Bye bye Dolce Vita
Proprio oggi chiude i battenti il Festival del Cinema di Roma. Qualche spunto di riflessione in questo articolo firmato da Les.
Un'anno fa Riprendiamoci Roma denunciò lo stato di degrado assurdo della nostra città, ben visibile nei film italiani e stranieri. Ci scrivemmo anche un post circa un anno fa e poi spedimmo una lettera al direttore del Festival, a tutto il suo staff e persino al presidente della Roma Film Commission che poi è l'ente che si occupa di "vendere le location" ai produttori cinematografici e televisivi. Ottobre 2009-Novembre 2010, è passato più di un anno. La situazione non è cambiata, anzi è peggiorata. Roma è una città inguardabile e la situazione peggiora giorno di più. Non c'è un luogo che si salva, dal centro alla periferia, solo graffiti, sporcizia, cartelloni abusivi, giardini secchi e pieni di monnezza. Un'immagine da Terzo Mondo, non certo da città della Dolce Vita dei bei tempi che furono. Non fa eccezione l'entrata dei Cinecittà Studios, tripudio di squallore indecente per uno dei luoghi simbolo della nostra cultura. Guardate com'è ridotto: le scritte su ogni centimetro di muro, come se fosse un magazzino abbandonato. A pochi metri dall'entrata degli studios, una fermata dei pullman a pezzi con i manifesti abusivi attaccati sopra. E questa sarebbe la fabbrica dei sogni? Facciamo un confronto. Ecco gli studios americani: Universal, Sony Pictures, Warner Bros, Paramount, DreamWorks. Un altro pianeta rispetto a noi. Ma i produttori italiani se ne fregano,si cullano nella loro sciatteria da perfetti italiani quali sono. Così gli attori e i registi romani, che non hanno detto mai una parola contro il degrado, vivono in quartieri imbrattati dal primo all'ultimo muro. Ma a loro va bene così. Eh sì cari amici, abbiamo gli unici artisti al mondo a cui non piace la bellezza, ma la monnezza. E ormai non c'è più un luogo a Roma dove poter girare un film.
Il macchiaiolo
Ciao Luca, ciao Les. Vorrei segnalarvi una nuova forma di graffito che è comparsa in centro città. Si tratta di macchie di spray nero sui muri e sulle cornici in travertino di tutta la zona attorno alla Fontana di Trevi e Galleria Alberto Sordi. Le foto si riferiscono a Via di S. Maria in Via, ma le vie laterali ne sono piene. Al peggio non c'è mai fine. Oggi ho chiamato l'ufficio del Decoro Urbano per chiedergli di cancellare le tags sulle traverse di Via del Babuino, Via Condotti, Via Frattina e via del Corso, ma mi hanno detto che loro intervengono solo per rimuovere scritte ingiuriose e politiche. Se l'amministratore del palazzo non interviene, nessuno mai le rimuoverà. Ma vi rendete conto? Inoltre mi diceva che la situazione è nettamente migliorata con la giunta Alemanno perchè gli interventi sono più numerosi. Non ho parole... non ho davvero parole! Dobbiamo fare qualcosa!
Eh già, Marco, neanche noi abbiamo parole. Intanto abbiamo la conferma (semmai ce ne fosse stata bisogno) che l'AMA non interviene per ripulire i graffiti. La percentuale delle scritte ingiuriose e politiche sarà l'1 per mille del totale. Praticamente l'AMA rimuove i graffiti una volta ogni morte di Papa. E Mister "faccia come il culo" ha anche il coraggio di dire che con Alemanno la situazione è migliorata. Un disastro era e un disastro è rimasta. Insegnategli almeno a fare 2+2 a questi. Per quanto riguarda il da farsi, Marco, come tu ben sai per ripulire un edificio occorre che sia d'accordo tutto il palazzo, occorre chiedere permessi, e si rischia pure di finire denunciati se a qualcuno non va bene il nostro lavoro. Ma non preoccuparti, in qualche modo faremo.
L'ennesimo sfregio

Lo stavamo aspettando e puntualmente è arrivato. Il volgare sfregio della teppaglia con la bomboletta in mano, che ormai ha battezzato tutti i muri di Roma. Non se ne salva uno, e vi invito a farci caso quando mettete il naso fuori dalla porta. Guardatevi attorno e ditemi quanti palazzi sono puliti. In questo scenario di vera e propria emergenza, nessuno si sogna di dotare gli edifici con superfici in marmo di una adeguata protezione contro gli atti vandalici di queste scimmie. Nemmeno negli edifici di nuova concezione. Come questo, costruito in tempi recenti lungo Viale Marconi nell'ambito di un interessante (ma dagli esiti incerti) progetto di riqualificazione urbana. Men che meno i condomini si sognano di ripulire il palazzo, dato che sanno benissimo che tempo due giorni e le scimmie incivili torneranno a scriverci sopra. E allora perché dover sborsare 200 euro a metroquadro per una sabbiatura, quando con 2 euro il primo stronzo può devastarti tutto di nuovo? I prezzi che le aziende praticano sono ovviamente fuori mercato. Certo, c'è da dire che una sabbiatura ha i suoi costi per un milione di possibili motivi, tutti condivisibili e giustificabili. E allora forse vuol dire che è sbagliato il rimedio, alla radice. Se una cosa è troppo costosa, è destinata a fallire. E allora rivolgiamo la nostra attenzione altrove. Ai prodotti protettivi, ad esempio, che garantiscono una protezione duratura nel tempo. Ma dove sono le aziende che offrono questi servizi? Perché non girano in lungo e in largo i quartieri di Roma, coinvolgendo i cittadini in operazioni di ripulitura di intere strade, a costi ridotti? Ce lo chiediamo ogni volta, e l'unica risposta che ci viene in mente è che evidentemente a loro va bene così. Che nessuno fa questo per passione o vocazione, è semplicemente un lavoro come un altro, e se rende comunque e senza fatica non c'è motivo alcuno di aumentare il carico di lavoro e imbarcarsi in avventure impossibili. E pensare che noi saremmo anche disposti a farvi pubblicità gratis. Fateci sapere, se siete interessati.
Una volgare speculazione

Chi segue questo blog sa quanto noi siamo sempre stati favorevoli al Gran Premio di Roma. In prospettiva, più che il ritorno economico, ci piaceva l'idea che il rione ne uscisse fuori riqualificato con interventi sull'arredo urbano, nuovi marciapiedi e l'ipotesi suggestiva dell'interramento della Cristoforo Colombo, con conseguente pedonalizzazione dell'asse monumentale che va dalle Tre Fontane al Palalottomatica. Cosa positiva sarebbe stata il ritorno d'immagine per un quartiere unico nel suo genere in Europa, che avrebbe tutte le carte in regola per costituire, da solo, un polo di attrazione turistica, molto più di quanto non lo sia ora. Le architetture del ventennio, ma anche la nuova Nuvola e gli edifici residenziali di Renzo Piano, nonché l'Acquario virtuale e l'apertura al pubblico del Palazzo della Civiltà e del Lavoro, alias Colosseo Quadrato, trasformato in museo della moda e del design con annesso ristorante panoramico. Un intervento all'arredo urbano sarebbe assolutamente necessario per rilanciare il quartiere. Ma alla vista del progetto abbiamo letteralmente strabuzzato gli occhi. Nessuna traccia degli interventi sull'arredo urbano, né dell'interramento della Colombo. Il progetto prevede la costruzione dei due mostri osceni che vedete nel rendering qui sopra. Un abominio che ci lascia senza parole, uno stupro in piena regola, inaccettabile e irricevibile senza se e senza ma. L'architetto che ha partorito questa cacata mostruosa è, citando Repubblica, Carlo Maria Sadich, già autore del "Soratte Outlet". E così, in uno dei quartieri meglio disegnati d'Europa, esemplare manifesto dell'architettura del ventennio, consentiamo a un architetto di centri commerciali di piazzare una volgarissima "carie" informe. Senza un bando internazionale, senza una gara. Un modello di edilizia che in Europa è bandita da anni, e che a Roma trova terreno fertile a causa della cafonaggine di certi indidivui inopportunamente piazzati nei posti che contano. Altro che Gran Premio. Questa è una volgarissima e irricevibile speculazione edilizia.
Passeggiata a Piazza dei Cinquecento
Mettetevi comodi ed osservate con i vostri occhi il più allucinante e grottesco viaggio negli orrori di Roma. Uno dei più raccapriccianti report che siano mai stati postati qui sul blog. Roma è una città totalmente abbandonata a se stessa. E basta guardare queste immagini per rendersene conto. Un'anarchia di degrado sconvolgente, che nemmeno nelle peggiori Capitali del terzo mondo hanno mai conosciuto. Non so quando il cittadino romano medio se ne renderà conto, ma ora come ora sembra completamente assuefatto da un degrado incredibile. In questa passeggiata antidegrado, organizzata in occasione della visita di Manuele di Degradodivarese, abbiamo fatto un vero e proprio tour degli orrori. Indicazioni stradali devastate e rese illeggibili dalle tag, cartelli turistici corrosi dalla colla delle affissioni abusive dei peracottari nostri concittadini. La Municipale, che oltre a tollerare doppie file a non finire continua a lasciare traccia della propria inciviltà, lasciando ai pali quegli osceni nastri gialli. Verrebbe voglia di prenderli uno ad uno per un orecchio e farglieli mangiare. Guardate la doppia fila davanti all'Hotel Exedra, unico 5 stelle al mondo contornato da un degrado simile. Guardate i colonnotti divelti e lasciati lì, buttati in mezzo alla strada, in attesa che il primo motorino ci passi sopra, e il conducente finisca sfracellato a terra. L'inefficienza del comune è catastrofica. Non son capaci nemmeno a raddrizzare un colonnotto divelto. Guardate le Terme di Diocleziano, racchiuse da decenni in una gabbia da pollaio. Guardate il segnale stradale divelto, buttato sull'erba morta, con alle spalle un raccapricciante tripudio di affissioni abusive pagate dai politici. Guardate la cassa di cornetti abbandonata proprio davanti al cartello turistico, come l'AMA prescrive. Tanto per ricordare ai turisti che razza di gente siamo. Per la cronaca, Les e Manuele hanno estirpato una cinquantina di affissioni, altrettanti stickers, e un paio di nastri gialli della Municipale.
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