La foto è presa direttamente dall'account flickr del Sindaco Alemanno. Quella che vedete è una immagine del palcoscenico del Teatro di Villa Torlonia. Un gioiello ottocentesco dimenticato e caduto in abbandono per decenni, e oggi finalmente restaurato e restituito alla città dopo un lungo restauro. E' l'ultimo atto di un gigantesco intervento di recupero che già negli scorsi anni ha restituito a romani e turisti il Casino Nobile, il Casino dei Principi e la Casina delle Civette (al cui interno è allestito il Museo delle Vetrate Liberty), riportando agli antichi fasti e all'antico splendore una della più belle ville storiche di Roma. Oggi viene restituito il Teatro, insieme alla Serra Moresca, entrambi completamente rimessi a nuovo. Nell'account flickr del Sindaco potete vedere le primissime immagini del restauro concluso (qui il Teatro, qui la Serra Moresca). Altre foto potete trovarle su 06blog (in questa bellissima galleria di immagini). Entro la fine del 2011 tutti gli edifici saranno aperti al pubblico e l'intera Villa sarà completamente fruibile da romani e turisti. Ma ora viene forse la sfida più difficile: rimesso a nuovo il contenitore, bisogna ora riempirlo di contenuto. L'auspicio è che il Teatro possa tornare presto alla sua originale funzione, ospitando spettacoli. Un auspicio ancora maggiore sarebbe quello di riqualificare tutto il tratto di Via Nomentana che insiste sulle ville storiche (oltre a Villa Torlonia, anche Villa Paganini, Villa Albani e Villa Blanc), in maniera tale da trasformare l'area in boulevard di passeggio, anche in chiave valorizzazione turistica. Ricordiamoci che nelle adiacenze di Via Nomentana si trova anche il Quartiere Coppedé e il complesso di Sant'Agnese Fuori le Mura (tra i più importanti della Roma medievale), con la Basilica, il Mausoleo di Santa Costanza (famoso per il suo meraviglioso ciclo di mosaici) e le Catacombe.
Dovete traslocare? Rivolgetevi a loro!

"Vi comunico che la nostra società di traslochi è da anni che combatte queste forme incivili e deprezzamento della nostra città. E non solo per questo motivo, ma per combattere anche una concorrenza sleale in quanto la maggior parte di queste aziende operano nella illegalità più totale, sia in termini di entrate che a livello contributivo per operai e collaboratori vari. La nostra azienda è in regola con tutte le nirmative di legge e sulla sicurezza dei lavoratori con tutti i contributi previdenziali pagati, e tutti i nostri canali pubblicitari sono esclusivamente pagine gialle e internet a costi molto più onerosi. Tutto questo per dirvi che alla committenza non siamo più competitivi e negli ultimi anni anche per effetto della crisi siamo stati costretti a licenziare del personale.Vi comunico che a qualsiasi forma di contestazione da affrontare, saremo lieti di farne parte." http://www.omegagenerals.com/
Ancora cantieri: le slide dell'orrore
Continua il viaggio nei cantieri dell'orrore. Aperti e poi abbandonati, lasciati alla mercé dei vandali e degli zozzoni, si trasformano rapidamente in piccole discariche. Qui siamo in Viale Nievo, a pochi metri di distanza dalla foto scattata nel post precedente. Questo è lo stato ignobile del cantiere. Un marciapiede sequestrato, nessuno lavora, che piano piano si trasforma in discarica. Noi romani siamo ormai abituati a tutto questo. Ho visto uscire dall'edificio un paio di distinti signori, tutti incravattati, e non fare una piega alla vista di questo schifo. Figuriamoci se qualcuno ha tempo da perdere per lamentarsi. Sono mesi che il cantiere è in queste condizioni. Non si capisce bene cosa debbano fare lì, per ora si sono limitati a sequestrare il marciapiede con una indecente recinzione arancione, storta e cadente, in attesa di vedere qualche operaio al lavoro. E a proposito di cantieri infiniti, vi comunico che il cantiere per l'allargamento del ponticello di Via Portuense è ufficialmente bloccato per via di "inattesi ritrovamenti archeologici". L'idiozia all'ennesima potenza. Che lì ci fossero reperti archeologici lo sapevano anche i sassi, ma in ogni caso la verifica della loro eventuale presenza andrebbe fatta PRIMA di aprire il cantiere, e non DOPO. Due anni e mezzo per allargare un insulso ponticello (la qual cosa basterebbe per farci ridere dietro da mezzo mondo), e un (im)previsto stop ai lavori che farà certamente lievitare i costi a livelli spropositati. E così alla fine allargare un ponticello costerà come tirar su un grattacielo. Sempre che l'opera venga effettivamente portata a termine. Questa è Roma, questa è l'Italia. Consoliamoci con la monnezza, la pizza e il mandolino. E le decine di cartelloni che sono spuntati come funghi sullo slargo.
I cantieri di Roma: una riflessione

Abbiamo ancora negli occhi le immagini del cantiere della Stazione Tiburtina in fiamme. Si dirà, è stata una fatalità, si dirà la protesta NO TAV, o i furti di rame che hanno provocato il cortocircuito, si dirà che quel cantiere andava troppo veloce e doveva essere fermato. Quale saranno state le cause del rogo lo si scoprirà (forse) solo in seguito. Ma una cosa è certa. Una grossa parte di responsabilità ce l'hanno i responsabili dei cantieri. Leggetevi questo illuminante articolo di Repubblica e capirete molte cose. Siamo un paese all'amatriciana, inaffidabile, incapace, sciatto, senza regole. I cantieri qui a Roma hanno un unico comune denominatore: sono assolutamente insicuri. L'Associazione Codici lo dice chiaramente: "Quel cantiere era aperto, poteva entrare chiunque". Come sia possibile entrare in un cantiere, camminare tra le macerie e scattare foto, così, in barba alle leggi e alle normative per la sicurezza, è una cosa davvero difficile da comprendere, se non assumendo che siamo un paese di buoni a nulla che lavorano coi piedi. Dilettanti allo sbaraglio, in ogni cosa che facciamo. Qualsiasi persona sarebbe potuta entrare e non stentiamo a credere che un gruppo di zingarelli sia riuscito nell'intento di fregarsi i fili di rame all'interno di un cantiere lasciato alla mercé di tutti. Miliardi di danni, treni soppressi, tutta Roma bloccata, e ritardi infiniti per un'opera fondamentale per Roma, tutto per un furto di rame ad opera di un gruppo di zingarelli. Una situazione grottesca, surreale, da commedia napoletana. Possibilissima in una città di buoni a nulla come Roma. Guardate la foto qui sopra, è stata scattata a Piazza Nievo. E' un cantiere fermo da mesi, nessuna sa a cosa serve, hanno sequestrato un marciapiede e non stanno facendo nulla. Marciapiede che, nel frattempo, si è riempito di monnezza, trasformandosi in mini-discarica. A Roma va così. Siamo gente incivile noi.
Nuovo blitz a Viale Marconi: prima/dopo
Sabato scorso c'è stata la passeggiata antidegrado a Marconi, quella che si doveva svolgere una settimana prima, nello stesso quartiere, per staccare le locandine abusive dei concerti. Questa volta, però, ci siamo concentrati su un’altra delle maggiori piaghe del degrado urbano: gli adesivi abusivi dei traslocatori, sgombera cantine, serrandisti e muratori. Sono ovunque: muri, stipiti, serrande, cassonetti, cestini, pali della luce, segnali stradali, semafori, panchine, sportelli dei contatori e scatole di derivazione Acea - Enel - Italgas - Telecom, ringhiere dei balconi, etc. Un fenomeno criminoso, che rende sporchi e inguardabili palazzi e manufatti pubblici appena vengono installati su strada. E' il caso dei nuovi cassonetti Ama che appena inaugurati sono stati già riempiti dal classico mosaico adesivaro che ormai contraddistingue ogni superficie esterna della Capitale. Ma le cose non vanno bene per la miriade di incivili che hanno deciso di rendere la nostra città un'immensa bacheca per i loro adesivi. L'assessore all'Ambiente Visconti ha infatti presentato alla Procura una denuncia per danneggiamento aggravato (art. 635 codice penale) verso 108 di questi soggetti pubblicizzati dagli adesivi che, lo ricordiamo, sono vietati anche dall’ordinanza antiaffissioni di Alemanno. Ma secondo Visconti "le multe in realtà per alcuni soggetti non sono un deterrente efficace. Bisognava fare qualcosa di più incisivo per debellare la piaga delle affissioni abusive, ci vuole tolleranza zero. Il Comune e l'Ama si costituiranno parte civile". E adesso la smetteranno, traslocatori e serrandisti, di mandare personale sottopagato ad attaccare i loro adesivi illegali? Vedremo. Nel frattempo, stacchiamo noi gli adesivi e mandiamo la segnalazione degli abusi alla Polizia Municipale, per effettuare le sanzioni previste dalla legge. Così abbiamo fatto a Marconi, decine di adesivi rimossi, un quartiere più pulito, foto pronte per la segnalazione al Comune di Roma. (Les)
Iscriviti a:
Post (Atom)
ShareThis
FOLLOW US ON TWITTER
MOST POPULAR POSTS
-
Attilio è un nostro utente da anni. Stimato commerciante e persona affidabilissima. Non segnala tantissimo ma quando ritiene opportuno ci...
-
Nonostante un clima deprimente anche dal punto di vista economico che si vive in città con conseguente fuga di giovani e promettenti cer...
-
Attraverso la lettura di diversi articoli cerchiamo di evidenziare i devastanti danni che l'Amministrazione Raggi ha inferto alla citt...
-
" Sono al pronto soccorso del Policlinico Umberto I. Accompagno mia moglie: è stata tamponata e ha preso il classico colpo di frus...
-
Sempre più Paese dei balocchi l'Italia e sempre più scelto da chi, comunitario e no, vuole accasarsi in un luogo dove le norme...
-
E così, tra rivolte della base soffocate, svenimenti da stress, dichiarazioni apocalittiche, ieri sera è nato il nuovo stadio della Roma a ...
-
Non è facile rispondere a questa domanda ma ci proviamo. All'ultimo censimento del 2016 a Roma risultano residenti 2. 870 336 ...
-
E' successo domenica . C'era l'ormai tradizionale Roma - Ostia , gara in grado di attrarre l'interesse di podisti un po...
-
INTERVISTA AI LAVORATORI AMA DEL BLOG E PAGINA FACEBOOK "L.I.L.A." (Laboratorio Idee Lavoratori AMA ) Domanda: Diteci subito...
-
Un video di pochi secondi, appena 5, arrivato sulla nostra pagina facebook , che ritrae una prostituta con i seni volutamente in vi...