascette  sugli alberi, perfino sui segnali stradali!) e quello del mancato introito dovuto all'assenza di controlli e alla comminazione della relativa sanzione. Che è, almeno in teoria, abbastanza alta. Sempre dalla normativa in materia apprendiamo che il trasgressore è soggetto al pagamento di una sanzione pecuniaria di 412 euro per i committenti della pubblicità, e ad una multa da 50 euro per gli autori della violazione, oltre a dover sostenere le spese del procedimento. Solo rimanendo nel perimetro delle Agenzie Immobiliari  ci e vi chiediamo: quanti milioni di euro/anno non vengono recuperati?
C'è gente che va ancora dicendo in giro per Roma e sul Web che la città ha le casse vuote. Noi, in altro post, abbiamo elencato tutte le voci di mancato intervento che portano, giocoforza, la città a non avere quattrini.
Questa è una cosa per noi inconcepibile: non solo si deve mettere mano anche a questo comparto, regolamentandolo, ma si deve assolutamente essere rigidi sulle multe per chi sgarra. In questa città deve essere distrutta alla radice l'idea di "poter fare ciò che si vuole". Le norme vanno applicate, in tutti i settori; come avviene nelle altre Capitali Europee che, con i soldi recuperati, possono investire in servizi e infrastrutture. Senza questo passaggio, e senza un Corpo di Polizia Municipale realmente incisivo, Roma annasperà sempre e sempre sarà con i conti in rosso.
E' ora di far lavorare la macchina amministrativa e quella operativa sanzionatoria.  Altrimenti Roma non ha futuro. RR

ROMA HA UN TRASPORTO PUBBLICO DA TERZO MONDO. MOLTI VORREBBERO PRIVATIZZARE. I RADICALI PROPONGONO LA LIBERALIZZAZIONE: METTERE A GARA IL SERVIZIO APRENDOLO A PIU' SOGGETTI, STIMOLANDO LA CONCORRENZA.

giovedì 6 aprile 2017

Partiamo da un presupposto basilare: a Roma il Trasporto Pubblico Locale è da terzo mondo. Lo è per una serie di ragioni infinite che non basterebbe una intera enciclopedia  per spiegarlo. Definita, con quale coraggio?, fiore all'occhiello di Roma Capitale dall'attuale Sindaco, c'è la ferma intenzione, da parte di questa Amministrazione, di mantenere l'Azienda rigorosamente pubblica, cercando di migliorare, a noi sinceramente viene da ridere, il migliorabile. Partiamo da un punto: mai a Roma, lasciando le condizioni come sono, con Sindacati che spadroneggiano e con contratti di servizio mai rispettati, con il covo di fancazzisti che vi si cela al suo interno, con un'azienda in eterno rosso,  l'Atac potrà essere normalizzata. Poi ci sarebbe da ridiscutere i contratti integrativi del personale, mandare a casa tanti dirigenti fannulloni, riorganizzare il sistema degli appalti e così via. Tutti elementi, lo ribadiamo, che portano a una sola direzione: l'impossibilità, a queste condizioni, di rendere ATAC un'azienda normale. Se vi volete far prendere per il culo siete i benvenuti.  Servirebbe, se la si vuole mantenere pubblica,  rigirarla come un calzino e azzerare davvero tutto. Ma non lo si è fatto, non lo si fa, anzi si son venute a riconsolidare quelle posizioni di potere che il "povero" Rettighieri stava via via scardinando. Una restaurazione vera e propria: inaspettata e incomprensibile.
Nel dibattito cittadino, è sempre vivo il tema della Privatizzazione. Se ne parla sui bus stracarichi, se ne parla nell'eterna attesa degli stessi, se ne parla guardando arrivare i treni della Linea A, B e Lido arrivare ogni mattina lerci all'interno e graffitati all'esterno. Il conato sale e con esso balza alle stelle l'impossibilità, stando così le cose, di avvicinare i "maghinari" al mezzo pubblico. quindi di ridurre il traffico e di rendere la città meno dipendente dal mezzo privato. Questo non accade.  Anzi, avviene esattamente il contrario. Nella nostra "timeline" di facebook, mentre vi scriviamo,  un ex utente del TPL cittadino  ha appena postato una foto di un fiammante scooter appena acquistato con sotto un perentorio quanto chiaro commento: "ATAC VAFFANCULO! Questa purtroppo, cari amici, è la realtà dei fatti. Fermi oppositori della privatizzazione sono, in primis, i dipendenti: mai lasciare il certo per l'incerto specie se l'incerto ti farà sicuramente lavorare, ti creerà un meccanismo meritocratico che ti costringerà, giocoforza, ad alzare la testa dal giornale  o dalla tua partitina a  ruzzle. Si preferisce che a pagare sia  "Pantalone", ovvero il Comune, ovvero tu che ci stai leggendo. Del resto, come puoi avere i conti a posto se i  controllori sono una rarità e l’acquisto del biglietto un optional? Ma i sostenitori del No alla privatizzazione hanno un paio di argomenti da tenere in considerazione. Il primo: la privatizzazione è  impraticabile proprio perché le condizioni in cui versa l’Atac richiedono un intervento così profondo che nessun privato può esser in grado di fare. Il secondo, più fragile e tipicamente di moda oggi, è che il privato pensa solo al profitto e non avrebbe intenzione alcuna di migliorare il servizio. A scuotere ulteriormente il dibattito su privatizzazione si o privatizzazione no ci sono i radicali, i quali hanno fatto partire una campagna referendaria non per privatizzare ma per liberalizzare il servizio che sono due cose leggermente diverse. Secondo i radicali l'ATAC non va venduta a un singolo soggetto, pubblico (è sempre vivo l'interesse di Ferrovie) o privato, ma mettere a gara il servizio affidandolo a più soggetti, rompendo il monopolio e aprendo alla concorrenza. Le gare, secondo i radicali, stimolano le imprese, pubbliche o private che siano, a comportarsi in modo virtuoso, e l'apertura alla concorrenza introdurrebbe anche forme più moderne e innovative di trasporto. Da qui, l'idea di raccogliere le prime mille firme per un referendum comunale da sottoporre all'apposita Commissione. "Questa è la liberalizzazione, che non è privatizzazione. E forse con questo sistema - si augura il segretario dei radicali Capriccioli -, finalmente il Comune smetterà di fare quella cosa curiosa che consiste nel pagare sistematicamente le multe che Atac, in perdita, non può pagare quando viene sanzionata per non aver rispettato il contratto di servizio. Perché si tratta di un incredibile corto circuito, sempre a spese dei cittadini". A voi. RR

IL RIONE MONTI, E NON SOLO, VA PEDONALIZZATO. SI ANTEPONGA L'INTERESSE DELLA CITTA' A QUELLO DI POCHI! AVANTI TUTTA.

lunedì 3 aprile 2017
La splendida Fontana di Piazza Madonna dei Monti
 
 
Nel rione Monti, il quartiere più antico della città che diede i natali a Giulio Cesare, area dall'assoluto pregio storico dove si sviluppava l'antica 'Suburra' e dove ancora oggi si trovano testimonianze dell'epoca romana e barocca, in una successione di stili che copre 2500 anni di storia, è in atto una vera e propria battaglia tra chi vuole fortemente la pedonalizzazione del rione e chi invece ci si oppone. I contrari avevano tappezzato il quartiere di deliranti manifesti contro l'Isola Ambientale. I favorevoli li hanno prontamente strappati. Siamo arrivati a questo, nell'anno 2017! Cose che nemmeno all'Asilo.
Roma, ormai lo abbiamo imparato, deve la sua arretratezza a diversi fattori, non ultimo i famosi "comitati del No a prescindere" che nascono come funghi non appena si va ad intaccare l'orticello dell'interessato: nel caso specifico la possibilità dell'abitante l'antico quartiere di utilizzare la "maghina".  E' inutile fare tanti giri di parole, è inutile alzare un polverone dicendo che  i due nuovi varchi della ztl (a largo Magnanapoli e su via Panisperna) dove potranno accedere "solo i residenti e alcune categorie da decidere" sono un problema, è inutile enfatizzare l'impatto sul traffico dell'ipotizzata doppia corsia di marcia su via Panisperna (nel tratto tra via Milano e via Urbana) e dell'inversione di marcia tra via del Boschetto e via dei Serpenti, perché a far infuriare davvero molti dei residenti è soprattutto la 'perdita' di circa 100 posti auto, che però, come spiegato più volte, verrebbero 'recuperati' per i soli abitanti tra via Milano e via Cavour. E' una storia che si ripete: come si cerca di europeizzare questa città si vanno scovando financo fantomatici favoritismi a non specificati commercianti di zona  per fare accrescere loro gli affari. Una follia. Una follia certificata dai fatti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Essen: parte dell'area pedonale
 
Il concetto di Isola Pedonale ha, anche se non si direbbe, origini lontane. E' una situazione che crea vantaggi infiniti: la sua fruizione è riservata ai soli pedoni e alle biciclette. Aria meno inquinata e soglia del rumore abbattuta per via della mancanza di traffico. Dicevamo che le Isole Ambientali hanno origini antiche: esse nascono paradossalmente con il boom delle automobili, ovunque, tranne che nel nostro Paese. Il primo progetto è addirittura più datato: anno 1926, Essen, Germania. Poi dal 1953 in poi, lentamente ed inesorabilmente, le isole pedonali si sono imposte in tutta Europa: a Rotterdam proprio in quell'anno; qualche decennio dopo Copenhagen, dove dal 1962  si iniziò con la pedonalizzazione di un'area centrale pari a 15.800 metri quadrati, e progressivamente allargata, per giungere, nel 2000, ad una estensione di quasi 100.000 metri quadrati. La strada principale nel cuore della città, Stroget, attrae ogni anno oltre 80.000 visitatori al giorni nei mesi estivi. E si, peché le pedonalizzazioni, ovunque, non portano degrado e violenza, ma ricchezza, qualità della vita e benessere. Un esempio su tutti? Neuhauser Strasse e Kaufingerstrasse a Monaco di Baviera, diventato in brevissimo tempo uno dei centri commerciali più ricchi e famosi al mondo. Potremmo continuare all'infinito, parlando di Vienna, Parigi, Madrid, Lisbona, Berlino, Londra: tutte capitali con vastissime aree riservate solo a pedoni e ciclisti e offlimits alle auto. Tutti esempi di successo, di gradevole impatto visivo e fortemente voluti da chi vi risiede. Solo a Roma troviamo il fenomeno contrario. A Madrid la gente scende in piazza perché pretende almeno una fermata della Metropolitana nel proprio quartiere, qui si fanno i comitati No-Metro! Un buon amministratore, ed in questo ambito specifico i cinquestelle con Enrico Stefàno, pare stiano tenendo la barra dritta, devono sapere dire di no, devono avere un'idea di città che sia per il bene di tutti e non di poche centinaia di cittadini. Va anteposto l'interesse dei molti contro quello dei pochi. Allora avanti a tutta forza con la pedonalizzazione del Rione Monti e non solo. Si individuino aree pedonali in ogni Municipio: la città non potrà che trarre grande beneficio facendo qualche passettino verso quell'Europa che ormai vediamo lontana ma che ci piace visitare ed apprezzarne gli aspetti più gradevoli, tra cui le pedonalizzazioni. Appunto. RR.
Veduta aerea di Neuhauser Strasse  a Monaco

I CINQUESTELLE E LA LOGICA DEL "CI METTO UNA PEZZA" - LAVORI STRAORDINARI PER IL 60° DEI TRATTATI DI ROMA. IL ROMANO NON HA DIRITTO ALL'ORDINARIO! PERCHE'?

domenica 19 marzo 2017

Incredibile ma vero: Pinuccia Montanari, assessore all'Ambiente, posta su facebook le foto di una serie di interventi a carattere STRAORDINARIO, effettuati in questi giorni a Roma. Il motivo di tutto questo lavorio è uno: le celebrazioni per il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, in programma il 25 marzo. Scrive Montanari: "il Servizio Giardini di Roma Capitale ha effettuato interventi straordinari di manutenzione e pulizia in 30 aree verdi. Gli interventi sono stati effettuati a: Fori imperiali, Bocca della Verità, Lungotevere Aventino, Circo Massimo, via delle Terme di Caracalla, Colosseo – Colle Oppio, Largo Agnesi, Aventino, San Giovanni (Carlo Felice – Santa Croce), Gianicolo, Pincio, Quirinale, Villa Aldobrandini, Castel Sant’Angelo (giardini), Via Veneto (aiuole), Piazza di Spagna, Navicella, Via dei Cerchi, Piazza dell’Emporio, Largo di Santa Susanna, Piazza Vittorio, Parco della Resistenza, Villa Borghese, Villa Doria Pamphjli, Via Gabriele D’Annunzio, Porta San Pancrazio, Piazzale Clodio, San Paolo del Brasile, Villa Gordiani, Via Cassia, e presso il Roseto Comunale. Impiegati 100 operatori e tecnici del Servizio Giardini dotati di mezzi speciali: quattro camion con autoscale, sette trattori, cinque motocimatrici, tre camion dotati di pinze caricatrici."
Le domande: perché, anche i cinquestelle, non riescono a uscire dalla logica dell'emergenza? Perché il romano, che paga regolarmente le tasse, deve aspettare le celebrazioni per il  60°  anniversario della firma dei Trattati di Roma per vedere "straordinariamente" ripulite tutte le aree elencate dalla Montanari? Prima e dopo i trattati non ne ha  diritto? Questo modo pezzottaro di far politica credevamo fosse finito con l'arrivo del MoVimento al potere. Manca, è evidente, una programmazione strutturata nella cura delle aree verdi e ci si affida dunque alla solita, cara, vecchia, straordinarietà che ha la durata limitata nell'evento. Nasce e muore lì. Torneremo a visionare le zone così solertemente ripulite su ordine della Montanari qualche settimana dopo la fine delle celebrazioni. Scommettete che troveremo sempre la solita monnezza? RR
 VERGOGNA!

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