Il Teatro di Marcello

martedì 13 ottobre 2009


Varchiamo il cancello e ci immergiamo in un autentico girone infernale. Siamo ai piedi di uno dei monumenti più importanti della Roma antica, ma sembra di trovarsi nel bel mezzo di un cantiere postbellico. Tutto il percorso si presenta così, transennato alla bell'e meglio o circondato da orrende ringhiere. In caso di pioggia, il sentiero si trasforma in un acquitrino e diventa sistematicamente offlimits per i turisti (a parte quelli muniti di calosce). Lo squallore che ci si para davanti agli occhi è indescrivibile. Turisti che si improvvisano saltatori di lungo per superare le enormi pozzanghere disseminate lungo il percorso. Alcuni scansano le transenne ed entrano nel teatro, altri salgono sui blocchi di marmo accatastati a terra per scattare improbabili foto da una diversa prospettiva. Nessun custode. Non un cartello, non una spiegazione, niente di niente. L'anarchia più totale. Intorno una sensazione di incuria, trascuratezza, abbandono indescrivibile. Siamo all'anno zero della civiltà. Torniamo su Via del Teatro Marcello e ci giriamo attorno. Plasticacce arancioni segnalano improbabili lavori in corso. Ma non si vede nessuno da mesi. I pannelli in plexiglass delle balaustre che circondano l'area archeologica sono tutti ricoperti da tag, graffiati e mangiati dallo smog. Alcuni pannelli sono spaccati, con lame affilatissime a vista. Se ci passa un bambino rischia di cadere nel vuoto. Questa è Roma, signori turisti. E nessuno dice niente. Le TV e i giornali continuano a dormire sonni tranquilli.

Nasce il Forum di Lotta al Degrado

lunedì 12 ottobre 2009


Da tempo ci chiedevamo come mai esistessero così tanti blog dedicati alla lotta al degrado (un tema evidentemente molto sentito dai nostri concittadini) ma nessun forum dedicato all'argomento. Oggi questo forum c'è. Da un'idea condivisa dei blog I Am Ascoli e Riprendiamoci Roma e dell'Associazione Nazionale Antigraffiti, è nato il primo forum di lotta al degrado. Uno spazio sul web dove condividere idee, dove confrontarsi e conoscersi, con l'obiettivo di creare un fronte comune nella difficilissima battaglia contro il degrado urbano. Un luogo dove poter discutere di tematiche che accomunano tutti i blog antidegrado, dove scambiarsi opinioni e suggerimenti, il luogo ideale per organizzare e promuovere eventi ed iniziative. Niente più mailing list, niente più sms, niente più passaparola. Da domani si potrà discutere insieme in tempo reale e organizzare le nostre passeggiate antidegrado direttamente lì, sul forum di lotta al degrado. D'altra parte il forum serve proprio a questo. E' il luogo di discussione per eccellenza, è come una casa aperta 24 ore su 24 in cui ci si raduna virtualmente. Chi ci cerca, può trovarci lì. Serviva uno strumento del genere per coordinare le esperienze dei vari blog antidegrado nati in questi anni. Ringraziamo Giuseppe dell'Associazione Ascoli da Vivere per la splendida idea di aprire questo forum, e invitiamo tutti ad iscriversi e a parteciparvi attivamente.

Santa Maria della Monnezza

giovedì 8 ottobre 2009


Santa Maria della Monnezza. E' così che abbiamo ribattezzato la splendida chiesetta di Santa Barbara dei Librai, nell'omonimo slargo che si apre lungo Via dei Giubbonari, a pochi metri da Campo de' Fiori. Quello che vedono i turisti, quello che fotografano, è un bel cumulo di monnezza che sovrasta, umiliandola, la piccola chiesetta. Un bel quadretto dell'inciviltà romana gentilmente offertoci dai commercianti della via, in particolare dal bar-tabbaccaro che si trova lungo Via dei Giubbonari, proprio di fronte alla chiesa. La cosa più allucinante è che sono proprio questi commercianti (con infinita facciatostaggine), insieme ai residenti, a lamentarsi del degrado e della monnezza che infesta le strade di Roma, come dimostra questa lettera pubblicata da Repubblica in Cronaca Roma. Il neonato blog "Quanto sei sporca Roma" dedica un bel post alle cattive abitudini dei commercianti. Noi continuiamo a porre le solite domande: è forse una misura impopolare prevedere per legge di adibire uno stanzino interno dove depositare temporaneamente la monnezza in attesa che l'ODIA passi a ritirarla? O ancora, prevedere l'istallazione di cassonetti interrati, come esistono in ogni città d'Europa? I cassonetti furono tolti dall'ODIA perchè giudicati "non igienici". A questo punto noi ci chiediamo: è forse più igienico che la monnezza venga abbandonata in strada? Chiudiamo con la solita domanda di rito: ma in quale angolo del mondo civile verrebbe consentito ai commercianti di assediare un monumento con cumuli e cumuli di monnezza?

Liberiamo i tetti alle antenne

martedì 6 ottobre 2009


Nessun'altra Capitale europea ha uno skyline tanto emozionante quanto Roma. Una sfilata continua di cupole e campanili, da togliere il fiato. Basta andare in una qualsiasi terrazza, al Gianicolo, al Pincio, al Giardino degli Aranci, sulla Terrazza delle Quadrighe, per rendersi conto di cosa sia Roma. Eppure neanche lo skyline di Roma si sottrae alle ferree logiche dell'inquinamento visivo e della mancanza totale di decoro e arredo urbano. I tetti di Roma sono a tutt'oggi invasi da milioni di antenne. Una delibera del 2004, risalente dunque alla passata giunta Veltroni, imponeva (e impone) agli abitanti dei palazzi di pregio di installare antenne centralizzate. Ma a quanto pare la suddetta delibera è a tutt'oggi in buona parte inapplicata. Guardate questo video comparativo. Le foto sono state prese dal sito flickr.com, tra quelle liberamente condivise, e modificate con Nikon NX Capture. Guardate come, con una semplice delibera fatta rispettare a dovere si può modificare in positivo l'immagine di Roma dall'alto. Ci dispiace sottolinearlo ancora (ormai è una triste consuetudine) ma in nessun'altra città in Europa esiste una simile selva di antenne. Non ci credete? Andate su flickr.com e digitate "Paris skyline", oppure "London skyline", o anche "Madrid skyline" e raccontatemi cosa vedete (o meglio, cosa non vedete). Questo è lo skyline di Londra. Cosa manca? Ma che domande, mancano le antenne! Questi sono gli standard. Roma non è degna di stare in Europa.

Corso di affissione abusiva

lunedì 5 ottobre 2009
Impara l'arte e mettila da parte. Come si fa a imbrattare in questo modo i muri di un intero quartiere, come fosse un bazar di Istanbul o un suq di Marrakech? Capisco che lo facciano sfasciacarrozzari, scaricatori di mobili, spurgatori di fogne, mafiaglia varia ed eventuale. Ma che lo faccia un'associazione artistica, o presunta tale, questo no, non è tollerabile. Di questi avvisi demenziali ne avremo estirpati una trentina, appiccicati ovunque, sui muri, sui contatori dell'Acea, sui pali dei segnali stradali. Qualcuno aveva fatto in tempo pure a finire in terra. Siamo venuti casualmente (e curiosamente) a conoscenza del fatto che ci sono vere e proprie aziende che si occupano di pubblicizzare eventi ed iniziative con bombardamenti a tappeto di affissioni. Lo abbiamo letto tra le pubblicità di google del blog degradoesquilino. Aziende legalmente nate (e legalmente riconosciute) per dedicarsi ad attività illegali. Una cosa che in un qualsiasi paese civile ti riderebbero dietro.


A nome del blog di Riprendiamoci Roma esprimo tutta la mia solidarietà per il volontario antidegrado aggredito. E' toccato a lui, poteva toccare a ognuno di noi. La città è in mano alla criminalità organizzata e le istituzioni, che dovrebbero garantire il rispetto della legge e tutelare i suoi cittadini più virtuosi, dormono sonni tranquilli. Mala tempora currunt.

ShareThis