Immagini raccapriccianti di un paese incivile. Queste istantanee catturate da Les testimoniano il livello di barbarie che abbiamo raggiunto.
Cartellini, cartelletti, cartelloni...
Scuola di degrado
Dove c'è scuola, c'è degrado. Ed è così che crescono i giovani d'oggi, circondati dallo schifo più assoluto. Monnezza, scritte sui muri, affissioni selvagge, e ancora aule cadenti a pezzi, banchi rotti, e chi più ne ha più ne metta. Inutile stupirsi poi se i ragazzi crescono con una bomboletta in mano e il cappuccio in testa. Questo è quello che offriamo loro, e questo è quello che loro ci danno indietro. Dovremmo riflettere più che altro sulle cause di tutto questo degrado e fermare la spirale di degrado sul nascere. Come sta facendo, ad esempio, ReTake Roma, coinvolgendo le scuole in opere di ripulitura di quartieri. Ma se dal basso arrivano i buoni esempi, dall'alto, da chi ha i mezzi economici per invertire rotta davvero, da chi ha la fiducia e il mandato degli elettori, continuano ad arrivare pessimi esempi. Sulla scuola pubblica si continua a tagliare, e a quanto pare senza vergognarsi minimamente di farlo. Una incredibile faccia tosta. E così non rimane che sperare che la spinta al cambiamento arrivi dal basso. Dal Comune, dai cittadini, da associazioni come la nostra o ReTake Roma. Queste foto ce le ha mandate Les e ritraggono i muri esterni del Liceo Artistico Giorgio De Chirico, a Cinecittà. I muri sono stati recentemente ripitturati con una semplice mano di vernice bianca. Il risultato è che le macchie di colore non sono state coperte e si intravedono ancora. La vernice risulta già scrostata, segno che sotto la vernice c'erano dei depositi di colla o carta, forse dei manifesti che non sono stati staccati prima dell'intervento. Inutile dire che la nuova devastazione dei muri è già iniziata. I vandali sono tornati subito all'opera. Non è questo il genere di intervento che noi vogliamo. Servono lavori a regola d'arte e protettivi antigraffiti.
Sempre a proposito di cartelloni...

Troviamo improbabile che un turista che provenga dall'aeroporto di Fiumicino, mentre si reca in taxi a Roma, faccia delle foto dal viadotto della Magliana al primo Colosseo che incontra. Ma se le facesse non è che si porterebbe via un panorama invidiabile, vista la foto che segue. Ad "impallare" il Palazzo della Civiltà Italiana, noto anche come Palazzo della Civiltà del Lavoro o semplicemente Colosseo Quadrato è un mostro di cartellone di circa 60 metri quadrati. Lungo 24 passi ben distesi ed alto almeno tre metri. Ci siamo andati sotto, e la sensazione di smarrimento (dovuta al contesto e soprattutto alle dimensioni del catafalco), è stata veramente grande. Il mostro affonda le sue radici in un area privata, dalla quale, in buona compagnia di altri cartelloni privi di targhetta, si innalza fino all'altezza della strada sopraelevata e dalla quale svetta con maestosa sinistrosità in una delle curve a gomito più pericolose di tutta Roma.
Se invece parliamo dei turisti che giungono a Roma dal porto di Civitavecchia, subito dopo l'indicazione Roma centro e Città del Vaticano si trovano un altro mostro sacro ad accoglierli. Un altro catafalco, di molto fuori misura, a rovinare il panorama della Riserva Naturale della Tenuta dell'Acquafredda, nella quale è stato piantato a dispetto delle regole e dei vincoli paesaggistici che persisterebbero sul terreno in questione. Che schifo di PANORAMA!!! (Francesco - Source: Basta Cartelloni a Roma)
Cartellonia delenda est!
Mentre la delibera di iniziativa popolare giace in un cassetto, in attesa di essere discussa, Roma continua ad essere invasa da nuovi cartelloni abusivi. Ne spuntano ogni giorno, come funghi, a un ritmo che sembra inarrestabile. Per ogni cartellone rimosso ce ne sono due nuovi pronti per essere piazzati. Una situazione insostenibile per i cittadini, che alle parole del Comune non vede seguire azioni concrete. Il Sindaco parla di racket nel settore e noi non stentiamo certo a credergli. Il problema è che vorremmo veder prendere qualche provvedimento nel merito. I cittadini sono stanchi di aspettare e di tollerare questo schifo, che non esiste in nessun angolo del mondo civilizzato. Un tale livello di barbarie va contrastato quindi con ogni mezzo, e il più efficace è senza dubbio questo. Sabato 2 aprile, in Piazza Mazzini e nelle vie limitrofe del quartiere Prati, la presidente del XVII Municipio Antonella de Giusti, in collaborazione con il Comitato promotore della delibera di iniziativa popolare, ha organizzato una manifestazione "in morte del decoro urbano", specificatamente dedicata all'invasione barbara dei cartelloni abusivi. La manifestazione ha previsto anche l'oscuramento di una serie di cartelloni abusivi, già sanzionati e in attesa (sic) di essere rimossi. C'è stato modo anche di parlare con la gente, spiegando le ragioni della protesta e raccogliendo unanime approvazione. E questo è solo l'inizio. Il malcontento verso lo scandalo cartellopoli sta crescendo sempre più, e ormai non si contano più le email di segnalazioni che ci arrivano ogni giorno alla nostra casella email. Grazie a Franco per le foto e per lo slogan. Qui trovate altre foto, pubblicate sul sito di Repubblica. Ci vediamo alla prossima manifestazione!
I nuovi Barbari depredano Roma
In una delle piazza più belle d'Italia si sta consumando l'ennesima volgarissima speculazione edilizia. A lanciare l'allarme in un articolo di Repubblica è Diego Afan De Rivera Costaguti, uno dei proprietari dell'omonimo Palazzo Costaguti, che oggi, dopo il "ripristino della destinazione d'uso residenziale" previsto dal Comune nel giugno 2009, rischia di essere devastato e di perdere perfino i preziosissimi affreschi del Cavalier d'Arpino. Non un pittore qualsiasi, ma il maestro di Caravaggio, con tele esposte in quasi tutti i musei romani, dalla Galleria Borghese alla Galleria Nazionale d'Arte Antica. Ma ad aggiungere assurdo all'assurdo c'è il fatto che questo palazzo, dal Cinquecento ad oggi, non ha MAI avuto una destinazione residenziale! Si tratta quindi di una volgarissima speculazione edilizia, che rischia di provocare danni immensi al patrimonio storico-artistico di questa città. Una situazione che in qualsiasi paese civile sarebbe semplicemente inconcepibile e che qui da noi avviene quasi alla luce del sole. Diego Costaguti svela anche dettagli importanti e allo stesso tempo inquietante: "Nei tre piani sotto le mie stanze tutto sarà trasformato, e abbiamo già una perizia che parla chiaramente di rischi di stabilità per l'intero palazzo. Tutto ora è a rischio". E ancora: "In Soprintendenza ci hanno raccontato di telefonate di altissimo livello per caldeggiare questo progetto". Cosa dite? Sentite anche voi la puzza di bruciato? Noi la sentiamo forte e chiara. Ma i nuovi Barbari forse stavolta non l'avranno vinta. Perché Diego Costaguti è deciso ad andare fino in fondo e a dare battaglia: "A breve presenterò un esposto in Procura per bloccare tutto. La mia famiglia possiede questo palazzo da cinque secoli. Qui c'è la nostra storia. E io devo difenderla".
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