La solita pattumiera

lunedì 11 gennaio 2010


Diciamoci la verità, quanti di voi pensavano che la raccolta porta a porta in centro, tanto sbandierata dall'AMA e presentata come una vera e propria "rivoluzione", avrebbe funzionato? Noi eravamo scettici fin dall'inizio, fin da quando abbiamo visto come l'AMA ha pubblicizzato la sua "rivoluzione": con manifesti appiccicati con lo scotch marrone da imballaggio sui portoni e sui muri del centro di Roma. Una roba da far attorcigliare le budella. Ma non è questo l'unico motivo che ci spinse a dubitare della riuscita dell'inizitiva. Il problema principale che sta alla base di questo catastrofico fallimento è che la raccolta porta a porta interessa solo i residenti (tra l'altro con frequenze di raccolta troppo basse) e non i commercianti. I quali continuano imperterriti a trasformare Roma in una immensa Malagrotta a cielo aperto. E gli abitanti che fanno? Ovviamente si adeguano, fregandosene della rivoluzione dell'AMA. Le immagini che vedete qui sopra sarebbero più che sufficienti (in un paese civile, si intende) a far cadere qualche testa. A Roma no. Qui se volemo tutti bbene, e quindi si metabolizza tutto, anche un fallimento catastrofico come questo. In tutta sincerità, girando per il centro non abbiamo notato nessuna rivoluzione. Forse c'è stato un lievissimo miglioramento in certi rioni, ma si fa davvero si fa faticia ad avvertirlo. Il turista in visita a Roma continua ad assistere ad uno spettacolo agghiacciante, tra muri devastati dai graffiti e strade trasformate in discariche diffuse. Per un turista venuto da un paese civile è davvero difficile godersi le bellezze della nostra città.

Il Fu Ponte Sisto

venerdì 8 gennaio 2010


Il nostro viaggio negli orrori romani continua. Qui ci troviamo a Ponte Sisto, uno dei ponti più belli e suggestivi di Roma, che unisce Piazza Trilussa alla ormai famigerata Via dei Pettinari. Guardate in quali condizioni di orrendo degrado si trova. Ma questo è niente. Provate a passarci la sera e vi ritroverete a dover fare lo slalom tra punkabbestia, bottiglie, siringhe e residui di cibo. In certi periodi dell'anno vi stazionano fissi anche un paio di venditori (abusivi) di pannocchie, con tanto di tavolaccio di legno arrangiato alla bell'e meglio. Un contesto di degrado assoluto in pieno centro storico. Ponte Sisto fu costruito nel rinascimento in piena epoca di renovatio urbis, in uno dei momenti più splendenti dal punto di vista artistico, architettonico e urbanistico di Roma. All'epoca era il solo ponte di epoca post romana a congiungere le due sponde del Tevere, pensato e realizzato come collegamento ideale tra Via Giulia e Via della Lungara. Fino al 1994 il ponte era in queste condizioni (vedi in alto a sinistra), privo delle balaustre e ricoperto da una demenziale, orripilante gabbia di metallo, segno di quanto noi italiani (e in special modo noi romani) teniamo in considerazione il nostro patrimonio artistico. Restaurato per il Giubileo, Ponte Sisto ha vissuto la sua "rinascita" durata non più di una decina d'anni. Da qualche anno a uqesta parte il ponte si è trasformato in uno degli angoli più malfamati e degradati di Roma, nell'indifferenza più totale. Pensare che da qui si gode pure una bella vista sul Cuppolone.

Quanto eri bella Roma...

mercoledì 6 gennaio 2010


Nei giorni scorsi un nostro lettore, Claudio, ci ha inviato alcune foto decisamente eloquenti che documentano lo stato di degrado delle strade di Roma. Come giustamente dice il nostro amico lettore, le immagini parlano da sole e ogni commento risulterebbe puramente superfluo. Tuttavia soffermiamoci ad analizzare caso per caso tutto quello che non va. In queste immagini c'è di tutto, un campionario ben assortito degli orrori romani. L'insegna del nuovo negozio "Bali Way", orribilmente degradante e di cattivissimo gusto, anche in considerazione del contesto ambientale in cui si trova (Via dei Giubbonari); l'auto abbandonata e bruciata che nessuno si cura di rimuovere; e ancora, i cumuli di monnezza abbandonati ovunque, le tag, i manifesti affissi, strappati, accartocciati, ovunque. Infine una chicca: la stazione Val D'aia, aperta da una settimana appena e già vandalizzata dai "civilissimi" barbari che abitano nella città di Roma. Un campionario di degrado a tutto tondo in cui non si sa più da che parte guardare per recuperare uno scampolo di atmosfera storica, un barlume di bellezza artistica, in questa città che tutto il mondo ci invidia e che noi teniamo peggio di un porcile. Ormai i romani si sono abituati a questo degrado e neanche lo notano più. Volete un esempio? Il cumulo di monnezza che vedete in una delle foto si trova davanti a una stazione dei Carabinieri, i quali ogni giorno assistono impassibili all'accatastarsi dei sacchetti della discarica abusiva a cielo aperto lasciati dai civilissimi ristoratori romani.

VII Passeggiata Antidegrado: Via dei Pettinari

lunedì 4 gennaio 2010


Via dei Pettinari è una delle strade più degradate del centro storico di Roma. Non a caso è la strada che congiunge i due luoghi simbolo della movida romana, Trastevere e Campo de' Fiori. Logico pensare che una strada con caratteristiche simili sia soggetta ad ogni possibile forma di vandalismo. La passeggiata antidegrado di dicembre si è svolta qui, in Via dei Pettinari e nei vicoli limitrofi. Le foto documentano l'incredibile stato di degrado della strada. Ogni palazzo, ogni saracinesca, ogni vetrina è ricoperta dai graffiti, non c'è niente che sfugga alla furia dei barbari vandalizzatori. E anche i muri ripitturati di fresco hanno sopra decine e decine di tag. Il nostro intervento si è limitato a una serie di foto denuncia scattate negli angoletti più "caratteristici", nella defissione di una decina di avvisi di vendesi e di una quarantina di volantini, tra cui alcune nostre "vecchie conoscenze", e la raccolta di una manciata di bottiglie abbandonate. Inutile dire che la zona meriterebbe un intervento di pulizia ben più massiccio. La situazione è realmente indescrivibile, in certi angoletti per ristabilire un po' d'ordine servirebbe l'esercito. Intanto sono aperte le votazioni per la prossima passegiata antidegrado. Invito tutti coloro che esprimono il loro voto a partecipare attivamente alla passeggiata. Noi speriamo che la nostra ondata positiva possa espandersi e fare proseliti e che il 2010 sia l'anno buono per cominciare a cambiare veramente qualcosa. Questo mese ne vedremo delle belle.

Il 2010 dei Romani D.O.C.

venerdì 1 gennaio 2010

Apriamo questo 2010 augurando un buon anno a tutti i lettori del blog e a tutti i blogger antidegrado della capitale, sperando che questo sia l'anno buono per cominciare finalmente a cambiare qualcosa in meglio nella nostra città. Qualche giorno fa Les ci ha segnalato un interessante articolo del Messaggero dedicato ai buoni auspici di inizio anno per la città di Roma da parte di alcuni romani D.O.C.: da Francesco Totti a Fabio Firmani, da Enrico Brignano a Maurizio Battista. Tutti concordi nel chiedere maggiore ordine, maggiore pulizia, un maggiore senso di appartenenza. A questo punto non posso fare a meno di chiedermi perchè questi "romani D.O.C." non abbiano mai speso una parola per la loro città, non si siano mai fatti portavoce di nessuna iniziativa in sua difesa. Eppure la loro voce avrebbe un peso non indiffferente. I personaggi simbolo di Roma se ne sono sempre stati in silenzio. Non solo. I faccioni di Brignano e Battista li vediamo tutti i giorni stampati sui manifesti appiccicati sui pali della luce e dei semafori o sulle gigantografie degli odiati 6x3. Le scritte su Totti, sulla Roma e sulla Lazio ormai ricoprono ogni muro. Ma nella melassa buonista alla "volemose bbene" dell'intervista di fine anno, nessuno lo ha fatto presente. Nella speranza che questi "romani D.O.C." si diano una svegliata, rinnovo gli auguri agli unici veri romani D.O.C. che conosco, i blogger antidegrado, che a loro spese contribuiscono ogni giorno alla tutela del decoro di questa nostra città.

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