Pausa gelato? Siamo alle solite...
Ormai queste notizie non ci stupiscono più. Basta vedere il far-west imperante in città per capire quale sia il grado di efficienza della Polizia Municipale a Roma. La buona notizia è che almeno i cittadini reagiscono, anche in maniere veemente e con toni accesi, fregandosene della minaccia di una denuncia per oltraggio (?) a pubblico ufficiale. Come se chiedere conto della propria maleducazione costituisse un "oltraggio". L'altra buona notizia è che probabilmente arriverà un provvedimento disciplinare, dato che lo sputtanamento è arrivato ai giornali e si deve in qualche modo salvare la faccia. Perché i dialoghi riportati nell'articolo del Corriere della Sera sono degne di Totò e Peppino. Invitiamo i lettori del blog a segnalare la presenza di auto della Municipale in sosta vietata e a inviarci le foto.
L'ignobile mangiatoia di Castel Sant'Angelo
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Riprendiamoci Roma
alle
09:00
Sabato scorso il Comitato Basta Cartelloni ha organizzato la rimozione di un cartellone abusivo posizionato proprio a ridosso di Castel Sant'Angelo (qui il primo articolo di denuncia). Un intervento che è stato reso possibile grazie all'intervento di Antonella De Giusti, Presidente del XVII Municipio. Dal Comitato arriva anche la denuncia: il costo degli interventi di rimozione, pari a circa 300 euro, è quasi sempre a carico dei cittadini. Come se non bastasse l'IMU, le oltre cinquemila rimozioni di cartelloni che Bordoni ha annunciato per l'anno in corso costeranno un milione e mezzo di euro, gran parte dei quali graverà sul portafoglio dei romani. Il tutto per rimuovere cartelloni abusivi che, nel volgere di poche settimane, verrano ripiantati nello stesso luogo. Ovviamente nell'indifferenza e nel menefreghismo generale.
Ma non è tutto. Il filmato evidenzia soprattutto l'oscena, grottesca mangiatoia che ogni giorno insudicia una delle aree di pregio del centro storico di Roma. L'area tra Castel Sant'Angelo e San Pietro è quotidianamente apparecchiata, come fosse una tavolata all'aperto di una fraschetta dei Castelli. Nel variopinto esercito di sbandati che occupano l'area c'è di tutto, dai pataccari, ai venditori di mutande, calzini e borse taroccate, gli ombrellai, i gladiatori e i centurioni ormai moltiplicatesi e sparsi per tutta Roma, manco fosse carnevale. Un osceno banchetto degno di Trimalcione, parto dalla peggior politica pataccara che copre e anzi favorisce questo mercimonio di zozzerie. Guardatevi le scene vergognose mostrate in questo video. Una immane, colossale figura di merda quotidiana agli occhi dell'umanità intera.
Storie di ordinaria follia a Incivilia
Leggetevi bene questo articolo allucinante del Messaggero. Eradicare l'abusivismo da Incivilia, in qualsiasi forma esso si manifesti, è un imperativo imprescindibile.
ROMA - Insultata e minacciata: Nathalie Naim, consigliere dei verdi al I municipio denuncia di essere stata aggredita verbalmente e presa a parolacce dal gestore di un bar in via dei Serpenti, mentre era con il figlio di 10 anni. «È stata una scena di una violenza inaccettabile, e non è la prima volta che vengo minacciata». Nathalie Naim racconta che sabato scorso stava accompagnando il figlio ai giardinetti, quando si è dovuta fermare all’incrocio tra via dei Serpenti e via delle Frasche perché un treppiedi che reggeva un enorme cartellone pubblicitario piazzato sul marciapiedi, le impediva il passaggio.
La lite. «Sapevo che quel cartellone era abusivo - dice Naim - per questo sono entrata nel bar accanto e ho detto al gestore di spostare il cartellone. L'uomo ha reagito con una violenza davvero inaudita, ha incominciato ad insultarmi e mi ha anche spintonata per farmi uscire dal bar, dicendo che dovevo arrangiarmi, lui non avrebbe alzato un dito, e se volevo passare avrei dovuto aggirare il cartellone». Per niente intimorita, il consigliere municipale esce dal locale e sposta il cartellone addossandolo al muro.
Gli insulti. «Questo ha fatto andare quell'uomo di nuovo su tutte le furie - continua Nahim - perché è uscito dal bar e ha incominciato ad urlare che lì era tutto suo. Il muro del palazzo dove avevo appoggiato il cartellone gli apparteneva e pure il marciapiedi era di sua proprietà. Mi ha detto che ero una t... e che lo vessavo». Il consigliere dice che il gestore del bar sapeva chi fosse, perché mentre la insultava, faceva continui riferimenti al suo lavoro e alla lotta all’abusivismo che lei porta avanti da tempo.
L'inseguimento. «Mi ha detto che facevo scena solo per guadagnare voti - dice Naim - e che sarebbe venuto ad aspettarmi sotto casa, che i voti li avrei presi in chiesa. Spaventata mi sono rifugiata con il bambino nella sede dei carabinieri della Banca d’Italia, che si trova lì vicino. Ma l'uomo ci ha seguiti, aveva in mano una bottiglia e continuava a minacciarmi dicendo che mi avrebbe ammazzata. Sono arrivati 5 carabinieri, hanno cercato di calmarlo, ma il gestore del bar continuava ad inveire contro di me. Quello che più mi ha fatta stare male, è stato vedere il terrore negli occhi di mio figlio. La notte non riusciva a dormire, aveva paura che quell'uomo venisse a casa nostra per farmi del male».
Il consigliere e il bambino sono stati scortati dai carabinieri in servizio alla Banca d'Italia, fino alla stazione Viminale, dove Nathalie Naim ha sporto querela: «Vivere a Monti è diventato un problema - dice - per l'occupazione prepotente di ogni spazio pedonale e della totale impunità di chi commette gli abusi. Poco tempo fa l'associazione Liberamonti aveva organizzato presso il cinema Detour, una riunione proprio su questo tema, con la proiezione che riprendeva le tante situazioni di criticità del rione Monti. Nel clima violento che si è creato non accettare di subire la prevaricazione, significa rischiare di essere aggrediti.
P.Vu. - Il Messaggero
ROMA - Insultata e minacciata: Nathalie Naim, consigliere dei verdi al I municipio denuncia di essere stata aggredita verbalmente e presa a parolacce dal gestore di un bar in via dei Serpenti, mentre era con il figlio di 10 anni. «È stata una scena di una violenza inaccettabile, e non è la prima volta che vengo minacciata». Nathalie Naim racconta che sabato scorso stava accompagnando il figlio ai giardinetti, quando si è dovuta fermare all’incrocio tra via dei Serpenti e via delle Frasche perché un treppiedi che reggeva un enorme cartellone pubblicitario piazzato sul marciapiedi, le impediva il passaggio.
La lite. «Sapevo che quel cartellone era abusivo - dice Naim - per questo sono entrata nel bar accanto e ho detto al gestore di spostare il cartellone. L'uomo ha reagito con una violenza davvero inaudita, ha incominciato ad insultarmi e mi ha anche spintonata per farmi uscire dal bar, dicendo che dovevo arrangiarmi, lui non avrebbe alzato un dito, e se volevo passare avrei dovuto aggirare il cartellone». Per niente intimorita, il consigliere municipale esce dal locale e sposta il cartellone addossandolo al muro.
Gli insulti. «Questo ha fatto andare quell'uomo di nuovo su tutte le furie - continua Nahim - perché è uscito dal bar e ha incominciato ad urlare che lì era tutto suo. Il muro del palazzo dove avevo appoggiato il cartellone gli apparteneva e pure il marciapiedi era di sua proprietà. Mi ha detto che ero una t... e che lo vessavo». Il consigliere dice che il gestore del bar sapeva chi fosse, perché mentre la insultava, faceva continui riferimenti al suo lavoro e alla lotta all’abusivismo che lei porta avanti da tempo.
L'inseguimento. «Mi ha detto che facevo scena solo per guadagnare voti - dice Naim - e che sarebbe venuto ad aspettarmi sotto casa, che i voti li avrei presi in chiesa. Spaventata mi sono rifugiata con il bambino nella sede dei carabinieri della Banca d’Italia, che si trova lì vicino. Ma l'uomo ci ha seguiti, aveva in mano una bottiglia e continuava a minacciarmi dicendo che mi avrebbe ammazzata. Sono arrivati 5 carabinieri, hanno cercato di calmarlo, ma il gestore del bar continuava ad inveire contro di me. Quello che più mi ha fatta stare male, è stato vedere il terrore negli occhi di mio figlio. La notte non riusciva a dormire, aveva paura che quell'uomo venisse a casa nostra per farmi del male».
Il consigliere e il bambino sono stati scortati dai carabinieri in servizio alla Banca d'Italia, fino alla stazione Viminale, dove Nathalie Naim ha sporto querela: «Vivere a Monti è diventato un problema - dice - per l'occupazione prepotente di ogni spazio pedonale e della totale impunità di chi commette gli abusi. Poco tempo fa l'associazione Liberamonti aveva organizzato presso il cinema Detour, una riunione proprio su questo tema, con la proiezione che riprendeva le tante situazioni di criticità del rione Monti. Nel clima violento che si è creato non accettare di subire la prevaricazione, significa rischiare di essere aggrediti.
P.Vu. - Il Messaggero
Iniziativa Retake Roma a La Storta
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Riprendiamoci Roma
alle
10:00
Cominciamo la settimana segnalandovi una iniziativa promossa da Retake Roma. Giovedì 14 giugno si svolgerà una "maratona di pulizia" a La Storta. Parteciperanno all'evento 60 ragazzi dell'Istituto St. George's, coadiuvati dall'AMA e da una squadra di PICS. Verranno pulite strade, giardini, rimosse affissioni abusive e ogni altra forma di degrado. L'evento è aperto a tutti, per cui invito tutti i lettori del blog a partrecipare. L'appuntamento è per giovedi 14 giugno alle ore 10 in Via Cassia presso La Storta, davanti al cancello della scuola St. George's. Accorrete numerosi e portate spatoline, taglierini, sacchi neri e tutto l'occorrente antidegrado!
Riprendiamoci Castel Sant'Angelo
MANIFESTAZIONE - SABATO 9 GIUGNO, ORE 10:30 - CASTEL SANT'ANGELO
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del blog Basta Cartelloni: Il cartellone piantato davanti Castel Sant'Angelo è l'ennesimo atto di arroganza e di sfregio verso il patrimonio e la bellezza di Roma. Una ditta che dovrebbe essere stata radiata continua a piantare pali e a raccogliere pubblicità e guadagni nella totale ignavia dell'amministrazione. Sabato 9 giugno, a partire dalle ore 10:30, manifesteremo davanti a Castel Sant'Angelo per chiarire a chi crede di poter usare la città come il piazzale di smercio del suo negozio, che i cittadini continueranno a lottare per la difesa del decoro.
Castel Sant'Angelo sta morendo. Soffocato da un abusivismo commerciale incontrollabile e da un'incuria totale. Il cartellone che da tempo involgarisce uno degli angoli più belli di Roma è solo l'ultima inaccettabile offesa alla nostra città e alla nostra storia. In questo paese ridicolo per aprire un'attività lecita, magari di qualità, di quelle che riqualificano un quartiere, occorre passare per le fauci del diavolo in persona. Invece per piantare un immondo cartellone a pochi metri da uno dei monumenti simbolo di questa città basta schioccare le dita, far venire quattro operai "de notte", "de nascosto", e in quattro e quattr'otto si pianta il palo. La città di Roma è stata piegata, messa in ginocchio e ridotta a una ignobile, vergognosa mangiatoia. E' ora di sparecchiare la tavola e di riprenderci la nostra storia.
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