
Organizziamo un blitz all'Esquilino!

Scenette grottesche

Che Roma fosse una città assolutamente fuori da ogni logica lo sapevamo da tempo. Ma evidentemente non siamo mai preparati abbastanza. A volte questa nostra città riesce ancora a sorprenderci con delle chicche inaspettate. Come nel caso di questa foto grottesca che abbiamo scattato nel quartiere Aurelio, e con la quale chiudiamo in "bellezza" la settimana. Un'insegna che pubblicizza un garage dotato di officina piazzata esattamente sopra al cartello stradale comunale. Ammetto che alla sua vista ci è scappato un po' da ridere. Un accrocco simile evoca scenari sudamericani, non certo di una Capitale europea. Il bello è che noi siamo assolutamente certi, strasicuri, che il cartello in questione sia assolutamente regolare. Ed è proprio questa la cosa grave. In questa città non esiste il concetto di arredo urbano. Non esistono regole, non ne sono esistite per troppo tempo e, in molti casi, non ne esistono ancora oggi, nemmeno per quanto riguarda le istallazioni della cartellonistica. Tutto è lasciato al caso, all'improvvisazione. E così il cartello che indica la strada, Via Giovanni Devoti, è mortificato, umiliato, relegato in un angoletto. Sfugge alla vista anche dei più attenti. Per giunta risulta pure mezzo affumicato dallo smog, e anche volendo risulta davvero difficile leggere il nome della strada impresso sul marmo. Nemmeno a dargli una lavata son capaci. Notevole anche il contorno di degrado: i soliti adesivi abusivi dei traslocatori, le tag sulla saracinesca e sul muro del palazzo, le auto in doppia fila. A Roma non ci facciamo mai mancare nulla. In fatto di degrado siamo sempre i primi della classe. Per noi ormai è normale assistere a simili scene. Ignoriamo del tutto la immane, gigantesca figura di merda che facciamo quando un cittadino di un paese civile assiste a simili scenette grottesche.
Passeggiata anti-volantini a Monteverde
Passeggiata antidegrado estemporanea per le vie del quartiere Monteverde. A finire nelle nostre mani, un centinaio di volantini pubblicitari abusivi e altrettanti depliant di supermercati. Il materiale cartaceo "sequestrato", a fine giornata, è imponente. Segno che la delibera anti-volantinaggio da sola non basta affatto ad arginare un fenomeno di malcostume tanto radicato. Servono pene più pesanti e servono più controlli. Mentre eravamo all'opera, due vigili, intenti a passeggiare allegramente lungo Via Ozanam, ignoravano i volantini sui tergicristalli e perfino le auto in doppia fila, che quotidianamente creano ingorghi nel quartiere. Ulteriore segnale, qualora ce ne fosse ancora bisogno, del fatto che non possiamo contare sulla buona volontà delle forze preposte ad occuparsi di questi problemi. Ci affidiamo quindi solo ai cittadini, ed è per questo che continuiamo a chiedervi di contattarci e di proporvi anche voi personalmente per le successive passeggiate antidegrado. Ma non nutriamo particolare fiducia, se è vero che anche il cittadino romano medio è ormai completamente assuefatto da questo schifo. I depliant dei supermercati li abbiamo trovati abbandonati su un muretto, altri per terra, a fianco al tappetino davanti al portone di un palazzo condominale. Una signora esce dal portone proprio mentre stiamo sequestrando il materiale in questione. Ci chiede perché lo stiamo portando via, le rispondiamo che a noi non piace che i supermercati si sponsorizzino lasciando a terra decine di depliant, alla mercé del vento. Ci dà ragione, ma ci chiede ugualmente di lasciarle un depliant, perché "io devo fare la spesa e voglio vedere le offerte". Accettiamo. Ma è l'ennesima conferma che ai cittadini, tutto sommato, lo status quo va bene. Nel complesso, comunque, è stato un bell'intervento di pulizia. Si accettano proposte per la prossima passeggiata antidegrado. Contattateci!
Italgas devasta Trastevere
Le immagini raccapriccianti che vedete non si riferiscono al passaggio di Attila e del suo esercito di Unni. Questi sono i lavori di (letteralmente, com'è scritto nel cartello) "ripristino del manto stradale" dell'Italgas, a seguito della sostituzione delle tubature. Un lavoro che definire fatto con i piedi è un eufemismo. Perfino la dicitura "ripristino del manto stradale" dovrebbe essere oggetto di denuncia. L'Italgas ha letteralmente devastato il manto stradale delle strade di Trastevere, tra le più belle e pittoresche del rione. Strade per giunta rifatte da poco e già mortificate dal passaggio dell'operaio barbaro. Dove sono finiti i sanpietrini? Chi pagherà il loro ripristino? Pagherà il Comune, e quindi NOI, di tasca nostra? E' questa la qualità degli interventi dell'Italgas? E nel frattempo (passeranno mesi, se non anni, lo sappiamo) chi pagherà per i danni di immagine di questo vomitevole lavoro fatto con il buco del culo? Italgas peggio di Attila. Nessun altro sarebbe stato in grado di devastare, mortificare, umiliare in questo modo un intero quartiere. Chiudiamo raccontandovi la terribile sensazione di abbandono che si coglie nella strada. Non si vede nessun operaio all'opera. E' almeno un mese che quelle strade sono ridotte così, in quelle barbare condizioni. Ma la Polizia Municipale non ha mai chiesto chiarimenti in merito? Chi è che deve occuparsene? A chi è possibile segnalare questo terrificante disservizio? Tutte domande di fronte alle quali il cittadino comune deve rassegnarsi a non avere risposta. Viviamo in una città incivile, degna Capitale di un Paese invicile. Da noi i lavori si fanno così, con i piedi. Da noi le grandi aziende devono spendere il meno possibile, e i cittadini devono pagare per loro. Una strada rifatta oggi, ridevastata domani e che verrà risistemata chissà quando. L'importante è farci mangiare qualcuno, a spese nostre ovviamente. Guardate che schifo, nemmeno a Baghdad rifanno le strade così. Nemmeno una granata...
La legge della giungla
A Roma ormai può capitare di tutto. Per chi non lo avesse ancora capito, la città è sempre più nelle mani di cafoni, burini e mafiosotti. La legge, a Roma, non esiste più. Chi è più sveglio, cattivo, e fio de 'na mignotta, si prende tutto. Capita così, da un giorno all'altro, di veder spuntare, nell'orgia zozzona cartellonara, fantomatici mostri 8x3. Si, avete capito bene. Non stiamo parlando dei 6x3 che già a suo tempo Walter Veltroni mise al bando, ma di un nuovo formato inedito, ancor più raccapricciante nella sua cafonaggine estrema. Un formato da paese sudamericano, un formato che esiste solo a Roma. Ventiquattro metri quadrati di merda. Ma com'è stato possibile tutto questo? Il meccanismo in realtà è molto semplice: si prendono due cartelloni 4x3, li si pone uno di fianco all'altro (cosa vietata dal codice della strada) e di notte si paga quattro avanzi di galera per saldarli insieme, e il gioco è fatto. E così Roma torna di colpo indietro di vent'anni. Veltroni mise al bando i 6x3, arriva Alemanno ed ecco che ti spuntano gli 8x3. Un bel salto di qualità, non c'è che dire. E la città, anziché avvicinarsi agli standard del mondo civile (lontani anni luce dalla nostra cafonaggine), regredisce sempre più alla condizione di anarchia primordiale, magna magna generale, "prendi i soldi e scappa". Attendiamo con curiosità la nascita di nuovi formati ancor più mostruosi. Perché non un 8x6? O un 16x9, formato widescreen? Le combinazioni possibili sono infinite, e già i cartellonari si fregano le mani. In una città incivile e senza amministrazione questo è quello che dobbiamo aspettarci. Le foto sono state scattate da Francesco nel quartiere Portuense e postate sul blog Basta Cartelloni a Roma. Vi segnalo che la denuncia è comparsa pure sul Corriere della Sera, in un bell'articolo corredato di foto agghiaccianti firmato da Carlotta De Leo, in cui si parla anche della sanatoria dei manifesti abusivi.
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