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Dopo il Colosseo, degrado anche alle Terme di Caracalla e incredibile sciatteria nei Giardini di Viale Mazzini. Questa è la Roma a 5 Stelle

mercoledì 24 maggio 2017


Cari lettori del blog, in questi giorni la nostra mail ufficiale sta ricevendo decine di segnalazioni al giorno che, sommate con quelle dei profili facebook e twitter, ci creano non poche difficoltà con la gestione dell'arretrato. Accorpiamo, non ce ne vogliano i nostri segnalatori, due denunce in unico post perché ritenute interessanti e indicative del modus operandi della macchina amministrativa capitolina. La prima, di Francesco Macrì, è relativa alle condizioni di sporcizia delle zone limitrofe alle Terme di Caracalla. Il sito, a differenza dell'articolo di ieri dove abbiamo ufficialmente chiesto le dimissioni del Sindaco Raggi per le condizioni indecorose delle aree antistanti al Colosseo di competenza comunale, rientra nella giurisdizione  della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma diretta dalla Dottoressa Mariarosaria Barbera, ma le foto del degrado si riferiscono ai viali alberati a ridosso delle Terme che sono di competenza comunale. Un disastro! L'ennesimo.
Le Terme, volute dall'Imperatore Caracalla, costituiscono uno dei più grandiosi esempi di terme imperiali e mantennero tale primato fino all'edificazione di quelle di Diocleziano. L'importanza turistica che rivestono è indiscutibile: nell'anno 2014, ultimo dato disponibile, tutto il circuito museale, comprendente, oltre alle Terme anche la Tomba di Cecilia Metella  e della Villa dei Quintili, è stato il ventunesimo sito italiano più visitato con oltre 260.000 visitatori ed un incasso lordo vicino al milione di euro. Purtroppo anche qui, sebbene il nostro amico in visita ci abbia inviato solo due foto, sono riscontrabili situazioni indecorose e irrispettose del luogo, della città in cui esso è custodito e dell'Italia tutta. Non vogliamo rassegnarci all'idea, mai lo faremo, che le situazioni fotografate, viste e immortalate da migliaia di turisti, siano la normalità. Questa è una cosa assolutamente da rigettare  e che rappresenta una tiratina d'orecchie a chi ha in gestione il luogo, le aree circostanti,  la loro cura e manutenzione. Questi siti, invidiatici da tutto il mondo, dovrebbero essere pulitissimi. E' chiaro il concetto? Purtroppo a Roma così non è.  Di seguito le foto del nostro utente.



Le Terme come dovrebbero essere

Cumuli di spazzatura nei viali circostanti le Terme di Caracalla

Roma e i suoi luoghi più significativi in abbandono. Immondizia ed evidenti segni di bivacchi nei pressi delle Terme di Caracalla

La seconda segnalazione è un pò datata. La mail è stata inviata giorno 5 del mese corrente e onestamente c'era sfuggita. La persona che ci ha segnalato l'assurdità, che nel frattempo ci auguriamo sia stata sanata, ci ha inviato due foto con un breve  e piccatissimo commento. 
Siamo nei giardini di Piazza Mazzini, I Municipio. L'AMA ha inteso togliere, forse per ragioni di sicurezza, gli storici contenitori in ghisa senza però provvedere a una sostituzione contestuale con gli altri, forse quelli trasparenti, ormai presenti in tutto il centro storico. La situazione è quella che vedete. Grottesca e mortificante. Non essendoci i cestini sostitutivi, segno ulteriore di una Municipalizzata allo sbando,  si è pensato, nella maniera più peracottara possibile, di legare dei sacchi con lo scotch ai pali dell'illuminazione pubblica. Il risultato, agghiacciante, è quello che vedete in foto. Roma. Era Raggi. Quasi pronti al raggiungimento di un anno di "amministrazione". Andiamo avanti... RR
Le mirabilie di AMA non smettono mai di stupirci


ROMA HA LA PERCENTUALE PIU' ALTA DI VERDE PUBBLICO D'EUROPA. LA SUA GESTIONE E' PERO' VERGOGNOSA. IL FOCUS SULLE VILLE STORICHE ROMANE, PATRIMONIO DELLA CITTA'.

domenica 26 marzo 2017
Nella foto uno dei tanti dormitori improvvisati a Villa Pamphilij dove è nato un vero e proprio racket di posti letto

Roma ha un patrimonio tra i patrimoni: le sue ville storiche. Sono tantissime che, insieme a parchi e giardini più recenti, contribuiscono a fare della Capitale la metropoli più green d'Europa. La percentuale del verde, nel vastissimo territorio comunale, è molto alta ma purtroppo il tutto è tenuto in piedi quasi esclusivamente dal volontariato.
Tornando alle sole Ville che sorsero a partire dal Rinascimento e prima del 1870 nel perimetro delle mura di Roma o nelle immediate adiacenze, proprietà di famiglie importanti,contando i Giardini del Quirinale, arriviamo a ben 46! Un numero veramente ragguardevole.

Le tre ville monumentali più grandi di Roma, in totale 448 ettari, che conservano la memoria dei re, del Risorgimento e dell’arte, sono vittime dell’incuria, dell’illegalità e dell’occupazione degli immigrati. Villa Ada, Villa Pamphilij e Villa Borghese hanno tutte i medesimi problemi: incuria, erba incolta, bivacchi, luogo di dimora improvvisato di extracomunitari, scippi e financo prostituzione. A Villa Ada, nella scuderia appartenuta ai Savoia, l'ex sindaco Veltroni voleva realizzare il museo dei giocattoli. Oggi è un rudere abbandonato. Come lo sono quelli di Villa Pamphilij: le serre ottocentesche sono diventate un dormitorio dove c’è il commercio dei giacigli. I suoi 184 ettari di verde sono affidati a soli 11 giardinieri. Erano 82, con l'arrivo delle coop di Buzzi. Presente il problema della prostituzione sul lato di largo Martin Luther King. L’intercapedine del ponte Artemisia Gentileschi Lomi, realizzato per l’Anno Santo (costo 2 miliardi e mezzo di lire) e che assolve la funzione di collegare le due entrate alla villa, è diventata un dormitorio: materassi, coperte, panni stesi ad asciugare. Tutto davanti a cittadini e turisti, rilasciando quell'immagine da terzo mondo che Roma, ormai da anni  si è appiccicata addosso! Niente di meglio nell'altro parco monumentale: Villa Borghese. Qui gli abitanti scelgono direttamente le tende che vengono smontate al mattino presto per sottrarsi ad improbabili controlli.
Poco distante c'è l'uscita metro che scarica turisti pronti a visitare una delle Ville più importanti di Roma che vengono accolti da uno stuolo d'immondizia mai raccolta, ormai assemblatasi al terreno e da due ali di abusivi che vendono liberamente merce contraffatta. A un centinaio di metri da questo punto c'è la cabina Acea dove fu stuprata nel 2011 una ragazza americana.
La situazioni delle altre ville più piccole e dei Parchi e aree verdi è, se è possibile, ancora peggiore. Un patrimonio di verde pubblico che potrebbe migliorare di molto la qualità della vita dei propri cittadini viene maltrattato per manifesta incapacità alla sua gestione. Una bestemmia enorme per una città con tanta storia come la nostra. La soluzione, per noi di RR, è una sola: affidare le ville e i parchi ai privati. Solo in questo modo sarebbe possibile garantire standard qualitativi elevati e una fruizione godibile da parte del cittadino e del turista. Se la Raggi e la Montanari hanno altre soluzioni, che non siano quelle misere di affidarsi all'attivismo del cittadino volenteroso, le dicano e presto: i parchi e le ville storiche sono patrimonio di Roma, dei romani e di chi ci viene a visitare. Meritano rispetto e tanta, tantissima, cura. RR.

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