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PERCHE' NON SI ISTITUTISCE UNA BRIGATA ANTIDEGRADO COME RECENTEMENTE FATTO A PARIGI?PERCHE' IL PROBLEMA DEGRADO SEMBRA NON INTERESSARE A QUESTA AMMINISTRAZIONE? PERCHE'!?!?

martedì 28 febbraio 2017

Dopo la recente istituzione di una Brigata specifica antidegrado a Parigi, voluta dal Sindaco Hidalgo, composta da 320 agenti che, h 24, avranno il compito di eliminare le occupazioni abusive del suolo pubblico; il deposito di rifiuti sulle strade e  tutto ciò che ostacola il movimento di pedoni e veicoli (quindi forme di pubblicità irregolare o sosta selvaggia);le deiezioni canine; l’espletare bisogni corporali sulla via pubblica; l’inquinamento sonoro dovuto a artisti di strada non autorizzati; le scritte sui muri; l’ostruzione delle fognature, anche a Trento, ad aprile 2016, è stata istituita un'Unità Anti-degrado, per dare una concreta risposta ai bisogni di sicurezza, lotta al degrado, promozione della civile convivenza ai cittadini. La Provincia sostiene, anche finanziariamente, un progetto sperimentale, di durata triennale, che coinvolgerà tanto gli agenti di polizia locale quanto quelli di polizia giudiziaria.
Il finanziamento provinciale concesso al Comune sarà di euro 901.018,96 per i primi due anni, che diventeranno in tutto 1.306.197,10 se il progetto verrà esteso anche al terzo anno. Il progetto prevede che l'unità operativa antidegrado sia composta da dieci agenti di polizia locale, coordinati da un responsabile-ispettore. È previsto inoltre un rafforzamento di ulteriori due unità di agenti di polizia locale del nucleo di polizia giudiziaria, per le attività di supporto.
Il progetto di istituzione di un'unità antidegrado presso il corpo intercomunale di polizia locale Trento-Monte Bondone punta ad assicurare una presenza costante in alcune zone circoscritte del comune di Trento da parte di pattuglie di agenti di polizia locale in grado di intervenire in maniera determinante su quei comportamenti che, seppur non sfociando necessariamente in illeciti di natura penale, influiscono in maniera negativa sulla percezione della sicurezza, e sul degrado generale e sulla qualità della civile convivenza. Prima dell'approvazione definitiva del provvedimento da parte della Giunta provinciale dovrà essere acquisito il parere del Consiglio delle autonomie locali.
«Il progetto proposto dal Comune di Trento, e che la Provincia ha deciso di appoggiare - spiega Daldoss - punta innanzitutto alla prevenzione del degrado e alla percezione che i cittadini hanno della propria sicurezza. Negli ultimi anni il Comune ha investito molto su interventi di riqualificazione urbana, anch'essi sostenuti con convinzione dalla Provincia autonoma, recuperando e valorizzando spazi pubblici e accrescendo in generale la vivibilità della città. Ma questi interventi, pur importanti, non sono sufficienti. Dobbiamo quindi sforzarci di sperimentare strade nuove, nuovi modelli di intervento per far sì che tutti si sentano realmente sicuri quando vivono la città e liberi di utilizzarne i diversi spazi, in particolare quelli percepiti come meno 'accessibili, senza disagio nè timore. Il senso di questa esperienza pilota, che potrebbe essere in futuro estesa ad altri contesti, se necessario, è questo». Considerato che anche a Milano esiste da 8 anni uno specifico corpo anti-gaffiti con compiti d'indagine e di lotta a questa odiosa forma di degrado chiediamo che anche ROMA abbia, con numeri e mansioni identiche a Parigi, la propria Brigata anti-degrado. La città ne ha davvero bisogno. RR

SERVIZIO RIMOZIONI INTERNALIZZATO IN ATAC: NUMERI RIDICOLI E TEMPI BIBLICI!

lunedì 27 febbraio 2017


L'dea d'internalizzare in Atac il servizio rimozioni delle auto in sosta selvaggia già era nell'aria .

Ieri la conferma ufficiale da parte del Presidente della Commissione Capitolina Trasporti, Enrico Stefàno. "Atac - ha fatto sapere Stefàno all'agenzia di stampa DIRE -  ha dato la propria disponibilità&".


Espleterà il servizio con numeri a nostro avviso parecchio ridicoli rispetto alla vastità del territorio comunale: appena 44 addetti ai carroattrezzi, 15 operatori bloccaruota e 36 custodi da reclutare esclusivamente da risorse interne. Numeri, non ce ne voglia il buon Stefàno, da cittadina di provincia e che possono solo scalfire l'enorme problema tipicamente romano della sosta selvaggia.

Qui, forse si fa finta di non capire, si deve schierare una  vera e propria corazzata  per riportare l'ordine e il rispetto delle regole, a suon di multe, ganasce e rimozioni, in tutta la città.  Un carrozzone di 12 mila dipendenti non può schierarne un centinaio per risolvere il problema: sembra davvero una barzelletta.

Deve passare il concetto che se lasci l'auto in sosta vietata potrai, bene che ti vada, ricevere una multa, ritrovarti le ganasce  (operazione da applicare assolutamente, come fanno ad esempio in Spagna, a tutte le auto con targa straniera trovate in difetto che, oggi, impunite, fanno quello che vogliono) o esser costretto a recarti in deposito per il recupro dell'auto con il pagamento di multa e custodia temporanea del mezzo. Va intensificato all'ennesima potenza lo Street control: le multe devono arrivare a mitragliate; il Corpo dei Vigili deve lavorare!

L'altra cosa avvilente sono i tempi: sempre troppo lunghi. Anche in questo caso, i grillini non brillano di buona amministrazione. Per metter su un servizio di rimozioni internalizzato oggi a Roma serve l'iter di un anno. Avete capito bene: un anno! Tanto che, mentre Stefàno pensa ad una soluzione temporanea, noi romani,che agognamo ordine per le strade, siam sempre più scoraggiati. RR 



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