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IL TEVERE, QUEL FIUME CHE DÀ QUASI FASTIDIO! INCREDIBILE POTENZIALE SPRECATO.

sabato 15 aprile 2017
Roma o Bangkok? Foto pubblicata dal Blog RFS


Del Tevere parliamo spesso. Lo abbiamo fatto in diverse occasioni e ci torneremo sempre. E' un nostro cruccio. Vederlo ridotto in queste condizioni è una vergogna costante: una ferita al cuore della città. Un'enorme occasione sprecata di migliorare la qualità della vita di tutti, di creare occupazione, di migliorare la viabilità.*
*Sempre valida per noi l'idea di creare una metropolitana sul Fiume come hanno fatto in altre città europee. Occorre ripristinarne la navigabilità, cosa possibilissima. Al momento, inascoltati.

Divorato dal degrado:



I  muraglioni sono un susseguirsi, senza soluzione di continuità, di graffiti. Ogni discenderia puzza di urina e feci: ci si libera dove si può. Accampamenti di sbandati sotto i ponti più preziosi e accampamenti Rom, sempre nel tratto urbano del fiume, ma lì dove la vegetazione consente maggiore privacy. Un esempio per tutti? L'area del fiume che passa da Testaccio dal cui ponte è possibile vedere una vera e propria bidonville con immancabili lingue di rifiuti che dalle baracche arrivano fino al fiume, insozzandolo. Una cosa nauseabonda. "Mai più accampamenti sul Tevere - disse nell'ormai lontano Agosto 2016 Virginia Raggi - davanti ad uno stuolo di giornalisti. Lo abbiamo visto. Lo stiamo vedendo ogni giorno. Anche il povero William Kentridge, artista sudafricano di fama mondiale, noto per i suoi disegni, incisioni e conosciuto soprattutto per i suoi film di animazione creati da disegni a carboncino, ha dovuto supplicare chiunque per vedere tutelata la sua opera Triumphs and Laments, regalata alla città e sfregiata da graffiti. Una figura di merda interplanetaria. Fortuna che esistono associazioni meritevoli come gli amici di Tevereterno che si sono subito attivati per salvare la faccia alla città.
Ma mentre vi scriviamo, mentre siamo certi di scrivere cose sacrosante, altrove si lavora e si realizza.


A Parigi, lungo la Senna, è stato realizzato un parco urbano, un’area pedonale e una nuova ciclabile. Un luogo d'incontro, dove fare attività sportiva, passeggiare, prendere il sole, divertirsi con attività ed esibizioni di artisti, senza traffico e auto.
A inaugurare “Rives de Seine”, otto ettari di parco, con verde, giochi e intrattenimento, è stata la stessa sindaca Anne Hidalgo, che da tempo ha dichiarato guerra a smog e inquinamento: Ecco qui, avete un nuovo parco, sognavate un parco nel centro della Senna, ed ecco esaudito il vostro desiderioha detto.
Percorsi attrezzatti per i più piccoli, cyclette elettriche in cui è possibile ricaricare i cellulari, uno spazio dedicato ai parigini nel cuore della città, che sembrano apprezzare. “E fantastico, rilassante, una piccola città senza auto, il mio sogno è vivere in una città moderna e sostenibile, quindi per me è una bella cosa questa iniziativa, sono felice”.


E non è tutto. Sempre restando a Parigi, per oggi ci limitiamo solo alla capitale francese, due imprenditori hanno dato vita a  dei taxi volanti che sfrutterebbero i corsi d'acqua delle città per spostarsi da un luogo all'altro. (Mentre noi proponiamo metropolitane sul Tevere, venendo quasi derisi, in altre latitudini sono già oltre).
Ovviamente, essendo francesi, hanno fatto partire la prima sperimentazione sulla Senna.
L’idea dei taxi volanti piace: come si augura il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, le bolle-taxi potrebbero diventare dei veri e propri mezzi per spostarsi in città. Una sorta di nuovo car-sharing. Le bolle saranno alimentate a batteria e si librano alcuni pollici sopra il livello dell’acqua. Possono trasportare fino a cinque persone alla volta, compreso il pilota, ed entrare in servizio entro l’estate del 2017. Poco? RR

Le bolle-taxi pronte a partire sulla Senna a Parigi


A ROMA E' EMERGENZA RIFIUTI. BERLINO E PARIGI HANNO CITTA' PULITE E I LORO ABITANTI PAGANO MOLTO MENO. BASTEREBBE COPIARE DALL'ESTERO INVECE SI E' ANCORA SOTTO RICATTO DI MANLIO CERRONI. PERCHE'?

lunedì 10 aprile 2017
Camion carichi di monnezza  fermi davanti allo stabilimento Colari (foto  Lavoratori Ama)

Il Dato.

Roma Capitale dipende ancora da Manlio Cerroni e dai suoi capricci/ricatti. 
I suoi  due Tmb, che (insieme ai due di Ama) trattano parte della spazzatura di Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano, sono fondamentali perché Roma non venga sommersa dai rifiuti! Fondamentali ma non risolutivi: Il resto va spedito in altri impianti extra-regionali e in Germania e la bolletta per il romano lievita, diventa salatissima a fronte di una città  lurida.

Nonostante la chiusura di Malagrotta, la più grande discarica d'Europa, voluta da Ignazio Marino e di Proprietà del Ras della Monnezza Manlio Cerroni, il rapporto tra Roma Capitale  e le sue società non è mai di fatto terminato. Roma è andata in questi mesi in evidente sofferenza, per non parlare di vera e propria emergenza, perché i due impianti del Consorzio Colari, di proprietà di Cerroni, sono stati colpiti da un'interdittiva antimafia rendendo, di fatto, impossibile al Comune di Roma il trattamento dei rifiuti in quegli impianti per l'inattuabilità di avere rapporti con società colpite da tali pesanti provvedimenti. (Dei problemi di conferimento presso gli impianti Colari ne avevamo già parlato qui grazie ai nostri contatti diretti con personale AMA.)

Tamponare l'emergenza.


Per arrestare la già conclamata emergenza, negata allo stremo dai pasdaran grillini che sulla nostra pagina facebook osavano indicare come foto non recenti quelle raffiguranti cumuli e cumuli di mondezza ai quattro angoli di Roma, è dovuto intervenire, e con urgenza, il Prefetto di Roma, Paola Basilone, che ha nominato Luigi Palumbo quale commissario ad hoc per trattare i rapporti economici tra Colari e Roma Capitale. Una figura di garanzia, un escamotage istituzionale per garantire la ripresa dello sversamento dei rifiuti presso quegli impianti che, ancora oggi, sono fondamentali per lo smaltimento della monnezza capitolina.

L'Uscita dall'Emergenza.

Questa situazione, a detta dell'Assessore Pinuccia Montanari, durerà almeno altri tre anni (!?!). C'è un piano di uscita ma ci vogliono tempi tecnici per quello che lo stesso Assessore definisce "chiusura del ciclo". Nel frattempo si continuerà a pagare Cerroni e a mandare i rifiuti all'estero dove riescono a trasformare un problema in risorsa. Cosa sia cambiato dal 21 marzo ad oggi non ci è dato sapere. In quella data, la Montanari parlava di tempi più brevi. Diceva: "Non c’è emergenza rifiuti in vista per la città di Roma. Il ciclo dei rifiuti lo chiudiamo. Ama a fine aprile approverà il nuovo piano industriale che sicuramente vedrà la presenza di tre impianti di compostaggio da 40mila a 60mila tonnellate, che daranno una capacità, con impianti aerobici, di assorbimento delle 300mila tonnellate. Il ciclo, dunque, si chiude con tre impianti. Dateci il tempo di elaborare i piani di fattibilità, oltre al fatto che favoriremo la nascita sul territorio di altre imprese di green economy che aumenteranno l’indotto del settore”. Così l’assessora capitolina all’Ambiente Pinuccia Montanari. Ripetiamo: cosa sia cambiato dal 21 Marzo ad oggi non è dato sapere. Siamo in mano a queste persone.
A noi però piace fare confronti. In primo luogo vorremmo capire come mai il romano produce  603 kg di rifiuti/anno contro i 430 kg pro-capite di un parigino e i 388 di un berlinese. Perché? Se andiamo poi a vedere come queste due città, prese ad esempio, smaltiscono i rifiuti incominciamo a capire qualcosina di più. La nostra dipendenza dagli impianti di cui sopra, dagli impianti extra-regionali e l'invio dei rifiuti all'estero porta a far pagare al romano una media di 162 euro ad abitante. Questi problemi non li hanno a Berlino in quanto tutti gli impianti necessari al trattamento li hanno direttamente all'interno del territorio comunale e la bolletta scende a 74 euro persona. A Parigi il tipo di raccolta è simile a quello romano: “porta a porta” e con cassonetti nelle strade, così come anche per il trattamento dei rifiuti si avvale prevalentemente di società esterne. Ma c'è  una differenza rilevantissima: l’amministrazione parigina gioca un ruolo importante nel rivendere le materie prime provenienti dalla raccolta differenziata attestando la tassa relativa ai rifiuti  a circa 121 € annui per abitante. Parigi e Berlino sono città pulite. Roma no e il romano paga pure di più di tutti. Invertire la tendenza è obbligatorio. Prendere esempio da queste città sarebbe la cosa più semplice da fare. Ma non si può fare! Dunque non ci resta, tra un ricatto e l'altro di Cerroni,  che aspettare i tempi tecnici della "chiusura del ciclo dei rifiuti". RR

PERCHE' NON SI ISTITUTISCE UNA BRIGATA ANTIDEGRADO COME RECENTEMENTE FATTO A PARIGI?PERCHE' IL PROBLEMA DEGRADO SEMBRA NON INTERESSARE A QUESTA AMMINISTRAZIONE? PERCHE'!?!?

martedì 28 febbraio 2017

Dopo la recente istituzione di una Brigata specifica antidegrado a Parigi, voluta dal Sindaco Hidalgo, composta da 320 agenti che, h 24, avranno il compito di eliminare le occupazioni abusive del suolo pubblico; il deposito di rifiuti sulle strade e  tutto ciò che ostacola il movimento di pedoni e veicoli (quindi forme di pubblicità irregolare o sosta selvaggia);le deiezioni canine; l’espletare bisogni corporali sulla via pubblica; l’inquinamento sonoro dovuto a artisti di strada non autorizzati; le scritte sui muri; l’ostruzione delle fognature, anche a Trento, ad aprile 2016, è stata istituita un'Unità Anti-degrado, per dare una concreta risposta ai bisogni di sicurezza, lotta al degrado, promozione della civile convivenza ai cittadini. La Provincia sostiene, anche finanziariamente, un progetto sperimentale, di durata triennale, che coinvolgerà tanto gli agenti di polizia locale quanto quelli di polizia giudiziaria.
Il finanziamento provinciale concesso al Comune sarà di euro 901.018,96 per i primi due anni, che diventeranno in tutto 1.306.197,10 se il progetto verrà esteso anche al terzo anno. Il progetto prevede che l'unità operativa antidegrado sia composta da dieci agenti di polizia locale, coordinati da un responsabile-ispettore. È previsto inoltre un rafforzamento di ulteriori due unità di agenti di polizia locale del nucleo di polizia giudiziaria, per le attività di supporto.
Il progetto di istituzione di un'unità antidegrado presso il corpo intercomunale di polizia locale Trento-Monte Bondone punta ad assicurare una presenza costante in alcune zone circoscritte del comune di Trento da parte di pattuglie di agenti di polizia locale in grado di intervenire in maniera determinante su quei comportamenti che, seppur non sfociando necessariamente in illeciti di natura penale, influiscono in maniera negativa sulla percezione della sicurezza, e sul degrado generale e sulla qualità della civile convivenza. Prima dell'approvazione definitiva del provvedimento da parte della Giunta provinciale dovrà essere acquisito il parere del Consiglio delle autonomie locali.
«Il progetto proposto dal Comune di Trento, e che la Provincia ha deciso di appoggiare - spiega Daldoss - punta innanzitutto alla prevenzione del degrado e alla percezione che i cittadini hanno della propria sicurezza. Negli ultimi anni il Comune ha investito molto su interventi di riqualificazione urbana, anch'essi sostenuti con convinzione dalla Provincia autonoma, recuperando e valorizzando spazi pubblici e accrescendo in generale la vivibilità della città. Ma questi interventi, pur importanti, non sono sufficienti. Dobbiamo quindi sforzarci di sperimentare strade nuove, nuovi modelli di intervento per far sì che tutti si sentano realmente sicuri quando vivono la città e liberi di utilizzarne i diversi spazi, in particolare quelli percepiti come meno 'accessibili, senza disagio nè timore. Il senso di questa esperienza pilota, che potrebbe essere in futuro estesa ad altri contesti, se necessario, è questo». Considerato che anche a Milano esiste da 8 anni uno specifico corpo anti-gaffiti con compiti d'indagine e di lotta a questa odiosa forma di degrado chiediamo che anche ROMA abbia, con numeri e mansioni identiche a Parigi, la propria Brigata anti-degrado. La città ne ha davvero bisogno. RR

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