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DOPO IL TEVERE, ANCORA LAGHETTO DELL'EUR SHOCK! CONDIZIONI DISASTROSE.

sabato 24 giugno 2017
Sulle condizioni pessime del Laghetto dell'EUR avevamo parlato approfonditamente, sulle pagine di questo blog, un paio di mesi addietro. Siamo ritornati, lo ha fatto per noi una nostra collaboratrice, e le condizioni del laghetto sono, e non lo credevamo possibile, addirittura peggiorate! Non parliamo della zona dei giardini: anche su quello c'è da stendere un velo pietoso, come per tutto il verde cittadino. Ci limitiamo a parlare della qualità dell'acqua, molto più vicina a una cloaca che a un Lago urbano, all'infinità di alghe e al conseguente enorme puzzo, da svenire, che ne deriva. Questa coppia di foto che postiamo si uniscono, idealmente, a quelle a corredo nell'articolo sul sacro Tevere, anch'esso ridotto in condizioni pietose. Due simboli di Roma, testimoni incosapevoli dell'inesorabile declino della città. Guardate voi stessi le condizioni accennate. Per il tanfo di fogna purtroppo non possiamo aiutarvi! 
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Potrebbe interessarti: http://eur.romatoday.it/laghetto-eur-giardino-cascate.html
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Queste le condizioni del cuore del Quartiere degli affari di Roma Capitale: cose inconcepibili a Paris La Défense. Cose inconcebibili nel resto d'Europa.  - N.B. Le foto si riferiscono alla zona delle cascate, invase da una distesa di mucillagine maleodorante: cosa piuttosto grottesca. Il Giardino delle Cascate e il Ponte Ashi, realizzato nel 1961 dall'Architetto De Vico, erano tornate alla disponibilità dei romani dopo 56 anni di chiusura! Il 5 Maggio 2017, data dell'apertura, avevamo registrato i toni trionfalistici del Consigliere Municipale Pentastellato Diario e del Presidente del IX D'Innocenti che avevano parlato di "passaggio importante per il rilancio del quartiere!" Un rilancio evidente: da fogna di Calcutta! RR



 

ROMA E' RIDOTTA IN QUESTE CONDIZIONI NON SOLO PER COLPA DELLA POLITICA E DEI ROMANI MA ANCHE PER CERTA STAMPA. UN ESEMPIO CALZANTE A SOSTEGNO DELLA NOSTRA TESI.

sabato 8 aprile 2017

Lo schifo del reparto maternità del San Camillo Forlanini
Lo schifo del reparto maternità del San Camillo Forlanini
 Lo schifo del reparto maternità del Grassi di Ostia
Lo schifo del reparto maternità del Grassi di Ostia


Abbiamo chiesto a Neonatologi e Pediatri, romani e no: quello che avviene nei reparti maternità della città è un fenomeno tipicamente romano che definire vergognoso è poco. Oggi torniamo a parlare di questa enorme manifestazione d'inciviltà pura non solo per continuare a denunciarla ma per usarla come elemento utile a far passare un concetto semplice: se Roma è ridotta in queste condizioni non è solo colpa della Politica, di alcuni romani ma anche di certa stampa cittadina e delle redazioni locali di celebrati giornali nazionali. Mentre i blog, non solo il nostro ovviamente, trovano incredibile che reparti di maternità come il Grassi di Ostia e il San Camillo Forlanini siano vergognosamente riempiti di scritte di padri, nonne, nonni, cugine, cugini novelli Writers, la stampa locale non solo giustifica il fenomeno ma lo esalta trovandoci financo una matrice poetica. Fortunatamente tutto è reperibile sul web.  E facendo una rapida ricerca ecco venir fuori articoli inneggianti il pessimo malcostume, ripetiamo, esclusivamente  e tipicamente romano. Partiamo da Il Messaggero. Articolo a firma di tale Beatrice Picchi. "L’attesa è un tempo sacro e creativo. Sta per nascere tuo figlio, le pareti degli ospedali diventano murales di emozioni, pagine di un diario che diventa di tutti. “Karola, sbrigate”, “Willi ti stiamo aspettando dalle 19, dajebello di papà”, “Deborah sarai bellissima”, “Megane, sei tutti noi”. " L'articolo inizia incredibilmente così ed è preludio di un'apoteosi di cazzate che generano un pensiero distorto, che giustificano una cosa vergognosa e che diventano tasselli di un puzzle che, minimizzando, trovando poesia nel degrado,  hanno contribuito a ridurre la città in queste condizioni. Leggete cosa scrive la Picchi e cosa gli ha fatto pubblicare Il Messaggero: "I bambini appena nati appaiono nei graffiti di genitori, parenti e amici sui muri del reparto maternità dell’ospedale San Camillo, di Roma. Le scritte che testimoniano la felicità per il nuovo arrivato e il desiderio di farlo sapere a tutti, sono compagne inseparabili dei reparti di ostetricia delle città: sui muri, sulle porte degli ascensori, sui sedili della sale d’aspetto. Una versione pop dei geroglifici, immagini stampate a colori, flash di batticuore. L’importante è esserci e fissare per sempre un momento così bello." E continua:" Le scritte raccontano di un Paese multietnico, di un nuovo alfabeto ricco di ipsilon, kappa, parole corte, cortissime senza vocali. Al secondo piano del dipartimento di ostetricia e ginecologia graffiti frettolosi e meravigliosi, perché ora hai fretta di vederlo il tuo bambino, di tenerlo tra le braccia il nipote che avrà gli occhi di tua figlia."
La nuova stagione della vita, sintetizziamo il pezzo de Il Messaggero, inizia con "un atto d'amore" (ovvero il graffito) e "si schiude con un bimbo che nasce". "Scritte nere, gialle, rosse che rimangono sui muri e fanno tenerezza: sali le scale e sui gradini cuori e stelline con il pennarello blu raccontano di una felicità assoluta colta nell’attimo in cui è stata vissuta: avere un figlio." Conato e disgusto per quanto letto e a voi riportato. Ma passiamo al Corriere della Sera. Qui non c'è un articolo vero e proprio ma una gallery che s'intitola "Rocco c'è!" Ventuno immagini accompagnate da una didascalia che, sullo stesso stile de Il Messaggero giustifica ed esalta il fenomeno. Ecco il testo: «Rocco c’è», ma anche Massimo, Eva, Riccardo, Sara. E pure Indira, Jin Liang Xiang e Khadim. Sono i neonati del San Camillo di Roma che, appena venuti al mondo, o in procinto di, hanno già un esercito di parenti e amici pronti a tracciare un segno indelebile (o quasi) sulle pareti per celebrare la loro nascita. Come mostriamo in questa fotogallery, i muri del reparto di Ostetricia dell’ospedale sono pieni di scritte e graffiti dedicati ai bebè. Un giorno, diventato adulto, Rocco forse si troverà nella stessa situazione di suo padre e ripeterà il gesto «per testimoniare agli altri — e soprattutto a se stesso — la felicità», scrive FRANCESCO PICCOLO in un articolo dedicato al fenomeno. 
Potremmo continuare all'infinito riportandovi  articoli di altri quotidiani di ugual tenore ma crediamo di avere già raggiunto l'obiettivo. Ripetiamo: se Roma è ridotta in queste condizioni non è solo per colpa della Politica, non è solo colpa dei romani ma è anche colpa di questi giornali che per anni non hanno voluto o saputo svolgere la loro funzione critica, che hanno abbracciato i potenti di turno facendo bypassare come normali atteggiamenti, situazioni, avvenimenti che normali non erano e non sono. Lo hanno fatto e lo continuano a fare. Ci e vi hanno riempito la testa di cagate, contribuendo a plasmare quello che noi oggi, in maniera dispregiativa, chiamiamo il "romanaro". Perché se scrivere un graffito in un ospedale è "un atto d'amore", il parcheggiare in doppia fila per prendere un rapido caffè diventa una cosa socialmente tollerabile, come lo è gettare una carta in terra o magari un materasso in strada, senza chiamare l'Ama o recarsi nell'apposita Isola Ecologica. Qui siamo alla follia. Davvero siamo alla follia pura. RR

Turisti raggiungono il Colosseo tra macerie, abusivi e immondizia. Il video-vergogna della Consigliera Naim. #soloaroma!

domenica 26 marzo 2017
 
Video di Nathalie Naim
 
 
In una città che ha perso ormai da tempo la propria dignità, con grandissimo disappunto dei tantissimi romani che per queste cose s'incazzano davvero, oggi siamo a mostrarvi una cosa incredibile. Qui ormai la realtà supera, e di molto, la fantasia.
 
Il fatto:
Nemmeno una settimana fa un'automobilista ubriaco, alle ore 5 del mattino, ha terminato la sua barcollante corsa contro il parapetto del belvedere vista Colosseo. A "PERACOTTOWN" ci si è affrettati a isolare l'area con il solito reticolato rosso che è ormai diventato famoso per i numerosi "pollai" che genera in città. Una cosa che a Roma non vuol dire intervento immediato, ma vuol dire che intanto ci si mette una toppa e poi, se e quando sarà possibile, s'interverrà. Il pollaio in questione sta però davanti a uno dei monumenti simbolo di Roma nel mondo: il Colosseo.
Bene, qualcuno ha pensato di spostare il reticolato arancione e relative transenne generando un fenomeno vergosnoso: i turisti in visita all'Anfiteatro Flavio, forse confusi dall'enorme disorganizzazione romana, imboccano, in salita e discesa, tra le macerie e con bimbi al seguito, la scalinata che porta al monumento da Via Salvi.
Nella discesa vengono assediati dagli abusivi che sono bellamente tornati sul proprio posto di lavoro.  Infine dal video della Consigliera Naim si può notare lo stato indecoroso dell'area antistante il monumento: cumuli d'immondizia e tanta rabbia nel vedere Roma ridotta ancora in queste condizioni.
 
Chi e perché ha spostato le transenne e il reticolato non è dato sapere. Certo è che in questa città, ancora oggi, gli organi preposti al controllo, se mai sono esistiti, non svolgono le loro mansioni e il loro dovere. Questo video ne è un'ulteriore, vergognosa, testimonianza. Riprendiamoci Roma.


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