Anche l'America denuncia: Roma devastata

venerdì 6 agosto 2010


I nostri amici di ReTake Rome finiscono sulla prima pagina del Wall Street Journal. Un bell'articolo (con tanto di video esplicativo) dedicato all'invasione delle scritte sui muri dei palazzi di Roma, alle lamentele dei turisti increduli e ai pochi resistenti (le cosidette "brigate anti-graffiti", di cui anche noi facciamo parte) che organizzano interventi di pulizia nei quartieri. Un bel pugno nello stomaco per noi romani. L'articolo è stato ripreso e tradotto da Repubblica. Buona lettura.

"Battaglia colossale a Roma". Il titolo del Wall Street Journal, nella homepage sul sito del quotidiano newyorchese, evoca gesta storiche ma il contenuto è di tutta attualità: la lotta ai graffitari che imbrattano i palazzi più belli del centro storico di Roma, nella quale ora si è impegnato anche un gruppo di americani residenti. "Un'ondata di graffiti si è riversata sulle strade del centro storico di Roma negli ultimi anni", dice il Wsj nel servizio televisivo trasmesso sul suo sito, secondo cui "alcuni romani vedono i graffiti come un modo per riscattare la città dai turisti e impedire che il centro storico diventi un museo". Le interviste svolte dal quotidiano per le strade del centro rendono evidente il "disappunto dei turisti", che arrivano aspettandosi le meraviglie del passato e trovano invece scritte non dissimili da quelle impresse sui vagoni ferroviari di qualsiasi altra città moderna americana o tedesca. La stretta promessa dal sindaco Gianni Alemanno - che promette di far ripulire i palazzi ai graffitari che li imbrattano - non sembra aver spaventato più di tanto i writer armati di bombolette spray. E allora a mobilitarsi è la comunità americana nella Capitale, capitanata niente meno che da alcuni diplomatici: "Negli ultimi mesi un gruppo di diplomatici americani e altri volontari hanno creato una "brigata anti-graffiti", in missione con pennelli e vernici per strappare Roma ai graffitari". Un'iniziativa - commenta il Wsj - che è piaciuta a molti romani, anche se non mancano gli scettici. (Repubblica.it)

Un'estate a Roma

giovedì 5 agosto 2010


Siamo in estate e per una volta tanto permetteteci di parlar bene della nostra città. Per tutti i lettori del blog, i romani rimasti a Roma, i turisti italiani e stranieri. Cosa fare in città, d'estate? Per sfuggire agli itinerari turistici di massa, niente di meglio che "rifugiarsi" sull'Aventino. Una passeggiata su e giù per i clivi, un affaccio dalla terrazza del Giardino degli Aranci, una visita alla Basilica di Santa Sabina e infine un salto in Piazza dei Cavalieri di Malta, per osservare la Cupola di San Pietro, perfettamente inquadrata dallo spioncino del portone dell'Ambasciata di Malta. Se poi volete godervi una prospettiva più "ravvicinata" sul Cuppolone, c'è Via Piccolomini, raggiungibile dalla suggestiva Via Aurelia Antica. Percorrete tutta la strada e vedrete che, per un curioso effetto ottico, più vi avvicinate più la cupola sembra rimpicciolirsi. Meglio andarci di notte, con la cupola illuminata. Di prima mattina, se non fa troppo caldo, si può organizzare una visita al meraviglioso Parco degli Acquedotti, o un giro in mountain bike sull'Appia Antica o a Villa Pamphili. Passeggiando per il centro, non dimenticate mai di entrare nelle chiese. Molte di esse custodiscono tesori inestimabili e gratuitamente godibili. Come lo straordinario soffitto in trompe-l'oeil della Chiesa di Sant'Ignazio, il Mosè di Michelangelo a San Pietro in Vincoli, i capolavori del Caravaggio a San Luigi dei Francesi, Sant'Agostino e Santa Maria del Popolo. Per gli amanti della Roma nascosta, niente di meglio di una passeggiata allo stravagante Quartiere Coppedè e alla Casina delle Civette di Villa Torlonia. Di sera, non perdete l'occasione (tutti i sabati, dal 21 agosto fino al 2 ottobre) di visitare le Terme di Caracalla. La grandiosità del luogo, le rovine illuminate, il silenzio, rotto solo dallo stridio dei gabbiani, è quanto di più suggestivo si possa immaginare. Per concludere la serata, aperitivo al Caffè Emporio o da MoMò, una birra e uno spuntino alla Brasserie 4:20 o all'Open Baladin, un drink da Le Bon Bock, un bel gelato da V-Ice, uno spettacolo shakespeariano al Globe Theatre di Villa Borghese e una passeggiata notturna Lungo er Tevere, sulle banchine, con stand, mostre fotografiche, ristopub e cinema all'aperto nella suggestiva piazzetta dell'Isola Tiberina.

Roma suq!

mercoledì 4 agosto 2010


Mutandari, calzettari, caldarrostari, paninari, pataccari, venditori di Souvenir. Non c'è monumento, piazza, luogo archeologico che non sia stato invaso da almeno un camioncino di un venditore ambulante. E se il suq quotidiano in cui Roma affoga non vi basta, preparatevi a leggere questo articolo. Di sicuro non vi sarà sfuggito, ma lo riproponiamo comunque per chi fosse partito per le vacanze e non avesse avuto modo di leggerlo. Approfittando della pausa balneare, il consigliere Giordano Tredicine, rampollo della nota famiglia di ambulanti, ha pensato bene di proporre e far approvare una porcata colossale. Leggiamo il Corriere: "Il consigliere pidiellino ha preparato una sfilza di emendamenti (al regolamento per le occupazioni di suolo pubblico, n.d.r.) per facilitare i commercianti, e quindi anche gli ambulanti: rendere meno difficili le concessioni, aggiungere una soglia di tolleranza del 5% per gli abusi, eliminare l’obbligatorietà dei pareri della Sovrintendenza comunale, dell’ufficio Città storica, del Dipartimento Mobilità, del Servizio giardini." Bene, proprio quello di cui Roma ha bisogno! Un unico, sterminato suq di pataccari! Ma come ha fatto Tredicine a far passare questa ignominia? Continuiamo a leggere: "In certi casi, è sufficiente una parolina: «Art. 4 bis, punto due. Aggiungere non dopo la parola preventivi». Basta andare a leggere: «L’ufficio comunale — è scritto nella delibera — competente deve chiedere i pareri preventivi e obbligatori dei seguenti uffici». Basta un non, e quei pareri non sono più obbligatori. E, in un altro foglio di emendamenti, Tredicine propone che le «aree oggetto di precedente concessione e regolarmente utilizzate non possono costituire oggetto di nuove concessioni». Una sorta di vitalizio, che però è contro la legge." Insomma, una porcata in grande stile, che ha scatenato una mezza rissa in Aula. Il blitz, però, rischia di avere risvolti inaspettati. A quanto pare una delle firme (quella di Gramazio) risulterebbe taroccata. Lo denuncia Repubblica in un articolo nella prima pagina della Cronaca Roma. Per ora è solo un'ipotesi, ma se fosse verificata Tredicine rischierebbe seriamente di essere trombato. Una eventualità che fa già fregare le mani a non pochi consiglieri della maggioranza. Date un'occhiata qui.

"Famo come ce pare"

martedì 3 agosto 2010


Scritte politiche sui muri di diverso colore. Ragazzini insoddisfatti della vita, che sfogano le proprie frustrazioni scarabocchiando i muri. E quando i muri sono già scarabbocchiati, si scarabocchia lo scarabocchio altrui, per dispetto, o per disaccordo con quanto scritto. Una città abbandonata al suo destino, consegnata nelle mani dei vandali senza opporre resistenza. Vandali che nel gfrattempo abbiamo imparato a ignorare o addirittura a definire "artisti" per giustificare e archiviare un fenomeno che non siamo in grado di contrastare in alcun modo. Sperare che qualcuno apra gli occhi è pura utopia. Il ritmo con cui i writers si mangiano pezzi di città è enormemente superiore a quello con cui amministratori comunali e privati cittadini si prodigano per ripulire. Non esiste una strategia efficacie contro questo schifo. Non esiste. E se prendere atto del problema è il primo passo per risolverlo, è bene che se ne prenda atto quanto prima. Pochi cittadini e commercianti veramente attenti al decoro tengono puliti muri e saracinesche con costanza. Ci sono i volontari dei blog antidegrado, tra cui noi, che ogni tanto organizziamo interventi di pulizia di muri e saracinesche previa autorizzazione dei proprietari. Ma siamo in pochi, una goccia nel mare. Una élite controcorrente, un movimento d'avanguardia. Certo non siamo e non saremo noi gli eroi che salveranno questa città. Certo il nostro progetto non è l'unico fattibile e forse neanche il migliore. Ma allo stato attuale non c'è nessun'altra proposta alternativa alla nostra. E non c'è, in città, nessun'altra associazione, blog, giornale, che abbia sollevato la questione proponendo uan soluzione a questo schifo. L'ordinanza anti-writer è un provvedimento che fa ridere i polli, i galli e pure le galline. A Roma servirebbe un "piano Marshall" di pulizia e protezione delle facciate, con centinaia di migliaia di euro stanziati e incentivi e sgravi fiscali da affiancare alle misure repressive. E servirebbe anche incentivare l'operato dei gruppi di volontari, specialmente di quelli (come noi) che operano con interventi di qualità e a regola d'arte. Vedremo cosa ci riserverà il futuro. Noi di sicuro andiamo avanti.

Favelas giornalara

lunedì 2 agosto 2010


E' mai possibile che ogni giornalaio debba ridurre in questo modo il tratto di strada circostante l'edicola? E' la domanda che ci poniamo ogni qualvolta ci troviamo di fronte a questi tristi spettacolini di quotidiana inciviltà. Ormai il romano medio ci ha fatto l'abitudine, anche grazie al lassismo delle amministrazioni che negli anni hanno lasciato incancrenire queste situazioni. Ma chi il degrado non l'ha mai sopportato, chi magari gira l'Europa ed è attento ad ogni minimo dettaglio, non può non far notare come i giornalai romani (e italiani in genere) siano degli enormi, impuniti generatori di degrado. Ci riferiamo, nello specifico, alla cartaccia incollata sui muri (vedete quella targa bianca? E' un divieto d'affissione!), alla quotidiana selva di annunci di concorsi pubblici e pubblicità appiccicata sui pali della luce o sui segnali stradali, o magari caduta in terra e lì abbandonata per giorni e giorni. Di fronte a una simile scena, ci chiediamo: è forse legale appiccicare cartaccia sui muri a pochi centimetri da un divieto d'affissione? E se non è legale, perché nessuno interviene a togliere quella monnezza ignobile? Di chi è la competenza? Domande all'apparenza senza risposta. Abbiamo lasciato incancrenire queste situazioni, estirparle oggi richiederebbe uno sforzo titanico. Il cittadino non è autorizzato a fare nulla, può solo fotografare e fare un esposto. Lo stesso vale anche per le affissioni abusive e le scritte sui muri. Sta bene, ne prendiamo atto. Ma se davvero ognuno di noi operasse in questo modo, finiremmo per intasare la municipale con valanghe di segnalazioni. D'altra parte noi il degrado non lo sopportiamo e abbiamo tutto il diritto di denunciarlo. E a quel punto che succede? E' probabile che la municipale, sommersa di segnalazioni, finisca per gettare la spugna. E al cittadino non resterebbe che denunciare i vigili per omissione d'atti d'ufficio. Un serpente che si morde la coda. Da qui nasce il nostro progetto, che ben presto speriamo di trasformare in realtà. Presnetare un progetto al Comune e ottenere il patrocinio con l'autorizzazione a ripulire in qualità di volontari antidegrado. Questa foto ce la manda Marcello. Provate a fare un confronto con le edicole di Parigi. Guardate che edicola. Guardate che cura. La loro civiltà, il nostro schifo.

ShareThis