Sotto ar Ponte (Portuense-Majorana)

giovedì 30 giugno 2011

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Les ci segnala l'ennesimo scempio perpetrato ai danni della città dai politici e i loro amici attacchini, e ci ricorda che l'emergenza "manifesto selvaggio" non si presenta solo in prossimità di qualche elezione. Qui a Roma l'emergenza ce l'abbiamo tutto l'anno.Nello specifico: Affissioni abusive del PD, Il Popolo di Roma, Mobilificio L'occasione, Comitato Promotore Referendum Acqua, Fabrizio Santori (Presidente Commissione Sicurezza Comune di Roma).

Art. 663. Codice Penale
Vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni.
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico vende o distribuisce o mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l'autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.
Alla stessa sanzione soggiace chiunque, senza licenza dell'autorità o senza osservarne le prescrizioni, in un luogo pubblico aperto o esposto al pubblico, affigge scritti o disegni, o fa uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubblico, o comunque colloca iscrizioni o disegni.
Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano all'affissione di scritti o disegni fuori dai luoghi destinati dall'autorità competente.

I politici fanno le leggi e poi sono i primi a violarle. Bell'esempio che danno ai cittadini, complimenti. Poi ci lamentiamo del degrado e dell'illegalità di Roma.

La nuova strategia antigraffiti

mercoledì 29 giugno 2011


"La riqualificazione delle superfici murarie pubbliche attraverso la cancellazione delle scritte e dei graffiti abusivi, come quella di oggi in via Tuscolana, è una parte importante del lavoro che questa Amministrazione sta svolgendo per il recupero del decoro cittadino. Dopo aver ripulito dalle scritte il Centro storico, i Lungotevere, le Ville ed i Ponti storici, continueremo l'opera di bonifica nelle principali arterie di traffico ed in periferia. Per contrastare il fenomeno, abbiamo messo in campo una speciale squadra "antiwriters" composta da 24 operatori che, in aggiunta alle altre unità operative dell'Ama, svolge quotidianamente lavori di pulizia e recupero delle superfici murarie, per un totale di 50 mila ore di lavoro annue. E' importante, tuttavia, aumentare parallelamente la coscienza civica dei cittadini: per questo, abbiamo attivato sinergie molto positive con comitati ed associazioni cittadine che promuovono iniziative di sensibilizzazione pubblica e campagne per il decoro mirate al coinvolgimento delle famiglie e degli alunni degli istituti superiori". (Dal blog di Marco Visconti, Assessore all'Ambiente di Roma Capitale).

Analisi assolutamente condivisibile. Va dato atto al Comune di aver cancellato oltre il 90% delle scritte in centro. Solo un paio di appunti: 1) Cancellare le scritte dai muri va bene, ma è assolutamente necessario intervenire tempestivamente quando queste ricompaiono, e, laddove possibile, trattare le superfici (specie il travertino) con protettivi antigraffiti. 2) Saracinesche e portoni non sono stati interessati dall'intervento di pulizia. Occorre quanto prima contattare residenti e commercianti del centro chiedendo loro di ripulire, altrimenti la riuscita dell'intervento rischia di essere in buona parte vanificata.

Orrore alla fermata dell'8

martedì 28 giugno 2011

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"Cari turisti, benvenuti a Roma". Ci vorrebbe un cartello così, magari scritto in più lingue, appeso davanti a questo triste spettacolo dell'inciviltà italica (e in special modo romana). Ci vorrebbe un cartello che spiegasse agli abitanti del mondo civile il senso dell'orrore che si presenta davanti ai loro occhi. Ci troviamo in Piazza Flavio Biondo, esattamente davanti alla Stazione Trastevere. Questa è una delle fermate del tram 8 più frequentate da romani e turisti. Per chi viene in treno e prosegue in direzione Trastevere, è d'obbligo passare di qui. E questo è l'orrendo, abominevole spettacolo di inciviltà che quotidianamente offriamo ai turisti di mezzo mondo. Buona parte di questo scempio è causato da un gruppetto di 2-3 barboni che quotidianamente sostano (e dormono) sulle pensiline dell'8, passando il tempo a scolarsi bottiglie di birra e di vino gettandole a terra senza troppi complimenti tra un rutto e una pisciata all'angolo. Uno scempio a cui finora nessuno è riuscito a porre rimedio. Tempo fa, mentre defiggevamo i manifesti abusivi affissi sulla storica Villa Aldobrandini, siamo stati fermati da una volante dei Carabinieri, quasi stessimo compiendo chissà quale crimine. Qui sono anni che questo gruppetto di barconi utilizza la fermata dell'8 come ricovero e latrina personale, e nessuno ha mai mosso un dito. Non dico far allontanare questi senzatetto, ma quantomeno mettere un paio di cestini e provvedere a pulire. Niente di tutto questo. La soluzione dei cestini evidentemente è troppo complessa da capire per le mediocri menti che gestiscono la pulizia di questa città. E qui l'AMA non passa a pulire mai. Ci sono cumuli di monnezza, specie lungo il tratto che costeggia i binari, che sono lì da anni.

"Roma fa schifo, sembra Calcutta"

lunedì 27 giugno 2011

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Le infelici dichiarazioni di Mario Borghezio hanno suscitato un vero e proprio vespaio di polemiche. Eppure, a ben guardare, l'onorevole della Lega non ha tutti i torti quando dice che Roma è sporca come Calcutta. Guardate le foto qui sopra. Sono state scattate nel quartiere Aurelio durante un nostro sopralluogo estivo. Eravamo già passati per queste strade a febbraio scorso, in pieno inverno, trovandole anche in quella occasione zeppe di rifiuti. A distanza di più di quattro mesi le ritroviamo tali e quali, strapiene di monnezza lasciata marcire a cielo aperto. Ditemi voi se queste vi sembrano immagini di una città civile. Ditemi voi in quale città d'Europa si assiste quotidianamente a un simile scempio. E allora è inutile prendersela con l'infelice uscita di Borghezio. Offensiva certo, gratuita anche, ma le sue parole, spiace dirlo, sono la pura sacrosanta verità. I cittadini romani, anziché prendersela con Borghezio, dovrebbero prendersela con l'AMA per i suoi disservizi. Dovrebbero scendere in piazza con i forconi. Dovrebbero andare a protestare a Piazza del Campidoglio, con i sacchi di monnezza in mano e i fischietti in bocca. A noi non ce ne frega niente se i servizi offerti dall'AMA stanno migliorando. La situazione che vedete nelle foto qui sopra è da terzo mondo e non può continuare un giorno di più. Lungi da me benedire l'uscita di Borghezio (persona che peraltro detesto umanamente parlando) , ma la sua stilettata non potrà che far bene a noi romani. A noi serve proprio questo, che qualcuno ci sbatta in faccia la realtà dicendo le cose come stanno senza peli sulla lingua. Altro che Caput Mundi, siamo peggio di una fogna di Calcutta.

Se il facchino potesse parlare...

venerdì 24 giugno 2011


Che Roma sia ormai ridotta a una discarica a cielo aperto è un dato di fatto con cui purtroppo siamo rassegnati a convivere. I piani dell'AMA sulla raccolta dei rifiuti porta a porta, dal centro alla periferia, sono stati un fallimento totale. Non stupisce quindi che si legga sempre più spesso di assunzioni dirette, raccomandazioni, incarichi di dirigenza affidati agli "amici" anziché ai più meritevoli. I risultati sono questi. Viviamo nella Capitale europea più zozza, repellente e colerosa che ci sia. Non abbiamo (non ancora) i problemi di Napoli, eppure anche qui la situazione della pulizia delle strade è a livelli da quarto mondo. Continuiamo quindi con le segnalazioni, e dopo i sacchi di monnezza abbandonati davanti all'antico piede romano di qualche giorno fa, vi mostriamo oggi una nuova segnalazione che ci arriva da Stefano: i panni vecchi buttati davanti alla Fontana del Facchino. Per chi non lo sapesse, la Fontana del Facchino è una delle famose sei statue parlanti di Roma, che il Vanvitelli attribuisce addirittura a Michelangelo. E certo, se questa statua potesse parlare davvero, probabilmente farebbe cadere qualche santo o madonna. Già ce li immaginiamo i turisti, pronti a scattare una foto alla graziosa fontanella, desistere inorriditi di fronte alla vista della mini discarica di panni lerci e puzzolenti. Ma a Roma funziona così. A Roma la monnezza viene buttata per terra. Si fa così da anni (i meno giovani ricorderanno la discarica di monnezza sulle banchine del Tevere, all'altezza di Via Arenula) e così si farà sempre. Finché la città sarà amministrata da dilettanti allo sbaraglio non c'è speranza di cambiare le cose.

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