Compro Oro, creo degrado

giovedì 7 giugno 2012

Credo non ci sia bisogno di commentare. Qui siamo in via dei Pettinari, in pieno centro storico, a pochi metri da Via Giulia e da Campo de' Fiori. Quell'insulso catafalco giallognolo che vedete sulla destra, ovviamente abusivissimo, si trova addossato al fianco sinistro della meravigliosa chiesa di Santissima Trinità dei Pellegrini (opera del geniale architetto Francesco De Sanctis, lo stesso che due anni dopo realizzò la Scalinata di Trinità dei Monti). Al di là del vergognoso quadretto, al di là di ogni possibile considerazione sull'invasione dei "Compro Oro", ci chiediamo: come è stato possibile tutto questo? Perché nessuno si indigna?

Una discarica al Colosseo

mercoledì 6 giugno 2012


Ormai quando dall'estero pensano all'Italia la prima cosa che viene in mente nell'immaginario collettivo è la monnezza. Italiano = monnezza, è una facile equazione. E gli abitanti del mondo civilizzato non hanno tutti i torti. Non è un caso che a Roma ancora oggi nel 2012 si discuta di dove realizzare una nuova discarica per sommergere i nostri rifiuti. Ma la monnezza a Roma non finisce solo nella discarica. E' sparsa ovunque, attorno ai cassonetti esanimi, lungo le strade, sui marciapiedi, dentro ai giardini comunali, perfino in centro storico. Perfino al Colosseo. Leggetevi questo terribile articolo denuncia di Repubblica. E poi guardatevi il video qui sopra. Vomitate pure liberamente alla vista della sconcia, pornografica discarica di calcinacci e monnezza abbandonati a cielo aperto davanti al monumento simbolo della città "da almeno una settimana". Lavori fatti a regola d'arte e senza dubbio rispettosi del contesto. Di qui è passata pure la ridicola "parata militare", tronfia celebrazione alle vongole degna del popolo di peracottari che siamo. Ma d'altra parte perché dovremmo stupirci di fronte a queste agghiaccianti immagini? Ma non lo vedete in quali condizioni ripugnanti viene tenuto quel mozzicone di marmo affumicato simbolo della nostra storia? Totalmente circondato da tubi innocenti e transenne di cantiere, camion di mutandari e porchetterie ambulanti, ricovero e mangiatoia per centurioni, banditi e sbandati, utilizzato come rotatoria di giorno, di notte si trasforma in parcheggio multipiano. E ci stupiamo ancora se ogni tanto spunta un cumulino di monnezza? Ma è il minimo che possa accadere! Noi italiani la monnezza ce l'abbiamo nel DNA. E' già è tanto se sotto quel cumulo non sia spuntato qualche sorcio affamato. O peggio ancora qualche ordigno esplosivo. Nemmeno il minimo sindacale di igiene e sicurezza siamo in grado di offrire. Le domande che ci poniamo di fronte a simili abomini sono sempre le stesse. Com'è stato possibile? Chi dobbiamo ringraziare? Chi sono i responsabili? In che modo pagheranno? Vedrete che finirà tutto a tarallucci e vino. E già s'ode l'eco di un mandolino.

Le solite affissioni di Casa Pound

martedì 5 giugno 2012

Ovviamente abusive, incollate sui marmi dei palazzi, appiccicate "de nascosto" dall'esercito di attacchini. Come dite? Perché il proprietario del palazzo non si incazza? Perché non gli tira una secchiata d'acqua in testa agli attacchini? O quantomeno denuncia ai carabinieri o ai PICS lo scempio perpetrato quotidianamente da questa banda abusiva di cafoni armati di secchi e scopetta? E che ne sappiamo noi! Forse al romano medio va bene così. "Devastatemi pure il palazzo". Ah, qui siamo in Via Merulana, a poche decine di metri da Santa Maria Maggiore.

Degrado folle alla Città dell'Altra Economia

lunedì 4 giugno 2012

Nel 2007 è stata inaugurata la Città dell'Altra Economia, un centro per la promozione degli stili di vita eco-compatibili e del commercio equo e solidale, situato all'interno dell'ex mattatoio di Testaccio. Dall'estate 2010 si vocifera di una sua possibile chiusura per incognite legate al contratto d'affitto e forse anche per problemi di cattiva gestione, e sarebbe un vero peccato vista l'importanza culturale del progetto.


C'è però qualcosa che non va con la Città dell'Altra Economia: il degrado assurdo in cui è immersa. Ma vi pare lontanamente concepibile che un luogo portavoce della natura, del benessere, del rispetto per gli altri esseri viventi, sia circondato dalla sporcizia, dall'incuria, dal vandalismo, dall'abbandono? E vi pare possibile che avvisaglie dello stesso degrado, si abbiano persino all'interno del piazzale antistante l'ingresso del Centro? A noi tutto questo pare del tutto inconcepibile, scandaloso.













Di chi è la colpa? Del Comune, principalmente, che ha lasciato la zona in completo abbandono, consegnandola a centri sociali e frequentatori della movida notturna.

Ma, secondo noi, anche la dirigenza della "CAE" non si è impegnata come avrebbe dovuto, nella tutela degli spazi a lei vicini, almeno per quanto riguarda l'ordinaria amministrazione. Possibile che gente interessata alla cura e rispetto del paesaggio abbia vissuto 5 anni in mezzo al degrado, senza promuovere iniziative di riqualificazione o quanto meno sollecitandole al Comune di Roma?


Non vogliamo credere che lo schifo che circonda la Città dell'Altra Economia sia passato inosservato ai suoi frequentatori e dirigenti. Guardate le foto. Si parte da Via di Monte Testaccio, con i marciapiedi distrutti, i cassonetti abbozzati, bruciati e coperti da manifesti abusivi, la monnezza per terra, le scritte e i manifesti sui muri. Arriviamo a Largo Frisullo, entrata del complesso in cui ha sede la "CAE": graffiti vandalici, tags, cavi penzolanti. Bell'accoglienza. Poi ci si trova nello spazio esterno alla Città dell'Altra Economia e, quindi, non di sua competenza. Anche qui, desolazione più totale: graffiti, vegetazione selvatica, rifiuti e sporcizia. Una rete metallica ci separa dallo spiazzo interno alla Città dell'Altra Economia. Il capannone restaurato che la ospita, è un gioello dell'estetica e dell'architettura bio-compatibile. Il piazzale che la circonda, è lasciato a sé stesso: erba incolta, pneumatici "decorativi" (non abbiamo capito a che servano...), adesivi di Greenpeace attaccati al recinto in ghisa di fine '800, una scatola elettrica semi-distrutta. Avvicinandosi all'ingresso, uno dei vasi per la coltivazione biologica è "firmato" da una tag del solito vandalo esibizionista.






















Questo è ciò che sta fuori la Città dell'Altra Economia. Ora, immaginatevi una struttura del genere, trasportata a Berlino, a Parigi, ad Amsterdam, a Barcellona. Immaginate la cura per l'ambiente circostante, la pulizia, la manutenzione del verde, la scelta ponderata di eventuali murales per abbellire le superfici murarie.




Qui da noi, invece, è tutto lasciato al caso, al disinteresse, all'abbandono, al "vivi e lascia vivere" allo stato brado. I risultati sono un luogo di armonia ed equità (la Città dell'Altra Economia), sommerso da bruttezza, sporcizia e squallore. Quando si deciderà il Comune a riqualificare il Campo Boario? Perché la Città dell'Altra Economia non organizza un "Decoro Day", anche insieme a noi o con le associazioni ambientaliste? Dove sta scritto che l'ex Mattatoio deve rimanere terra di nessuno?

(Servizio e reportage di immagini by Les)

In marcia contro il degrado di Roma!

venerdì 1 giugno 2012

Architetti, urbanisti, paesaggisti, artisti e storici dell'arte. Tutti in marcia per denunciare l'abominevole stato di degrado del centro storico di Roma. Finalmente qualcuno alza la testa e protesta con i giusti toni contro l'orrore e il raccapriccio cui ci siamo lentamente assuefatti.

"Il centro storico ha perso la sua natura, sconvolto da politiche indecorose", spiega Lorenzo Romito, 46 anni, architetto.

Uno stato di abbandono inaccettabile, un continuo e vergognoso stupro alla civiltà che Roma rappresenta e su cui noi stiamo impunemente vomitando merda.

Rincara la dose il regista Lucchetti, andando dritto al punto: "Roma è la città con il più brutto arredo urbano del mondo".

Inciviltà, follia, cos'altro? Difficile immaginare come sia stato possibile ridurre una città simbolo dell'arte e della cultura nel mondo, culla della civiltà occidentale, a simili livelli di barbarie. Una situazione vergognosa, grottesca, surreale. Guardate la vergogna della foto qui sopra. Come si fa a trattenere i conati??

Ce n'è per tutti i gusti, dalla movida animale alla sosta selvatica, dai cumuli di monnezza volgarmente scaraventati tra i piedi dei turisti in attesa che l'AMA (forse) passi allo stato dei marciapiedi-tratturi o delle strade-mulattiere con annessi sanpietrini sconnessi,  dallo squallore paninaro-pataccaro dell'abusivismo commerciale all'invasione cafona di pullman e bisonti di latta del carico-scarico merci a ogni ora, fino alle comiche del primo bike sharing al mondo senza bici.

Un marcia-denuncia della civiltà contro la barbarie, contro chi ha ridotto Roma a una sorta di succursale en plein air di Malagrotta, un museo degli orrori e della barbarie umana che non finisce mai di sconvolgere.

E se le ricette proposte risultano spesso confuse e lacunosa (specie nell'intervista a Lucchetti) non possiamo che rallegrarci che la parte sana ed evoluta di questa città si sia finalmente svegliata. Disinfettare questa città dalle pustole di degrado che la incrostano, questo è l'imperativo che ogni persona civilizzata si deve prefiggere.

Invitiamo tutti i lettori del blog a partecipare alla marcia antidegrado. L'appuntamento è per domenica a Largo del Teatro Valle (purtroppo l'articolo di Repubblica non ci dice A CHE ORA).

SPARGETE LA VOCE A PARTECIPATE!

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