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Il Guido Reni District: uno sprazzo d'Europa in una città che lo è solo geograficamente.

martedì 7 marzo 2017
Per chi ha avuto il piacere di andarci si è sicuramente sentito proiettato in un'altra città dove questi interventi di recupero post-industriale sono all'ordine del giorno.

Oggi, gli organizzatori di eventi, festival e sfilate, ma anche di set televisivi e cinematografici hanno  a disposizione  un nuovo spazio polifunzionale e post industriale di 72mila metri quadrati nel centro di Roma. Inaugurato il Primo Dicembre 2016 il Guido Reni District, complesso di 23 location indipendenti e di differenti metrature situato nel quartiere Flaminio, di fronte al museo Maxxi, ha riscosso subito un enorme successo di pubblico.

La situazione è work in progress: la location è sorta dal recupero di una parte delle ex caserme Guido Reni, inutilizzate da molti anni dopo essere state agli inizi del Novecento uno stabilimento militare di materiali elettronici. L’intera area è di proprietà del Gruppo Cassa depositi e prestiti (controllato dal Ministero dell'Economia) che ne proseguirà il piano di riqualificazione con la realizzazione di unità di social housing e spazi per il co-working.
A gestire il Guido Reni District sono i "brivadi" della  Ninetynine, l’agenzia di eventi e marketing che ha supportato Cassa depositi e prestiti nel reperimento dei fondi privati necessari per finanziare i lavori di ristrutturazione del complesso. "E' un polo di innovazione e contaminazione nonché fucina di eventi e attività artistiche, culturali e creative a disposizione di tutta la città" dice il CEO di Ninetynine Simone Mazzarelli. "Abbiamo scelto il termine 'district' proprio perché lo spazio si presenterà come un’area urbana pronta ad accogliere le più diversificate attività di impresa”.

Guido Reni District sembra avere le caratteristiche per rispondere alle aspettative, anche perché può essere sede di eventi di piccole e di grandi dimensioni che si svolgono in contemporanea. La parte di stabilimento recuperato si estende su 50mila metri quadrati e si articola in 23 aree da 300 a 1.500 metri quadrati, alcune delle quali sono open space dai soffitti alti sino a 8 metri. Tutti gli spazi dispongono di ingressi carrabili e si affacciano su un'ampia corte esterna nella quale possono essere allestiti lunch, coffee break e attività di team building.

Che l'esperimento sia positivissimo e, secondo il nostro parere, da ripetere in altre parti della città è testimoniato dal fatto che Il Guido Reni District ha aperto col botto, ospitando la prima mondiale della mostra multimediale  The Adventures of Alice per poi bissare con ALTAROMA la kermesse dedicata alla moda nella Capitale, andata in scena dal 26 al 29 gennaio  scegliendo come  nuova scenografia quella dal fascino underground dell’ex Caserma di Via Guido Reni.

Perché se si creano infrastrutture, se si ha il coraggio di riqualificarle, di affidarle alla gestione privata si vengono giocoforza a creare quelle situazioni che ti fanno sentire europeo, in una città che al momento lo è solo geograficamente. Questa è una parte della Roma che vorremmo, un tassello di un puzzle che altrove hanno finito da un pezzo. RR








Provaci ancora, Woody

mercoledì 13 luglio 2011


Dopo Londra, Barcellona e Parigi, è la volta di Roma. Woody Allen sta girando il suo nuovo film (titolo provvisorio "Bop Decameron") proprio qui da noi, nella città eterna. Ce la farà a restituire l'immagine di una città romantica, moderna, europea, al passo con i tempi? Noi abbiamo qualche dubbio. Pur con tutta la fiducia nelle capacità registiche di Allen, sospettiamo che sarà molto difficile bypassare il degrado imperante nelle strade e nelle piazze di Roma. Le macchine in seconda fila, i pali storti, le bancarelle, i cartelloni, le scritte sui muri. Siamo quasi certi che almeno uno di questi elementi finirà nella pellicola di Woody Allen e forse è giusto che sia così: non è possibile che per girare a Roma, le troupe siano costrette a stravolgere l'aspetto della città, pur di mascherare l'incuria, il degrado, la sciatteria che pervade ogni strada della Capitale. Questo avviene solo da noi. Ricordiamo lo scenografo del film "Barney's Version" che fece i salti mortali per non inquadrare i graffiti sui muri di una Trastevere che nel film doveva apparire come negli anni '70. Oppure le parole di Tom Hanks durante le riprese di "Angels & Demons": "Non c'è una pietra regolare sulle strade di Roma, non c'è una via dritta, non c'è modo di attraversare facilmente alcuna via della Città Eterna". E ricordiamo ancora i vendesi appesi ai pali del Pantheon e le scritte sui muri di Piazza del Popolo. Cosa ci dobbiamo aspettare da "Bop Decameron"? Innanzitutto, una buona sceneggiatura, un film divertente, una descrizione più veritiera dei romani, a differenza di molti film cartolina degli ultimi anni (date uno sguardo ad "Eat Pray Love" se ne avete il coraggio...). E poi, speriamo, una città meno sgradevole di quella che vediamo tutti i giorni, bella ma piena di problemi. Quindi niente spuntini al camion bar di fronte al Colosseo, niente ambulanti abusivi nelle piazze del centro, niente affissioni abusive sui muri, niente cartelloni in mezzo agli spartitraffico e nelle aiuole vicino all'Auditorium. Vediamo se Woody Allen riuscirà a compiere questa "Mission Impossible". (Les)

La vera Roma è ben diversa

giovedì 24 dicembre 2009
"Queste vacanze di Natale siate italiani". E' questa la frase di lancio di Nine, il nuovo musical del regista Rob Marshall ambientato a Roma. In uscita la settimana di Natale negli States Nine è la trasposizione cinematografica del musical di Broadway ispirato al capolavoro di Fellini "8 ½" e si avvale di un cast stellare con le dive Nicole Kidman, Penélope Cruz, Marion Cotillard, Kate Hudson e la mitica Sophia Loren. La trama è la stessa del film di Federico Fellini, un viaggio interiore nella crisi esistenziale di un regista in crisi creativa che ripensa alle donne della sua vita tra cui la moglie, l’amante e la star femminile del suo ultimo film. Da noi uscirà a Gennaio, speriamo sia divertente e abbia delle belle musiche. Intanto appuntiamo sul taccuino un altro film di Hollywood ambientato a Roma (dopo Angels & Demons) che pubblicizza le sue bellezze artistiche: la commedia When in Rome, di prossima uscita. Ma com'è la vera Roma tante volte fantasticata nei film americani? Marcisce nel degrado, incurante del suo declino. Gli spazi che all’estero sono ben tenuti da noi sono sporchi e decadenti: giardini-discarica, stazioni della metro vandalizzate, scritte, affissioni. Tutti i luoghi per cui Roma è famosa nel mondo sono trattati con indifferenza. I monumenti e le piazze storiche sono oscurate dalle macchine, dalla monnezza, dalle bancarelle, dai writers. La vera Roma è una delusione. Speriamo che l’anno che verrà sia quello della lotta al degrado per restituire a Roma la sua vera bellezza.

Articolo: LES - Foto: GOOGLE

Riflessioni cinematografiche

lunedì 19 ottobre 2009


In questi giorni a Roma si svolge il Festival Internazionale del Film. Da quest'anno è stato istituito anche un "Premio Colosseo", un riconoscimento (a dire il vero un po' provinciale) a chi nel mondo parla bene di Roma. Il premio è andato a Franco Zeffirelli per il suo "Omaggio a Roma", un cortometraggio dedicato alle eterne bellezze della Capitale. Immagini bellissime, non c'è che dire. Ma Roma non è questo, i romani lo sanno, i turisti lo sanno. Dunque perché ingannare noi stessi e il prossimo? A Roma non servono spot ruffiani ma politici e cittadini che la migliorino prima di tutto per gli italiani stessi. Ormai la magia di Roma è quasi scomparsa sotto i graffiti che ricoprono interamente i muri dei suoi palazzi più belli. Se n'è accorto lo scenografo di "Barney's Version" in cerca di uno scorcio trasteverino privo di scritte, se ne stanno accorgendo i turisti venuti a Roma a cercare le atmosfere di "Angeli e Demoni". Le zone più belle della città versano nel degrado più totale, le vie, i ponti, i lungotevere, i vicoli tipici sono un ricettacolo di graffiti, monnezza, parcheggi abusivi. I monumenti che ci hanno resi famosi sono oscurati dalla sciatteria, dall'incuria del nostro arredo urbano. A dispetto della sua potenziale bellezza, Roma è diventata la città meno fotogenica d'Europa. Noi tutti vogliamo che la Città Eterna ritorni al suo antico splendore. Meno spot e più sostanza, i problemi per cortesia affrontiamoli senza nasconderli.

Articolo: LES - Foto: STREETVIEW

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