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MILANO TRA LE GRANDI. ROMA CON BUCAREST, LIMA E BANGALORE. QUESTI I RISULTATI DELL'ULTIMA CLASSIFICA DI GaWC. VERGOGNA PER TUTTI!

domenica 16 aprile 2017

MILANO SI RICONFERMA CITTA' DI TIPO "ALPHA" NEL MONDO


Una città globale o mondiale corrisponde a un concetto di città con una serie di caratteristiche. In generale, alcuni criteri per definire una città globale sono:
  • Fama della città a livello internazionale: un esempio è la notorietà del nome.
  • La capacità di influire su temi di importanza mondiale e di partecipare a eventi internazionali di particolare rilievo come, per esempio, l'organizzazione di grandi eventi sportivi (come i Giochi olimpici o la Coppa del Mondo di Calcio), o economici come l'Expo, politici o sociali ed essere sede di organismi internazionali di rilievo.
  • Essere centro di una grande conurbazione e possedere una popolazione nell'area metropolitana adeguatamente numerosa.
  • Avere un aeroporto che funga da "hub" internazionale e quindi avere un gran numero di collegamenti aerei con le grandi città del mondo.
  • Avere un avanzato sistema di trasporti urbani ed essere ben collegata con altre città.
  • Possedere infrastrutture avanzate nel mondo delle telecomunicazioni.
  • Essere una città cosmopolita.
  • Avere un ambiente culturale specifico grazie all'esistenza di festival cinematografici, eventi musicali, gallerie d'arte, ecc.
  • Essere sede di imprese internazionali importanti per il commercio.  

Perché vi elenchiamo tutto questo? Perché la Globalization e la World Cities Research Network, comunemente conosciuta come GaWC, nel 2016 ha rilasciato la classifica mondiale delle città definite globali secondo i parametri di cui sopra. Tale classifica è stata resa nota a marzo 2017. 

Cos'è GaWC?

Iniziamo col dire che la GaWC è un organismo internazionale formato da un  gruppo di esperti mondiali costantemente impegnato nell'analisi e nella soluzione di problemi complessi, specie in campo politico, economico, con base nel dipartimento di Geografia dell'Università di Loughborough in Inghilterra, che studia le realzioni e il "potere d'influenza" che hanno le città del mondo in un contesto globalizzato. Gli studi della GaWC mirano a categorizzare, con cadenza biennale, le città di tutto  il mondo assegnandogli diversi livelli. Sostanzialmente tre: "Alpha" (con due variabili premianti  Alpha++ e Alpha+ e una minore Alpha-), "Beta" (con una variabile premiante Beta+ e una minore Beta- )  e "Gamma" (con una variabile premiante Gamma+ e una minore Gamma-) in base alla loro connettività internazionale. La lista si restringe obbligatoriamente ad un elenco di 307 città. Le altre, non presenti in classifica, non vengono considerate.

La notizia:

Milano viene confermata come città globale di tipo ALPHA insieme ad altre come Sydney, Chicago, Francoforte, Madrid, Toronto e Los Angeles. L'ultima classifica elaborata dal Globalization and World Cities (GaWC) Research Network, vede la città meneghina terza in Europa dopo Londra e Parigi, e dodicesima a livello mondiale (+1 posizione rispetto alla classifica dell’ultima edizione). Per vostra conoscenza: Alpha++ sono Londra e New York. Alpha+ Singapore, Parigi, Beijing, Tokyo, Shangai e Dubai.

Come si piazza Roma Capitale?

Roma, in questa classifica, ottiene un misero Beta+ ed è superata nel mondo da tutto il gruppo Alpha, ben 50 città. Nel suo gruppo troviamo città non certo brillanti, quantomeno nell'immaginario collettivo, come Atene, Bangalore, Bucarest, Il Cairo, Lima e Caracas. Sono dunque queste le nostre competitors? Dobbiamo dunque rassegnarci e cedere all'invidiata quanto brava Milano il primato di città Italiana nel mondo o si vuole iniziare a lavorare seriamente (tiratina d'orecchi anche al Governo)  per aggiustare il tiro e stare al passo con le città Alpha? A voi la risposta. A noi l'incazzatura. RR




LE ALTRE CAPITALI EUROPEE GODONO DI UNA LEGISLAZIONE SPECIALE. ROMA NO. L'INSPIEGABILE ANOMALIA TUTTA ITALIANA DANNEGGIA FORTEMENTE LA CAPITALE E I SUOI CITTADINI.

martedì 21 marzo 2017

L'ultimo ad invocarla, in ordine di tempo, è stato Beppe Grillo dalle pagine del suo Blog: " E' un Comune strano, questa dovrebbe essere la capitale d'Italia, Roma, e qui hanno vissuto in questo sogno metafisico che veramente fosse la Capitale. Ma tutte le capitali del mondo hanno una legislazione da parte dello Stato privilegiata, con finanziamenti privilegiati, perché qui sono le ambasciate, ci sono i flussi del Vaticano, ci sono milioni di turisti, non è che puoi trattarla come una una città normale". "Non è possibile che per qualsiasi investimento tu debba passare attraverso la Regione Lazio! La Regione Lazio decide se fare o non fare una struttura da un milione di metri cubi, e il Comune deve subire questa roba - aggiunge -. Dobbiamo avere una legislazione dello Stato che dica effettivamente se Roma è la città Capitale d'Italia. Così, non c'è. Io vi dico due cifre perché sono un ragioniere: abbiamo un bilancio di 4,5 miliardi in questa città, di spesa sono destinati agli investimenti solo 236 milioni. Milano destìna agli investimenti 10 volte di più". Prima di lui, in piena Mafia Capitale, ad invocare una legge speciale per Roma ci fu Rosi Bindi e il Senatore Luigi Zanda che disse: "Serve una nuova idea di città per progettare il futuro della Capitale. E serve uno schema di governo diverso grazie a una legge speciale che ne determini il profilo adeguato con poteri e risorse da città-Regione, perché nonostante tutto Roma è piena di risorse positive». Aggiunse: «Roma deve diventare una capitale all’altezza delle altre grandi capitali europee. Bisogna valorizzare la straordinaria personalità, offrendo servizi pubblici efficienti e immettendo nell’amministrazione gli anticorpi per battere la corruzione. Serve uno schema di governo diverso. A Roma occorre una legge speciale che ne determini il profilo istituzionale adeguato, con poteri e risorse da città-Regione, accade per gran parte della capitali europee». Ma perché ancora Roma, nonostante la volontà politica espressa da diversi schieramenti, non ottiene  una legislazione speciale come Berlino, Londra, Parigi, Madrid: tutte capitali che hanno un contatto diretto con lo Stato e una legislazione ad hoc dovuta dallo Status di Capitale del rispettivo Paese?

L'anomalia è solo Italiana e a pagarne lo scotto sono Roma e i romani ( i più tartassati d'Italia!). Il 2017 dovrebbe davvero essere l’anno di una legge speciale che dia allo Stato i pieni poteri sulla capitale, ridimensionando i Consigli comunali che da decenni sono corrotti o inadeguati, con i sindaci impreparati, spesso alleati alle lobbies: si pensi a quanto sta avvenendo con i "mutandari" con i quali l'attuale governo cittadino si è apertamente schierato, con i tassisti, con i movimenti per la casa cioè quelli che la vogliono gratis mentre voi, coglioni, pagate regolarmente il mutuo, con gli occupanti illegittimi di alcuni importanti spazi culturali della città, gestiti in regime dittatoriale! Tutto questo deve finire e mentre scriviamo c'è un'altra città, la Capitale economica del Paese, che cerca di elevarsi  sempre più e che invoca apertamente una legge speciale pur non essendo Capitale Istituzionale. Milano, in occasione della recentissima presentazione del progetto per fare del capoluogo lombardo la capitale finanziaria d’Europa, davanti agli stati maggiori della finanza e del mondo delle professioni, dell’economia, dell’università, ha chiesto apertamente allo Stato Italiano, una legge speciale. Lo ha fatto perché Milano, e non Roma fate attenzione, possa esser messa  nelle condizioni di competere con altre capitali europee che si candidano allo stesso ruolo, quali Francoforte e Parigi per poter ospitare sedi e funzioni che oggi sono localizzate a Londra ma che a breve dovranno cercare una ricollocazione nell’area euro per effetto dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (si parla della sede dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco e di alcune attività legate al funzionamento dei mercati finanziari). Bene Milano. Male, malissimo, come sempre, Roma. RR

A Roma è in atto una crisi spaventosa nel mondo del commercio: alla politica non sembra interessare!

giovedì 23 febbraio 2017
A Roma è in atto una crisi spaventosa nel mondo del commercio: in un paio di mesi sono andati in fumo migliaia di posti di lavoro e pare che la politica, più che sorda, sia totalmente incapace di  trovare soluzioni. Dai 1666 di Almaviva Contact, ai 300 di Sky che abbandona la Capitale per Milano, ai recentissimi 180 dipendenti di Trony: un'emorragia di posti di lavoro che avrebbe messo KO qualsiasi sistema produttivo cittadino.
Intere famiglie, all'improvviso, si sono trovate o in mezzo ad una strada o, come il caso di SKY, con un ridimensionamento di personale o, per chi si è salvato, con un obbligo di trasferimento da dover accettare per forza. Di tutto questo la politica cittadina non parla. Di tutto questo la politica ha piene responsabilità: nel caso specifico di SKY la scelta della multinazionale dell'informazione è stata per certi versi obbligata. Per chi non è di Roma forse non ha presente di cosa sia la Salaria dove Sky aveva sede: un budello trafficatissimo, pieno di buche, immondizia e  puttane. Vi pare che la politica sia intervenuta per sanare queste situazioni? No. Come se fare imprenditoria a Roma sia la cosa più figa del mondo per la presenza del Colosseo e della Cappella Sistina.

Le cose purtroppo non funzionano così: servono servzi, serve una città in grado di far spostare le persone dal punto A al punto B in maniera rapida e veloce, serve decoro, serve eccellenza in un luogo dove non c'è nemmeno la normalità. E così si licenzia o si va altrove: in posti, come Milano, che hanno saputo programmare e realizzare.

Milano e il suo hinterland industriale sono da sempre una forte attrazione per le multinazionali estere. Strategica la posizione geografica, strategico il sistema logistico e infrastrutturale, strategica la rete altamente qualificata delle Università in grado di apportare figure professionalizzate. E ovviamente strategico un bacino di migliaia di piccole e medie imprese che non solo sono subfonitrici, ma sono diventante nel tempo partner tecnologici affidabili.

A Milano hanno sede 2.925 multinazionali che rappresentato il 30% di tutte quelle attive in Italia. Gli occupati diretti sono oltre 280mila mentre il giro d’affari realizzato nel territorio milanese è pari a 180 miliardi. Coperti tutti i settori di attività: forte il presidio nell’agroalimentare (Nestlé e Lactalis) ma anche nel consumer (Rekit Benkiser, Almirall) e nella tecnologia (Shindler Group, Microsoft e Aamazon). Appena alle porte della città si trovano i colossi Basf, Astrazen
eca, Unilever.

I nuovi quartieri degli affari Alcune macrotendenze sembrano emergere: se la zona di Porta Nuova-Garibaldi – con i suoi grattacieli divenuti il simbolo del cambiamento di Milano degli ultimi anni – si va definendo sempre più come il distretto finanziario e hi-tech della città, le architetture futuriste di CityLife hanno invece attratto gli investimenti dei grandi gruppi assicurativi, con Allianz che trasferirà entro l’anno 3mila dipendenti nella Torre Isozaki, e Generali che attende la consegna del grattacielo disegnato da Zaha Hadid per portarci, probabilmente nel 2018, altri 3mila lavoratori. Ancora non si sa, invece, chi occuperà la terza torre, quella progettata da Daniel Libeskind (l'architetto delle Torri dello Stadio della Roma n.d.r.), i cui lavori sono stati avviati a fine 2016. RR

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