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BENVENUTI ALL'INFERNO: TOR SAPIENZA, ROMA, ITALIA.

venerdì 24 marzo 2017
Foto e commento di Roberto Torre

Da via Collatina a via Costi esiste un inferno difficile da descrivere, ma eloquente nelle immagini. Degrado, disperazione due elementi esplosivi, un mixer micidiale. Nonostante tutte le segnalazioni documentate vecchie di due anni, oggi lo spettacolo che si presenta è questo, intanto dopo gli incendi del capannone che provocò lo sgombero e il sequestro dello stesso, tutto è rimasto come prima, anzi, nonostante il pericolo di crollo, questa struttura è stata di nuovo occupata e lo vediamo anche dalle baracche all'interno, ove panni stesi e cucine improvvisate, fanno da contorno e lasciano trasparire la tristezza di chi ci risiede e l'incapacità (volontà) di chi non vuol risolvere il problema.

Via Costi è ancora lì, con i suoi residenti in condizioni disumane, ove i topi grossi come mucche fanno la danza del ventre. Giustizia per chi vive lì e per chi deve sopportare tutto questo schifo immondo. Concludendo: Igiene, decoro, giustizia, istituzioni uguale a zero. Tor Sapienza non merita tutto ciò.
















































DOPO LA MORTE DELLA GIOVANE CINESE ZHANG YAO NEL CAMPO ROM DI VIA SALVIATI NON E' CAMBIATO ASSOLUTAMENTE NULLA. CONTINUANO REGOLARMENTE LE ATTIVITA' CRIMINALI E SI CONTINUA A LIBERARE DIOSSINA. UNA VERGOGNA PER LO STATO ITALIANO.

sabato 18 marzo 2017
Tra i campi Rom, quello di via Salviati, è sicuramente uno dei più pericolosi. Lo è perché è un covo di delinquenza, di sporcizia, di non rispetto delle regole. Quando il 31/01/2017 ci fu un blitz, quasi obbligatorio,  dei carabinieri a Tor Sapienza, il quartiere dove morì Zhang Yao, la studentessa cinese rapinata da tre rom del campo di via Salviati, furono tratte in arresto  5 persone: 3 per evasione dagli arresti domiciliari, una per detenzione di sostanze stupefacenti, una per furto di energia elettrica. Una sesta persona, un 44enne  originario di Marino, è stata denunciato in stato di libertà, per porto di armi, di una mazza da baseball e di un cacciavite lungo 17 cm, nascosti nel bagagliaio della sua auto. Ma il punto più basso, segno della totale resa delle Istituzioni davanti al popolo rom e a queste zone franche chiamate Campi, lo si raggiunse quando gli inquirenti, che indagavano sulla morte della giovane cinese, chiesero ai "leader Rom" del campo la consegna dei 3 responsabili del furto subito da Zhang Yao, dal quale scaturì la sua giovane quanto tragica morte. Un segno di resa totale delle Istituzioni che invece di far rispettare la legge a suon di manganello, si accordano con i Capi Clan come nelle peggiori storie di mafia che il nostro paese ha conosciuto. Da quel momento in poi, dalla morte di una giovane vita, nulla è cambiato e questo va denunciato con molta forza: il campo continua fervidamente a svolgere le proprie attività, in barba alla legge. Le foto che postiamo le ha scattate Roberto Torre alle 16.30 di questo pomeriggio, ulteriore testimonianza di come i campi rom della Capitale siano zone dove lo Stato Italiano non ha alcun potere. RR

Ecco a voi le foto di questo pomeriggio:VERGOGNA!









BUON TUMORE A TUTTI!

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