Chiamami!

lunedì 21 settembre 2009


Hanno sommerso Roma di adesivi, non c'è una strada che sia stata risparmiata. Milioni di stickers sparsi ovunque, appiccitati sui pali della luce, sui segnali stradali, sui muri. Sto parlando dei traslocatori, di quella casta di intoccabili cui i nostri amministratori hanno consentito per decenni di farsi pubblicità gratuita a spese del decoro della città. Una forma di pubblicità tanto rozza e primitiva quanto redditizia. A prima vista sembrerebbe un esercito di centinaia di traslocatori, ma a una più attenta analisi si scopre che i numeri sono sempre gli stessi, ricorrenti, da Nord a Sud. Poche persone, poche famiglie. Impossibili da rintracciare, almeno così sembra. Lasciano poche tracce di sè, nessun indirizzo, nessuna email, nessun sito web, solo un numero di telefono. La polizia municipale, la finanza, ormai neanche ci fanno più caso, tanto il fenomeno è vasto e capilarre. Nell'immaginario collettivo, questi adesivi fanno ormai parte del panorama romano. Ci abbiamo fatto l'abitudine, come con i graffiti sui muri e i sacchi di monnezza per le strade di Trastevere. Ma questo non significa che non si possa fare nulla per risolvere questo problema. Noi finora ne abbiamo rimossi una trentina e continueremo a farlo, armati del nostro inseparabile taglierino. Ci stiamo anche informando sull'esistenza di prodotti antiadesivi e antiaffissioni. Non ci siamo ancora rassegnati al degrado che regna incontrastato in questa città.

Street View I love you

giovedì 17 settembre 2009


Vi ricordate la battaglia condotta dai Radicali in occasione delle recenti elezioni contro le affissioni abusive? Bene, in questi giorni è arrivata un'ottima notizia che potrebbe contribuire a mettere la parola fine a questo osceno malcostume italico di incartare le città in occasione delle elezioni. Ma andiamo con ordine e raccontiamo la storia. Nel 2008 Mario Staderini presenta una denuncia penale alla Procura di Roma contro le affisioni abusive, con il reato configurato di omissione di atti d'ufficio per Prefetto, Comune e Vigili urbani, per non aver fatto rispettare le regole. Come prova, Staderini porta in tribunale una serie di foto scaricate da Street View, il programma di Google Maps che consente di girare virtualmente per le strade della città con un semplice click del mouse, lo stesso programma che utilizziamo noi per reperire foto che non abbiamo il tempo materiale per andare a scattare. Ora la prima buona notizia è che il gip ha dato l'ok a Staderini, ammettendo le immagini di Street View come testimonianza a supporto della sua denuncia. L'altra buona notizia è che da oggi abbiamo un'arma in più, ufficialmente riconosciuta, per combattere le nostre battaglie. Da domani ognuno di noi potrebbe in teoria denunciare l'AMA, i Vigili urbani, il Prefetto, il Comune, per inefficienza e omissione di atti d'ufficio, fornendo come prova immagini reperite in pochi secondi con un semplice click del mouse. Ps. qui trovate l'articolo, qui l'intervista a Staderini.

L'invasione dei free-press

mercoledì 16 settembre 2009


Tornano i romani, riaprono gli uffici, e Roma assiste impotente alla consueta invasione di volantini pubblicitari e freepress. Ieri mattina ero all'Università e mi sono fatto una passeggiata nel quartiere San Paolo per constatare l'entità del fenomeno. A dire il vero di volantini ne ho contati pochi (con mio grande stupore) sia sui tergicristalli che in terra. Non altrettanto si può dire per quanto riguarda i freepress. In 200 metri o poco più, dal vialetto antistante l'Università fino alla Basilica di San Paolo e nelle strade intorno, era tutto un fiorire di mucchietti di carta e fogliacci svolazzanti. Così ho deciso di improvvisarmi spazzino e ne ho raccolti da terra almeno una decina. Inutile nascondersi, il servizio di freepress è diventato in poco tempo uno dei principali catalizzatori di degrado urbano di Roma, com'era d'altra parte prevedibile trattandosi di città abitata e gestita da persone per lo più incivili. Il servizio non è affatto gratuito, perchè il degrado che si porta dietro rappresenta un costo (indiretto) per tutti noi romani. Dai costi di pulizia delle strade, passando per l'incalcolabile danno di immagine di una Città Eterna ridotta a una eterna discarica. Me ne torno a casa chiedendomi se abbia un senso continuare ad offrire un servizio gratuito a gente incivile che non si meriterebbe neanche di uscire di casa. Consapevole che domani lo spettacolino sarà lo stesso di oggi, solo che io non sarò lì a ripulire le strade dai mucchietti di carta.

Il Liceo della Vergogna

lunedì 14 settembre 2009


Come si può chiedere a un ragazzo che frequenta quotidianamente questa cloaca di edificio di rispettare i muri di Roma? E' la domanda che mi pongo ogni volta che passo davanti al Liceo Virgilio. Il "Liceo della Vergogna", come l'ho ribattezzato, sia per la sua architettura incongura e irrispettosa del contesto sia per lo stato pietoso delle sue mura. Siamo in uno dei contesti urbanistici più preziosi di Roma, tra il Lungotevere e Via Giulia, la più bella strada del Rinascimento romano, concepita da Giulio II nel suo progetto di Renovatio Urbis e disegnata dal Bramante. Una strada che è un vero museo a cielo aperto. In questo contesto si trova l'edificio del Liceo Virgilio, la mostruosa cloaca che vedete nella foto. Un autentico, inaccettabile pugno nell'occhio. Il preside del liceo, in quanto responsabile dell'edificio che ospita l'Istituto, avrebbe il dovere di provvedere a ripulirlo e a mantenerlo in uno stato decoroso. Ma evidentemente ha altro a cui pensare. Noi siamo convinti che un intervento di pulizia, promosso dalla scuola con la partecipazione degli studenti, valga più dieci o cento lezioni di educazione civica. Per questo ci siamo decisi a scrivere una lettera al preside, stavolta su carta, per chiedere di organizzare e promuovere una iniziativa in tal senso. Insegniamo ai ragazzi cosa sia l'educazione civica sul campo. Insegniamo loro il rispetto per la propria città.

I segnali stradali di Roma

giovedì 10 settembre 2009


I segnali stradali di Roma sono il perfetto paradigma della nostra inciviltà. In teoria servirebbero ad ammonire l'automobilista a non compiere infrazioni, a segnalare pericoli, a vietare comportamenti. In pratica la debolezza e la fragilità di questa autorità superiore è messa a dura prova dalla realtà dei fatti. I segnali stradali sono costantemente vandalizzati dagli esseri cavernicoli che abitano questa città. Non c'è un palo che sia dritto, non c'è un palo che non sia ornato da affissioni abusive di vendesi, molti segnali sono infestati da graffiti o addirittura da stickers, fin quasi a coprirli per intero, rendendoli invisibili e quindi inservibili. Guardate l'immagine qui sopra, scattata in pieno centro storico, a qualche metro da Piazza Farnese. Esiste una squadra del decoro urbano addetta a ripulire i segnali stradali? Dovremo forse aspettare che sia completamente coperto, che un'auto entri contromano senza saperlo e che ne esca fuori un bel frontale con relativo morto per vederli ripulire? Forse no. Abbiamo scoperto che esistono prodotti antiaffissione e antiadesivi. Ne abbiamo avuto conferma mandando qualche email in giro. Le ditte che abbiamo contattato, però, non vendono questi prodotti, ma offrono solo il servizio di ripulitura e protezione. Troppo costoso per noi, che vorremo invece utilizzarli su larga scala. Non ci resta che cercarli nei ferramenta, oppure online.

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